L’area appartiene allo Stato, ma per raggiungerla occorre passare su terreni privati.
A chiedere una soluzione pubblica energica e definitiva è stato il consigliere di Valore Civico, Giacomo Castro, con una mozione poi respinta dalla maggioranza nell’ultimo consiglio comunale.
Un consiglio che si è tenuto lo scorso 28 aprile, ma i cui documenti sono stati resi pubblici soltanto in questi giorni.
L’ingresso bloccato dai terreni privati
Il problema non è il sito archeologico in sé, che insiste su un’area demaniale, ma la strada necessaria per arrivarci.
L’accesso attraversa infatti particelle private e, dal 2016, è stato garantito attraverso protocolli temporanei tra Comune di Pomezia e proprietà.
Accordi prorogati fino al 2024, ma mai trasformati in una soluzione stabile. Quando il meccanismo si è inceppato, anche la visita al cuore antico di Lavinium è rimasta sospesa.
La proposta bocciata in Consiglio comunale
Castro aveva portato in Aula una richiesta precisa: ridisegnare il percorso minimo necessario per l’ingresso ai XIII Altari e trasmettere la nuova planimetria al Ministero della Cultura, affinché valutasse l’acquisizione definitiva del passaggio.
In pratica si parla di Il tesoro archeologico di Pomezia resta irraggiungibile: la stradina per arrivarci è privata e chiusa al pubblic del terreno dove passa la stradina di accesso al sito archeologico.
Solo in caso di mancato intervento dello Stato, il Comune di Pomezia avrebbe potuto prendere in considerazione una propria iniziativa, anche attraverso la procedura di pubblica utilità.
Una strada che mirava a superare definitivamente la dipendenza dagli accordi con il privato.
La maggioranza sceglie un’altra via
La mozione è stata respinta con 6 voti favorevoli e 13 contrari.
La sindaca Veronica Felici ha spiegato che la questione coinvolge Comune, Ministero, Soprintendenza e proprietario dell’area di accesso e che, in questa fase, la maggioranza non considera praticabile la proposta dell’opposizione.
L’amministrazione punta invece a costruire una soluzione stabile attraverso un confronto tecnico e negoziale con tutti i soggetti interessati, compreso il privato. Insomma non vuole “forzare la mano”.
I lavori annunciati e l’incognita sui tempi
Durante il dibattito, la sindaca ha anche riferito che la Soprintendenza avrebbe comunicato l’impossibilità temporanea di accedere al sito in vista di interventi di risistemazione e riqualificazione.
La notizia è positiva in quanto conferma che la Soprintendenza farà un importante intervento, ma non risolve automaticamente il nodo dell’ingresso.
Senza un accordo stabile sul passaggio, infatti, anche un sito restaurato rischierebbe di restare difficilmente fruibile. Negli atti esaminati non compare ancora una data certa per la riapertura.

Il futuro di Lavinium passa dalla trattativa
La partita, ora, si sposta sul tavolo della trattativa ‘privata’.
Il Comune di Pomezia dovrà capire se il privato sarà disponibile a un’intesa capace di garantire continuità all’accesso, evitando che il sito torni a dipendere da accordi fragili o di breve durata.
Intanto Pomezia resta davanti a una contraddizione pesante: promuovere Lavinium come simbolo culturale della città e, allo stesso tempo, non poter ancora indicare ai cittadini quando quel patrimonio tornerà davvero visitabile.
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