La vicenda riguarda una richiesta di documentazione avanzata mesi fa da alcune associazioni impegnate sui temi della legalità e della trasparenza amministrativa.
Le associazioni hanno denunciato di non aver ricevuto alcun riscontro dall’azienda sanitaria alle loro richieste.
Il caso è ora approdato alla Camera dei Deputati attraverso un’interrogazione rivolta ai Ministri della Salute, dell’Interno e della Pubblica amministrazione.
Le associazioni chiedono documentazione alla Asl Roma 6
Al centro della vicenda ci sono gli interventi di ristrutturazione e gli affidamenti effettuati presso l’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno e presso Villa Albani.
Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, il 18 dicembre 2025 il Coordinamento antimafia Anzio-Nettuno, insieme alle associazioni “Reti di giustizia – il sociale contro le mafie” e “Rete NoBavaglio”, ha presentato una richiesta di accesso civico generalizzato alla Asl Roma 6.
L’obiettivo era ottenere informazioni e documentazione relativa agli affidamenti dei lavori e alla filiera degli eventuali subappalti.
In particolare le associazioni chiedevano di poter visionare le delibere riguardanti gli incarichi assegnati, le autorizzazioni ai subappalti e gli eventuali sub-contratti stipulati, con l’indicazione delle imprese coinvolte, degli importi e delle attività affidate.
Silenzio anche dal Direttore della Asl
Secondo quanto riferito nell’interrogazione, alla richiesta non sarebbe mai arrivata una risposta.
Le associazioni avrebbero quindi reiterato l’istanza rivolgendosi direttamente al Direttore generale della Asl Roma 6, dott. Giovanni Profico, sollecitando la trasmissione della documentazione richiesta.
Anche in questo caso, sempre secondo quanto denunciato, non sarebbe arrivato alcun riscontro.
Una situazione che ha portato le realtà associative a segnalare pubblicamente la vicenda. Questa hanno evidenziato la necessità di garantire la massima trasparenza nella gestione degli appalti pubblici, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario.
Il tema della trasparenza
La richiesta avanzata dalle associazioni si basa sul cosiddetto accesso civico generalizzato, uno strumento che consente ai cittadini di ottenere documenti e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la conoscenza degli affidamenti e degli eventuali subappalti rappresenta un elemento fondamentale per consentire il controllo diffuso sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulla regolarità delle procedure amministrative.
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Nell’interrogazione viene ricordato come la trasparenza amministrativa costituisca uno dei principali strumenti di prevenzione della corruzione e di garanzia del corretto funzionamento della pubblica amministrazione.
L’interrogazione alla Camera
A portare il caso in Parlamento è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari.
L’onorevole ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri della Salute, dell’Interno e della Pubblica amministrazione.

Nell’atto la parlamentare chiede ai rappresentanti del Governo se siano a conoscenza della vicenda e se intendano avviare verifiche sulla gestione delle richieste di accesso civico da parte della Asl Roma 6.
Tra le questioni poste figura anche l’eventuale attivazione di iniziative ispettive per accertare il rispetto delle norme sulla trasparenza amministrativa e sulle misure di prevenzione delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici.
L’interrogazione punta inoltre a conoscere quali iniziative il Governo intenda adottare per rafforzare i controlli sulla filiera degli appalti e dei subappalti nel settore sanitario.
Particolare attenzione viene chiesta nei territori considerati maggiormente esposti al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata.
L’attenzione sul territorio di Anzio e Nettuno
Nel documento parlamentare viene richiamato infatti il particolare contesto del territorio di Anzio e Nettuno.
La deputata Stefania Ascari evidenzia come l’area sia stata interessata negli anni da diverse inchieste giudiziarie relative alla presenza e al radicamento della criminalità organizzata.
Una circostanza che, secondo quanto riportato nell’atto, renderebbe ancora più importante garantire la massima trasparenza nella gestione degli appalti e dei subappalti pubblici.
Proprio per questo le associazioni chiedono di conoscere nel dettaglio i soggetti coinvolti nei lavori eseguiti nelle strutture sanitarie e le modalità con cui sono stati affidati gli incarichi.
Adesso si attende la risposta dei ministeri competenti.























