Un intervento sotterraneo, tecnico solo in apparenza, ma socialmente pesante: riguarda il destino delle acque nere e il loro corretto convogliamento verso il depuratore.
Acque nere verso Pratica
Il cuore del progetto è semplice da capire: i reflui dovranno essere raccolti in una nuova vasca di sollevamento e poi indirizzati verso la condotta che porta al Depuratore Pratica, in via San Paulo,che raccoglie già le acque di Villaggio Tognazzi, Pomezia Nord (via Naro e via limitrofe), Borgo di Pratica di Mare

In altre parole, Acea sistema un punto delicato della rete fognaria di Torvaianica, spostando e potenziando l’impianto esistente. L’obiettivo è rendere più efficiente il sistema e alleggerire uno dei nodi più sensibili della costa pometina.
Un’opera da quasi 238mila euro
Il progetto vale complessivamente 237.963,16 euro. A pagare sarà Acea Ato 2, gestore del Servizio Idrico Integrato, senza costi diretti per le casse comunali.
Il Comune di Pomezia, però, mette il sigillo politico e amministrativo sull’operazione: approva il progetto, dichiara la pubblica utilità dell’opera e ne riconosce l’urgenza.
Il nodo dei terreni privati
La partita, però, non si ferma ai tubi e alle pompe. Per realizzare i nuovi collettori fognari di collegamento alla vasca sarà necessario passare anche su terreni privati.
Per questo la delibera prevede servitù di fognatura, occupazioni temporanee e possibili indennizzi.
Non si tratta, almeno secondo l’atto, di acquisire immobili al patrimonio comunale, ma di imporre vincoli funzionali al passaggio della rete.
La Giunta ha pertanto delegato ad Acea Ato 2 l’esercizio dei poteri espropriativi.
Significa che sarà direttamente il gestore a occuparsi della procedura: notifiche, indennità, eventuali accordi con i proprietari, atti notarili e risarcimenti.
Un passaggio non secondario, perché trasforma il progetto da semplice intervento tecnico a operazione amministrativa concreta, capace di incidere direttamente anche sulle proprietà private coinvolte dal tracciato.
Cosa cambia per Torvaianica
Il messaggio è chiaro: per difendere il mare di Torvaianica bisogna intervenire prima di tutto sulla rete che raccoglie e trasporta le acque nere.
Non bastano slogan estivi o campagne di immagine, servono impianti che funzionino, condotte adeguate e depurazione efficiente.
Il progetto di via San Paolo va esattamente in questa direzione: più controllo sui reflui, più garanzie per il litorale.
Nel concreto, i cittadini potranno vedere cantieri, scavi e lavori nella zona interessata dall’impianto IS3.
Ma il senso dell’intervento è più ampio: spostare e rafforzare un pezzo della macchina fognaria che serve Torvaianica.
Un’opera poco visibile, forse, ma decisiva per una località che vive anche della qualità del suo mare, della sua immagine turistica e della fiducia dei residenti.
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