La Città Metropolitana di Roma, l’ex Provincia, ha annullato in autotutela la revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale che era stata adottata lo scorso 4 maggio.
In pratica significa che prima è stata bloccata qualsiasi possibilità di gestione dell’impianto, ora ci hanno ripensato e hanno cancellato quel blocco.
Una marcia indietro netta, arrivata dopo i controlli interni degli uffici. Al centro del caso c’è l’impianto sportivo di via delle Cisternole 12, a Frascati.
I tempi troppo lenti della burocrazia
La revoca era stata decisa senza considerare una comunicazione già arrivata agli atti.
Il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune di Frascati, infatti, aveva trasmesso l’8 aprile 2026 una richiesta di voltura dell’Autorizzazione Unica Ambientale.
Ma quella comunicazione, per problemi di aggiornamento del fascicolo digitale, è stata valutata solo il 25 maggio. Troppo tardi: nel frattempo la revoca era già partita.
La revoca non aveva più basi
Una volta emerso l’errore, la Città Metropolitana ha preso atto che non sussistevano più i presupposti per lasciare in piedi la revoca.
Tradotto: l’amministrazione ha riconosciuto che quel provvedimento era nato su un quadro incompleto.
Da qui la decisione di cancellare l’atto precedente e di riaprire il percorso corretto, dando seguito alla pratica di voltura trasmessa dal Comune di Frascati.
Cosa riguarda l’autorizzazione
L’Autorizzazione Unica Ambientale in questione risale al 2018 e riguarda gli scarichi del centro sportivo.
In particolare, si parla delle acque reflue industriali derivanti dal controlavaggio dei filtri della piscina e delle acque reflue domestiche, convogliate nel fosso Perazzeta-fosso del Cavaliere. N
on è quindi un dettaglio marginale: si tratta del titolo ambientale che regola un aspetto sensibile dell’attività dell’impianto: la possibilità di uso delle acque.
La pratica torna al SUAP
Ora il nuovo atto sarà trasmesso al SUAP del Comune di Frascati, competente per la successiva notifica alla società.
Il provvedimento non comporta spese per l’ente e non introduce nuove prescrizioni ambientali. Ma sul piano amministrativo pesa eccome: la revoca viene cancellata, la pratica torna in carreggiata e resta sul tavolo la domanda di voltura che era rimasta fuori dal procedimento.
Il caso politico-amministrativo
La vicenda racconta un cortocircuito burocratico semplice da capire: un’autorizzazione viene revocata, poi l’ente scopre che nel fascicolo c’era già un atto decisivo non valutato in tempo.
Risultato: l’ex Provincia corregge sé stessa. Per il Frascati Sporting Village è una svolta importante. Per gli uffici pubblici, invece, resta l’immagine di un fascicolo digitale capace di trasformare una pratica in un caso.
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