Il caso è approdato alla Camera dei Deputati con un’interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle ai ministeri dell’Ambiente e delle Imprese e del Made in Italy.
Al centro della vicenda ci sono i ritardi nelle procedure legate agli Ecobonus e ai contributi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni.
L’atto parlamentare porta la firma del deputato Sergio Costa ed è stato sottoscritto anche da Ilaria Fontana, Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti.
I parlamentari chiedono chiarimenti al Governo sulla situazione denunciata da alcune fonti di stampa locale e sulle eventuali criticità nella gestione degli incentivi pubblici.
Clienti senza auto dopo la rottamazione
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, molti cittadini avrebbero già completato l’iter richiesto per accedere ai bonus statali.
In diversi casi gli acquirenti hanno rottamato il vecchio veicolo, firmato il contratto di acquisto e versato gli acconti richiesti dalle concessionarie.
Nonostante questo, le nuove auto elettriche non sarebbero ancora state consegnate.
Il problema riguarderebbe i contributi statali applicati direttamente in fattura dai concessionari.
Gli incentivi, compresi tra 9mila e 11mila euro a seconda dell’Isee del beneficiario, vengono anticipati dalle aziende che poi devono recuperare le somme attraverso le piattaforme ministeriali dedicate.
Secondo i parlamentari del M5S, sarebbero proprio i ritardi nelle liquidazioni o nelle procedure informatiche a mettere in difficoltà i concessionari e ad aver provocato uno stallo nelle consegne.
Una situazione che starebbe mettendo in difficoltà sia i clienti sia le concessionarie.
Il rischio di perdere gli incentivi
Uno degli aspetti più delicati riguarda i tempi previsti dalla normativa. Le auto incentivate devono infatti essere immatricolate entro 180 giorni dalla prenotazione del contributo. Superato questo termine, il voucher decade automaticamente.
Nell’interrogazione si sottolinea come molti consumatori abbiano organizzato l’acquisto confidando proprio nel bonus statale e i ritardi non dipendono dagli utenti, il rischio è che i cittadini possano perdere l’agevolazione pur avendo rispettato tutti gli obblighi previsti.
I deputati chiedono quindi al Governo se intenda adottare misure di salvaguardia.
Tra le ipotesi indicate ci sono eventuali proroghe mirate o strumenti di tutela per evitare che gli acquirenti vengano penalizzati per ritardi burocratici non imputabili a loro.
Le difficoltà delle concessionarie
L’interrogazione accende i riflettori anche sulle condizioni economiche delle concessionarie, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. Il sistema degli incentivi prevede infatti che siano proprio i rivenditori ad anticipare gli sconti ai clienti.
Una situazione che può creare grossi problemi di liquidità se i rimborsi tardano ad arrivare.
Nel documento si parla di “forte tensione per molte aziende del settore” e del rischio concreto che i concessionari si trovino con decine di veicoli già pronti ma impossibilitati alla consegna.
I parlamentari evidenziano inoltre come il sistema degli incentivi sia oggi suddiviso tra più strumenti e più piattaforme.
Da una parte ci sono gli Ecobonus gestiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dall’altra le risorse del Pnrr coordinate dal Ministero dell’Ambiente.
I dubbi sui portali informatici
Nel testo vengono citate anche le criticità tecniche dei portali utilizzati per prenotazioni e validazioni.
Negli ultimi mesi, spiegano i firmatari dell’atto, le piattaforme hanno registrato fasi di intenso utilizzo, con risorse esaurite rapidamente, aggiornamenti tecnici e riaperture delle prenotazioni.
Per questo il Movimento 5 Stelle chiede al Governo di chiarire “quali siano ad oggi i tempi medi di validazione delle prenotazioni” e quelli necessari per la liquidazione dei rimborsi alle concessionarie.
L’interrogazione punta inoltre a ottenere dati precisi sul numero di pratiche coinvolte non soltanto nella provincia di Latina ma anche nel resto d’Italia.
I deputati vogliono capire se si tratti di episodi isolati o di una criticità più ampia che interessa il sistema nazionale degli incentivi per la mobilità elettrica.
Mobilità elettrica e fiducia dei cittadini
Nel documento parlamentare viene sottolineato anche il valore strategico delle politiche di incentivazione per la riduzione delle emissioni e il miglioramento della qualità dell’aria.
Secondo i firmatari, eventuali ritardi sistematici rischiano di compromettere la credibilità delle misure pubbliche e di incrinare la fiducia dei cittadini.
Si legge nell’atto, che richiama anche gli impegni europei sulla transizione ecologica:
“Le politiche di incentivazione dell’acquisto di veicoli a basse emissioni perseguono obiettivi di rilievo generale”.
Adesso si attende la risposta dei ministeri competenti. L’interrogazione è stata assegnata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
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