Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha dichiarato inammissibile l’opposizione presentata da un’altra società (la P. s.r.l.) al ricorso contro lo stop del Comune presentato da Oasi Beach al Presidente della Repubblica e ha rimandato il fascicolo nella sede originaria: il ricorso straordinario al Quirinale.
Cioè, in pratica, il ricorso dell’Oasi Beach contro il Comune di Pomezia va avanti, ma dal Presidente della Repubblica
Lo stop che aveva fatto rumore
La vicenda nasce dalla Determinazione comunale con cui Pomezia ha disposto la decadenza della concessione demaniale legata a Oasi Beach, attività nota sul litorale per chiosco-bar, lettini e ombrelloni.
Uno stop pesante, destinato a incidere non solo sulla singola impresa, ma anche sull’immagine della gestione del demanio marittimo in una delle zone più sensibili e frequentate della costa pometina.


Il nodo davanti ai giudici
M. G. G., titolare della ditta, aveva scelto la strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per contestare la decadenza della concessione per l’Oasi Beach.
Un’altra società, la P. s.r.l., invece, si era opposta, chiedendo di fatto che la battaglia si spostasse davanti al TAR del Lazio.
Ma i giudici amministrativi hanno stoppato questa mossa: secondo il Tribunale, la P. s.r.l. non può essere considerata controinteressata in senso tecnico.
Perché il TAR non vuole giudicare
Il punto è semplice, ma decisivo. Per il TAR, la decadenza della concessione produce un effetto diretto solo nei confronti della concessionaria, che perde il titolo per occupare l’area demaniale.
LA P. s.r.l., pur avendo segnalato questioni legate ad aree che ritiene proprie, non riceve dalla determina comunale un vantaggio/svantaggio immediato.
Il suo interesse, secondo i giudici, resta indiretto, riflesso, non sufficiente per trascinare la causa davanti al TAR.
Una vittoria, ma non una riapertura
Attenzione, però: la sentenza non cancella lo stop del Comune di Pomezia e non riapre automaticamente Oasi Beach. Non dice che la decadenza sia illegittima, né che Pomezia abbia sbagliato nel merito.
Dice soltanto che l’opposizione al ricorso al Quirinale della P. s.r.l. non era ammissibile.
È una vittoria processuale per la titolare dello stabilimento, perché riporta la controversia sul binario originario, quello del ricorso straordinario. Nulla altro.
La causa torna al Quirinale
Ora il fascicolo deve tornare al Ministero competente per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria.
Formalmente, la decisione finale arriverà nell’ambito del ricorso al Presidente della Repubblica, sulla base del parere del Consiglio di Stato.
Tradotto: la partita non si gioca più al TAR, ma resta apertissima sul piano amministrativo e politico, con il Comune di Pomezia chiamato a difendere la propria scelta.
Il peso politico sul litorale
Il caso Oasi Beach non è solo una lite tra privati e amministrazione. È un nuovo capitolo della partita sul demanio marittimo di Torvaianica, tra concessioni, controlli, presunti abusi, proprietà contestate e gestione delle spiagge.
Per Pomezia è un dossier molto delicato: ogni scelta sul litorale pesa su imprese, residenti, turismo e credibilità dell’azione amministrativa.
Il verdetto vero deve ancora arrivare
Per ora resta un dato politico e giudiziario: lo stabilimento colpito dallo stop comunale non ha vinto la guerra, ma ha segnato un punto importante.
La decadenza resta in piedi, ma il suo destino non è ancora scritto in maniera definitiva.
Dopo il primo round davanti al TAR, Oasi Beach riporta la battaglia nella sede scelta fin dall’inizio: quella che, alla fine, passerà dal tavolo del Presidente della Repubblica.


























