La decisione è stata assunta dopo una verifica tecnica effettuata dagli uffici comunali, che hanno ritenuto necessario contestare la richiesta economica per tutelare gli interessi dell’ente.
Il decreto ingiuntivo da 93mila euro al Comune di Nettuno
La vicenda prende avvio da un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Velletri il 20 aprile 2026 e notificato al Comune il 22 aprile successivo. Il provvedimento è stato ottenuto da Banca Sistema Spa, che ha chiesto il pagamento di somme che ritiene dovute dall’amministrazione comunale.
Banca Sistema S.p.A., fondata nel 2011, è un istituto di credito italiano con sede a Milano. Dal 2026 è controllata da Banca CF+. È specializzata nel factoring, in particolare l’acquisto di crediti verso la Pubblica Amministrazione.
In questo caso la banca ha acquistato crediti relativi a vecchie utenze intestate al Comune di Nettuno per le quali risulterebbero importi non saldati.
In pratica secondo il servizio di recupero crediti, il Comune di Nettuno non avrebbe saldato fatture vecchie di oltre 10 anni relative al pagamento di diverse utenze, elettriche e non.
Con il decreto ingiuntivo, il giudice ha ingiunto al Comune di Nettuno di versare complessivamente 93.337,52 euro, oltre agli interessi richiesti dalla società ricorrente. A questa cifra si aggiungono anche le spese legali della procedura, quantificate in oltre 2.600 euro tra compensi professionali ed esborsi, oltre agli ulteriori oneri previsti dalla normativa.
Si tratta di una somma significativa che il Comune di Nettuno ha deciso di verificare approfonditamente prima di procedere a qualsiasi pagamento.
L’analisi degli uffici comunali
Dopo la notifica del decreto, l’ufficio legale del Comune di Nettuno ha trasmesso tutta la documentazione ai settori competenti per una valutazione tecnica della vicenda.
In particolare, il dirigente dell’Area Bilancio ha effettuato un esame dettagliato della documentazione allegata al ricorso. L’istruttoria si è concentrata su oltre 800 record e documenti prodotti dalla società creditrice a sostegno della propria richiesta.
Al termine delle verifiche, gli uffici hanno ritenuto opportuno contestare il provvedimento giudiziario. Dall’analisi svolta è infatti emersa la necessità da parte del Comune di Nettuno di proporre opposizione al decreto ingiuntivo.
Secondo quanto riportato nella delibera, l’istruttoria interna ha evidenziato elementi tali da rendere “opportuno e necessario” l’avvio di un procedimento di opposizione davanti al Tribunale.
Secondo gli uffici comunali infatti, molte delle vecchie fatture che la banca ritiene non pagate sarebbero in realtà già state oggetto di contestazione in passato e sarebbero state infine regolarizzate con accordi di saldo e stralcio. Il Comune di Nettuno ritiene perciò di non essere più in debito e di poterlo dimostrare.
Il Comune di Nettuno si oppone al decreto ingiuntivo
Sulla base delle valutazioni tecniche e contabili effettuate dagli uffici, l’amministrazione comunale di Nettuno ha quindi deciso di autorizzare formalmente l’opposizione al decreto ingiuntivo.
L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare gli interessi economici e patrimoniali del Comune, consentendo ai propri legali di contestare in sede giudiziaria le richieste avanzate da Banca Sistema Spa.
La delibera del Comune di Nettuno autorizza infatti l’avvio del procedimento di opposizione contro il decreto ingiuntivo numero 649 del 2026, emesso nell’ambito del procedimento iscritto presso il Tribunale di Velletri.
Un nuovo incarico legale
Per affrontare il contenzioso, il Comune procederà ora all’individuazione di un professionista esterno che rappresenti l’ente davanti al giudice.
La scelta del legale sarà effettuata attraverso le procedure previste dal regolamento comunale per il conferimento degli incarichi di patrocinio legale, approvato dalla Commissione Straordinaria nel novembre 2024.
L’incarico verrà formalizzato con un successivo provvedimento dirigenziale. Sarà quindi il professionista individuato a predisporre l’atto di opposizione e a seguire il procedimento giudiziario nelle sue successive fasi.
Cosa accade adesso
Il decreto ingiuntivo non è ancora definitivo. La normativa prevede infatti che la parte destinataria del provvedimento possa presentare opposizione entro quaranta giorni dalla notifica.
Proprio per questo motivo il Comune ha scelto di agire nei termini previsti dalla legge. In assenza di opposizione, il decreto diventerebbe esecutivo e consentirebbe alla società creditrice di avviare le procedure per il recupero delle somme indicate.
Leggi anche: Nettuno, batosta da 180 mila euro: il decreto ingiuntivo preoccupa il Comune

























