L’associazione denuncia un episodio che definisce una limitazione della libertà di espressione, dopo il diniego ricevuto per l’utilizzo della sala “Giacomo Manzù” della Biblioteca comunale dove avrebbe dovuto svolgersi l’evento intitolato “Il Medio Oriente non si arrende”.
La vicenda è stata resa nota attraverso un comunicato diffuso dal Centro Studi, che contesta la decisione assunta dall’Amministrazione commissariale attualmente alla guida del Comune di Aprilia.
La richiesta presentata e il successivo diniego
Secondo quanto riferito dall’associazione, la richiesta per l’utilizzo della sala era stata presentata regolarmente nei mesi scorsi.
Il Centro Studi sostiene di aver effettuato il pagamento previsto e di aver protocollato la domanda presso gli uffici comunali.
L’iniziativa avrebbe previsto un incontro di approfondimento sul tema del Medio Oriente con la partecipazione della professoressa Hanieh Tarkian, storica e studiosa della regione.
Nel programma era inoltre inserita la proiezione di un documentario realizzato dall’emittente Russia Today.
Proprio quest’ultimo elemento sarebbe stato al centro della decisione di non concedere la sala comunale.
Le motivazioni richiamate dal Comune di Aprilia
Nel comunicato, il Centro Studi riferisce che il Comune di Aprilia avrebbe motivato il diniego facendo riferimento al Regolamento europeo 2022/350, adottato nel marzo 2022 nell’ambito delle misure restrittive nei confronti di alcuni organi di informazione russi.
L’associazione contesta però questa interpretazione e sostiene che il provvedimento europeo non impedirebbe la semplice proiezione di documentari prodotti da Russia Today nell’ambito di eventi culturali.
Secondo il Centro Studi, inoltre, il Governo italiano avrebbe già chiarito la legittimità della proiezione di documentari dell’emittente sul territorio nazionale.
Il comunicato riporta infatti una risposta fornita dall’esecutivo a un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Federica Onori.
Il documentario al centro della controversia
L’opera che avrebbe dovuto essere proiettata durante l’incontro affronta alcune vicende legate alle tensioni in Medio Oriente.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, documenta anche le conseguenze di un bombardamento avvenuto il 28 febbraio scorso sulla scuola elementare femminile di Shajarah Tayyebeh, nella città iraniana di Minab.
Nel comunicato si afferma che l’attacco avrebbe provocato la morte di oltre cento bambine e bambini presenti nell’istituto scolastico durante le lezioni. Il bilancio complessivo delle vittime civili sarebbe stato di circa 168 persone.
Gli organizzatori richiamano inoltre le valutazioni attribuite ad Amnesty International, che secondo quanto sostenuto dal Centro Studi avrebbe indicato gli Stati Uniti come responsabili dell’operazione militare.
L’accusa del Centro Studi
Il passaggio più duro del comunicato riguarda la valutazione politica della decisione.
Il Centro Studi parla apertamente di censura e sostiene che sia stato leso il principio della libertà di manifestazione del pensiero.
Gli organizzatori affermano che “si è compiuto un atto gravissimo contro la libertà di parola” e accusano le Commissarie straordinarie di aver negato la possibilità di svolgere un’iniziativa di carattere culturale e informativo.
Nel documento viene espresso stupore per la decisione assunta. Si sostiene che il provvedimento sarebbe in contrasto con interpretazioni già fornite a livello nazionale sul tema della diffusione di contenuti prodotti da Russia Today.
Il richiamo ad altri episodi
Nella nota diffusa alla stampa, il Centro Studi inserisce la vicenda in un contesto più ampio.
L’associazione sostiene infatti che in Italia si stiano verificando diversi gravi episodi che riguardano la libertà di espressione.
Tra gli esempi citati compare il caso di una docente sanzionata dalla dirigente scolastica per alcune opinioni espresse in una chat privata riguardo agli eventi che hanno portato allo sgombero di Askatasuna.
Secondo il Centro Studi, questi episodi contribuirebbero a creare un clima di crescente attenzione e dibattito sul tema della libertà di opinione.
L’attività del Centro Studi proseguirà
Nonostante il mancato svolgimento dell’evento presso la Biblioteca comunale, l’associazione assicura che continuerà le proprie attività culturali sul territorio.
Nel comunicato conclusivo il Centro Studi “Francesco Berardi” sottolinea infatti la volontà di proseguire il proprio lavoro di approfondimento e divulgazione, definendo la vicenda come “uno spiacevole incidente” che non interromperà il percorso dell’organizzazione.
























