Il Comune di Ardea ha recepito le indicazioni della Regione Lazio e ha disposto il divieto di balneazione in cinque aree della costa considerate non balneabili.
In totale ad Ardea saranno interdetti alla balneazione circa 3,9 chilometri di spiaggia su un litorale che si estende per circa 9 chilometri. Una quota che supera il 43% dell’intera costa cittadina.
I tratti di costa di Ardea interessati dal divieto di balneazione
L’ordinanza individua con precisione le zone dove non sarà possibile fare il bagno. Le aree interdette si trovano soprattutto in prossimità delle foci di fossi e canali che sfociano in mare.
Il tratto più esteso parte dalla Foce del Rio Torto, al confine con Pomezia. Qui il divieto si sviluppa per circa 1.170 metri verso destra rispetto alla foce.
Un’altra area particolarmente ampia riguarda la Foce del Fosso dell’Incastro. In questo caso il divieto si estende per circa 300 metri sul lato sinistro e per oltre 1.300 metri sul lato destro. Complessivamente il tratto interdetto raggiunge circa 1.610 metri.
Limitazioni anche nella zona del Canale Biffi. Qui non sarà possibile fare il bagno in un’area di circa 530 metri lineari, compresa tra 400 metri a sinistra della foce e 130 metri a destra.
Gli altri due tratti interessati si trovano in corrispondenza del Fosso del Diavolo e del Fosso della Caffarella. Nel primo caso la fascia vietata misura circa 280 metri. Nel secondo arriva invece a circa 350 metri.
Sommando tutte le porzioni di litorale coinvolte dal provvedimento si arriva a circa 3.940 metri di spiaggia non balneabile, cioè quasi 4 chilometri complessivi.
Oltre il 43% della costa di Ardea non balneabile
Il dato conferma una situazione che continua a pesare sul litorale ardeatino. Considerando che la costa di Ardea si sviluppa per circa 9 chilometri, oltre il 43% risulta soggetto a limitazioni permanenti.
La percentuale evidenzia il peso delle criticità ambientali che da anni interessano il tratto costiero. In particolare restano sotto osservazione le acque vicino alle foci dei corsi d’acqua, considerate le aree più delicate dal punto di vista della qualità marina.
Le interdizioni derivano dalle rilevazioni effettuate dalla Regione Lazio nell’ambito del monitoraggio annuale delle acque destinate alla balneazione. Nel provvedimento del Comune di Ardea viene richiamata la delibera regionale approvata il 16 aprile 2026, che individua le zone “non adibite alla balneazione” per l’attuale stagione estiva.
Cartelli e controlli lungo le spiagge
Il Comune di Ardea ha disposto anche l’installazione della cartellonistica che segnalerà il divieto permanente di balneazione nelle aree interessate.
L’incarico è stato affidato al servizio Demanio Marittimo dell’ente con il supporto della Polizia Locale. Gli agenti avranno il compito di vigilare sul rispetto dell’ordinanza durante tutta la stagione balneare.
I controlli interesseranno soprattutto i mesi estivi, quando il litorale viene frequentato da residenti, turisti e proprietari delle seconde case. La Polizia Locale dovrà inoltre verificare eventuali danneggiamenti o rimozioni dei cartelli installati lungo la costa.
L’obiettivo indicato nel provvedimento è la tutela della salute pubblica. Il divieto serve infatti a impedire la balneazione in tratti di mare che non rispettano i parametri di qualità previsti per le acque destinate ai bagni.
Le criticità vicino ai fossi e ai canali: un problema annoso
La quasi totalità delle aree vietate si concentra in prossimità delle foci dei canali che attraversano il territorio prima di arrivare in mare. Le limitazioni riguardano il Rio Torto, il Fosso dell’Incastro, il Canale Biffi, il Fosso del Diavolo e il Fosso della Caffarella.
Si tratta di punti che da anni vengono considerati critici per la qualità delle acque marine. Anche lo scorso anno il Comune di Ardea infatti aveva vietato la balneazione in quei tratti di litorale.
Durante ogni stagione estiva il tema della balneabilità torna al centro del dibattito pubblico, soprattutto tra residenti e operatori balneari, ma la soluzione è lontana.

























