Al centro dell’indagine ci sono il titolare di una libreria di Colleferro e un intermediario. Secondo l’accusa, i due avrebbero creato un sistema illecito che avrebbe consentito di incassare oltre 60mila euro di fondi pubblici destinati ai beneficiari del contributo ministeriale previsto per i neo diciottenni.
A condurre l’operazione sono stati i finanzieri della Compagnia di Colleferro. I finanzieri hanno ricostruito un meccanismo fraudolento basato sulla monetizzazione dei voucher concessi ai neo diciottenni.
La segnalazione sulla sospetta truffa partita dal Ministero della Cultura
L’attività investigativa è nata da una segnalazione trasmessa dal Ministero della Cultura al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza .
L’allarme è scattato nell’ambito della collaborazione istituzionale tra il Ministero e le Fiamme Gialle, prevista dal protocollo d’intesa firmato nel settembre 2022 per contrastare gli utilizzi indebiti del Bonus Cultura.
Gli accertamenti hanno riguardato alcune anomalie riscontrate nell’utilizzo dei contributi presso una libreria di Colleferro. Da qui sono partite le verifiche che hanno portato alla scoperta del presunto sistema illecito.
Come funzionava il sistema per monetizzare i bonus
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il titolare della libreria di Colleferro avrebbe agito in accordo con una seconda persona che fungeva da intermediario. L’intermediario era colui che raccoglieva i bonus dai giovani beneficiari.
Quest’ultimo avrebbe contattato diversi ragazzi titolari del contributo statale, proponendo loro la conversione del bonus in denaro contante.
I bonus ministeriali da 500 euro, quali la Carta Cultura Giovani e la Carta del Merito, non si possono infatti tramutare in denaro contante. Il corrispettivo deve essere bensì speso sotto forma di voucher per acquistare libri, musica, biglietti per il teatro, cinema, concerti, musei.
Il meccanismo fraudolento prevedeva invece che l’intermediario raccogliesse i buoni dai diversi beneficiari, per farli validare poi sul portale web dedicato dal titolare del punto vendita, il quale simulava l’acquisto di testi scolastici o di lettura in realtà mai venduti.
Le operazioni risultavano regolari solo sulla carta, attraverso registrazioni contabili fittizie che permettevano di ottenere il rimborso da parte dello Stato.
Oltre 60mila euro di fondi pubblici indebitamente incassati
Una volta incassati i fondi pubblici, pari a 500 euro per ciascun bonus utilizzato, si provvedeva alla spartizione del denaro tra il titolare della libreria, l’intermediario e gli stessi giovani che avevano ceduto il voucher.
Gli investigatori hanno quantificato in oltre 60mila euro la somma complessivamente percepita in maniera indebita attraverso questo sistema.
L’attività delle Fiamme Gialle ha consentito di interrompere il meccanismo e di ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti.
Due persone denunciate alla Procura di Velletri, sanzioni amministrative per i ragazzi
Al termine delle indagini, il titolare della libreria e l’intermediario ritenuto suo complice sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Velletri.
L’ipotesi di reato contestata è quella di truffa ai danni dello Stato.
Per quanto riguarda i giovani che hanno aderito al sistema, la Guardia di Finanza ha proceduto con sanzioni di natura amministrativa, ritenendoli partecipi del meccanismo illecito.
I bonus del Ministero della Cultura destinati ai giovani e le truffe
Il Governo italiano introdusse il Bonus Cultura 18App, del valore di 500 euro, nel 2016 allo scopo di favorire l’accesso dei giovani ad attività e prodotti culturali, come libri, spettacoli, musei e altri eventi.
Nel 2024 è stato sostituto da due nuove carte cultura, cumulabili fra loro, ciascuna del valore di 500 euro: la Carta della Cultura Giovani (con limite ISEE) e la Carta del Merito (per chi ottiene il massimo dei voti alla maturità).
La collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Ministero della Cultura ha come obiettivo quello di verificare che le risorse stanziate dallo Stato vengano utilizzate secondo le finalità previste dalla legge.
Da quando i bonus sono stati introdotti, le Fiamme Gialle hanno scoperto diverse modalità truffaldine di utilizzo delle risorse.
Soltanto poche settimane fa ad esempio la Guardia di Finanza di Torino, nell’operazione denominata “Jack Bonus”, ha scoperto un sistema analogo a quello di Colleferro. Anche in questo caso i 500 euro dello Stato destinati a libri, CD, concerti, musei e cinema finivano direttamente nelle tasche degli studenti sotto forma di denaro contante, meno la quota percentuale trattenuta dal “mediatore”.
Leggi anche: La Regione Lazio rinnova il Voucher per lo Sport: 500 € ad ogni giovane. Come funziona























