L’iniziativa nasce con un obiettivo dichiarato: trasformare il gesto fisico del “rotolare” in un’azione simbolica.
Una sfera che avanza diventa così il racconto di un percorso umano e artistico, ma anche sociale.
Il progetto non si limita all’arte in senso stretto, ma si apre alla partecipazione delle persone e alla raccolta fondi solidale.
L’artista lo sintetizza con una visione personale e diretta:
“Il mondo va a rotoli, provo a fermarlo girandolo al contrario”.
La struttura tecnica e logistica del viaggio
Il cuore operativo del progetto è una sfera di ferro dal diametro di 179 centimetri.
Non si tratta di un oggetto leggero o simbolico in senso decorativo, ma di una struttura fisica pensata per essere realmente spinta lungo il percorso.
La sfera è progettata con sistemi di scorrimento e cuscinetti che ne permettono il movimento controllato.
Il peso e la resistenza del materiale richiedono una gestione costante e un supporto logistico dedicato. Per questo motivo il viaggio sarà accompagnato da un camper di assistenza.
Il mezzo avrà una funzione multipla: supporto al viaggio, sicurezza, trasporto materiali e punto di riferimento per le soste. L’organizzazione prevede anche la possibilità di interventi di aiuto nei tratti più difficili, come salite o discese particolarmente impegnative.
Il percorso non seguirà autostrade, ma strade ordinarie e centri abitati.
L’obiettivo è mantenere il contatto diretto con i territori attraversati. La media prevista è di circa 10 chilometri al giorno, con una durata complessiva stimata tra i due e i tre mesi, tenendo conto di deviazioni, soste e imprevisti.
Il percorso definitivo è ancora in costruzione, ma alcune tappe sono già state confermate. Dopo Lanuvio, la sfera dovrebbe attraversare Roma, Arezzo, Ferrara e infine Venezia.
Partecipazione pubblica e modello di condivisione
Uno degli elementi centrali del progetto è la partecipazione delle persone.
L’artista immagina un cammino in cui i cittadini possano unirsi al percorso e contribuire attivamente, anche solo per brevi tratti.
L’idea è quella di trasformare la sfera in un oggetto condiviso, capace di creare aggregazione spontanea lungo il tragitto. Un meccanismo semplice, ma pensato per generare coinvolgimento diretto.
Verri richiama anche un’immagine cinematografica per spiegare questa dinamica: la corsa di Forrest Gump, quando le persone iniziano a unirsi senza un motivo preciso, solo per il gesto in sé.
Economia del progetto e beneficenza
La Festa di Compleanno dei sogni: ragazzi contenti, genitori rilassati, all inclusive... solo da McDonald's
Il finanziamento dell’iniziativa si basa su più canali. Il primo è la vendita delle opere d’arte dell’autore. Il secondo è una raccolta fondi.
Saranno realizzate 10.000 piccole sfere bianche da 15 centimetri, numerate da 1 a 10.000 e realizzate a mano. Ogni pezzo sarà unico e inserito in un sistema di sostegno economico diretto al progetto.

Una parte dei proventi sarà destinata alla beneficenza, in particolare all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Un terzo degli incassi complessivi verrà devoluto a questo fine.
Il progetto si affida anche alla comunicazione digitale. Il viaggio sarà trasmesso in diretta sui social e aggiornato in tempo reale attraverso un sito dedicato, che seguirà tappe e avanzamento del percorso.
L’arte come esigenza personale
Alla base del progetto c’è una dimensione fortemente personale. L’artista racconta un’origine legata all’infanzia e a un gesto semplice:
“Feci rotolare un cocomero di 30 kg per portarlo a tavola con lo stupore di tutti”.
A questo ricordo si aggiunge una visione più ampia dell’arte come necessità interiore.
Verri richiama anche un insegnamento ricevuto da Paolo De Grandis:
“Tu fai, opera, crea. Non ti curar di loro, nel mentre gli altri perderanno tempo a decidere se lo è o meno TU FAI L’ARTE DI TE STESSO. Vai avanti e non ti fermare mai”.
Il progetto diventa così una forma di continuità tra esperienza personale e azione pubblica.
La prima tappa a Lanuvio come avvio simbolico
La prima tappa del 31 maggio 2026 a Lanuvio rappresenta l’avvio pubblico del progetto, ma non il suo centro. È un evento iniziale, pensato come momento di test e presentazione.
La giornata inizierà all’Agriturismo Casale della Mandria con il ritrovo dei partecipanti e la partenza della prima camminata. La sfera verrà spinta fino al centro storico di Lanuvio, con arrivo previsto in piazza Santa Maria Maggiore.
Durante il percorso sono previsti momenti di socialità, con colazione e pranzo offerti dall’organizzazione.
L’iniziativa è aperta a tutti e rappresenta la prima occasione per vedere da vicino il funzionamento concreto del progetto.
Da Lanuvio prenderà così forma il primo movimento della sfera. Un gesto iniziale che anticipa un viaggio molto più lungo, destinato a attraversare l’Italia fino a Venezia.
La soddisfazione del sindaco di Lanuvio
Il sindaco di Lanuvio Andrea Volpi ha pubblicamente elogiato l’iniziativa che il Comune ha anche voluto supportare:
«Siamo davvero orgogliosi che una manifestazione così straordinaria parta proprio da Lanuvio, e questo lo dobbiamo alla genialità e all’estro indiscusso di Giuseppe Verri.
Con “The Verriball”, Giuseppe è riuscito ancora una volta a stupirci, trasformando un’idea audace in un vero e proprio ponte culturale in movimento.
Questa sfera non è solo un’opera d’arte visiva, ma un catalizzatore di relazioni che unisce la nostra comunità e le nostre eccellenze locali a una rete nazionale che arriverà fino a Venezia.
Come Amministrazione abbiamo sposato subito l’iniziativa, fieri di sostenere una mente così brillante del nostro territorio e un progetto capace di portare un messaggio di condivisione e apertura così forte lungo il suo cammino».
Leggi anche: Castelli Romani, annunciato il primo grande Parco Avventura pubblico nel bosco























