A denunciare l’accaduto è stata Apicoltura Giammatteo attraverso un lungo post pubblicato sui social network.
Secondo quanto raccontato dal titolare dell’azienda, l’azione sarebbe stata compiuta con modalità tali da non lasciare possibilità di sopravvivenza agli insetti.
Le arnie sarebbero state sigillate con schiuma espansa mentre all’interno sarebbe stato utilizzato zolfo per soffocare le colonie.

25 arnie devastate
L’amara scoperta è arrivata nelle scorse ore, quando l’apicoltore si è recato nell’area dove erano collocate le arnie. Davanti ai suoi occhi si è presentato uno scenario devastante.
“25 arnie sono state sigillate con la schiuma espansa e le api sono state soffocate con lo zolfo”, denuncia Apicoltura Giammatteo. Un gesto che l’azienda definisce “un atto atroce, studiato nei minimi dettagli per non lasciare scampo”.
Secondo quanto riferito nel post, sarebbero state colpite complessivamente 24 arnie con la distruzione delle famiglie di api, del miele presente nei melari e di parte dell’attrezzatura utilizzata per l’attività.
Due stagioni di lavoro distrutte
Oltre al danno ambientale, l’episodio ha avuto pesanti conseguenze economiche per l’azienda. L’apicoltore parla infatti della perdita del lavoro accumulato nel corso degli ultimi anni.
Si legge nel messaggio pubblicato sui social:
“Con questo gesto infame è andato in fumo il lavoro di intere stagioni, fatto di sudore, sacrifici e notti insonni”.
L’autore del post aggiunge che sono stati distrutti “api, miele nei melari, materiale e lavoro di due stagioni”.
Parole che raccontano la frustrazione di chi si è trovato davanti alla distruzione di un’attività costruita nel tempo e basata su un lavoro quotidiano spesso poco visibile ma fondamentale per il settore agricolo.
Il grave danno all’ambiente
La vicenda non riguarda soltanto l’aspetto economico. Al centro della denuncia c’è anche il tema ambientale.
Le api svolgono infatti un ruolo essenziale per l’impollinazione e per l’equilibrio degli ecosistemi. La perdita di migliaia di esemplari rappresenta quindi un danno che va oltre il singolo allevamento.
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Scrive Apicoltura Giammatteo:
“Ma la cosa più grave è che è stata colpita la vita di migliaia di api, creature fondamentali per il mondo intero, senza le quali la terra stessa non avrebbe un futuro”.
L’azienda sottolinea come l’uccisione delle colonie rappresenti “un gesto folle e distruttivo, che danneggia l’ambiente e l’intera comunità circostante”.
Un’azione compiuta da chi conosce il settore
Nel racconto pubblicato sui social emerge anche un particolare che ha attirato l’attenzione dell’apicoltore. Chi ha agito sembrerebbe aver utilizzato tecniche e materiali specifici.
“Schiuma sull’entrata e zolfo sui cassettini”, viene spiegato nel post. Un elemento che porta il titolare a ipotizzare che l’autore del gesto avesse una certa conoscenza del funzionamento degli alveari.
L’apicoltore parla infatti di un’azione compiuta “con competenza”, evidenziando come siano stati scelti metodi particolarmente efficaci per sterminare le colonie.
Il precedente nella stessa zona
Nella denuncia viene ricordato anche un episodio avvenuto lo scorso anno nella stessa area.
Racconta il titolare di Apicoltura Giammatteo:
“Ho scoperto che lo scorso anno sulla stessa via sono state ribaltate delle arnie e riempite di gasolio”.
Un precedente che potrebbe assumere rilievo nell’eventuale ricostruzione di quanto accaduto e che alimenta interrogativi sulla presenza di episodi analoghi nella zona di via Piana Rosso.
Nonostante il colpo subito, l’apicoltore assicura di non voler abbandonare la propria attività:
“Sono state distrutte le nostre arnie e ucciso le nostre api, ma non la nostra passione e determinazione nell’andare avanti con onestà”
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