A rivelarlo è l’ordinanza del Comune di Ciampino del 25 maggio che disciplina i lavori in via Cappalonga, collegati alla realizzazione dell’impianto da parte di Energia S.p.A.
Dalla mappa dell’impianto allegata al progetto (che pubblichiamo in apertura) si nota che le opere dovrebbero prevedere anche la creazione di una nuova strada e di due rotonde.
Non una semplice ordinanza stradale
Formalmente il provvedimento riguarda divieti di sosta, senso unico alternato e limitazioni al traffico.
Politicamente e giornalisticamente, però, racconta molto di più.
Quei lavori sono infatti propedeutici alla posa del cavidotto necessario al parco fotovoltaico previsto nell’area di Cava dei Selci, tra via F. Dei Monaci, via Cappalonga, via dell’Ospedaletto e via Asti.
Tradotto: l’opera sta passando dalla carta al terreno.

Il gigante solare di Cava dei Selci
Il progetto riguarda un impianto fotovoltaico a terra di dimensioni rilevanti, nell’area compresa tra Ciampino e Marino.
L’impianto è esteso su circa 11,6 ettari, l’equivalente di circa 22 campi di calcio di serie A, con una potenza intorno agli 8 MW.
Non conosciamo altri dettagli di tali impianto, ma confrontandolo con quelli già operativi dovrebbe essere composto da circa 13.000 pannelli fotovoltaici.
La sua produzione dovrebbe soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 4.000 famiglie.
Un intervento importante per la produzione di energia rinnovabile, ma anche destinato a incidere fisicamente su un territorio già delicato, visto che Ciampino è il comune con la maggior densità abitativa nel Lazio.
L’impianto andrà a ricoprire uno degli ultimi terreni liberi da edificazioni rimasti a Ciampino.
Il nodo politico: energia verde e CO2
Ma il punto più sensibile resta il contesto.
L’area di Cava dei Selci è stata in passato al centro dell’attenzione per la presenza di emissioni naturali di gas dal sottosuolo, tra cui CO2 (che è anche oggetto di specifiche ricerche) e radon.
Un’opera presentata come investimento nella transizione energetica viene quindi realizzata in una zona che ha già sollevato preoccupazioni ambientali e sanitarie.
Dopo il caso CO2, le verifiche tecniche e le polemiche locali, la ripartenza del cantiere impone una vigilanza alta.
Dal blocco alle verifiche, poi la ripartenza
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La storia del parco fotovoltaico infatti non è stata lineare.
Prima le autorizzazioni, poi i ritardi tecnici, quindi una sospensione disposta dagli uffici con l’intervento di Asl e INGV e infine le autorizzazioni e ora l’avvio dei lavori.
L’ordinanza comunale richiama proprio questo percorso accidentato: autorizzazioni precedenti, stop, nuova richiesta e nuovo via libera operativo.
È il segno di un progetto che ha dovuto superare ostacoli tecnici e amministrativi prima di rimettersi in moto.
Il maxi parco fotovoltaico tra Ciampino e Marino diventa così una storia simbolica dei Castelli Romani.
Da una parte la necessità di produrre energia rinnovabile, dall’altra il tema del consumo di suolo e della compatibilità ambientale.
Il cantiere parte, le strade cambiano volto e Cava dei Selci torna al centro dell’attenzione. La vera notizia è questa: il progetto contestato non è più fermo. Ora si costruisce.
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