Nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Filiberto Zaratti ha chiesto chiarimenti al ministro Matteo Salvini sulla legittimità della procedura, richiamando anche rilievi della giurisprudenza europea e contabile.
Il confronto si è concentrato sulla fase iniziale della gara e sulle regole previste nell’avviso pubblico del 29 maggio 2025.
L’interrogazione di AVS e i rilievi sulla procedura
Filiberto Zaratti ha aperto il suo intervento chiedendo al governo di valutare un possibile passo indietro sulla procedura.
Il deputato ha richiamato il contenuto dell’avviso pubblico del Ministero e, in particolare, il paragrafo che prevede il diritto di prelazione per il promotore nel caso in cui non risultasse aggiudicatario.
Zaratti ha sottolineato come questa impostazione sia già oggetto di attenzione a livello europeo.
Ha ricordato la procedura di pre-infrazione avviata dalla Commissione europea su un’altra infrastruttura e ha richiamato pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea, della Corte dei conti e del Consiglio di Stato.
Nel suo intervento ha quindi chiesto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini se non fosse opportuno intervenire in autotutela per annullare o modificare la gara, proprio alla luce del quadro giuridico europeo.
La posizione del Ministero: nessun annullamento della gara
A rispondere è stato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha escluso qualsiasi ipotesi di annullamento della procedura.
Il Ministro ha definito il collegamento Roma-Latina
“una delle infrastrutture più attese e strategiche per tutto il Lazio e per il sistema della mobilità del Centro Italia”.
Ha ricordato i ritardi accumulati negli anni e ha ribadito la centralità dell’opera tra gli investimenti considerati prioritari.
Salvini ha spiegato che l’intervento è seguito da un commissario straordinario, il dottor Antonio Mallamo, e ha sottolineato come la legge di bilancio 2026 abbia rafforzato il suo ruolo nella gestione delle procedure di affidamento.
Il Ministro ha inoltre precisato che la fase in corso non rappresenta ancora una gara definitiva.
Secondo quanto spiegato in Aula, si tratta di una fase preliminare di valutazione delle proposte di project financing, finalizzata a verificare l’interesse del mercato e la sostenibilità delle soluzioni presentate.
La fase istruttoria e la valutazione delle proposte
Nel suo intervento, Salvini ha chiarito che sono arrivate più proposte da operatori economici e che è stata nominata una commissione incaricata di valutarle.
L’analisi riguarda la fattibilità tecnica, la sostenibilità economico-finanziaria e la coerenza con l’interesse pubblico.
Il lavoro della Commissione, secondo quanto riferito dal Ministro, dovrebbe concludersi entro la fine di luglio.
Solo al termine di questa fase sarà eventualmente possibile procedere alla pubblicazione del bando di gara vero e proprio.
Salvini ha definito questa fase come una garanzia di trasparenza e qualità della decisione pubblica, non un rallentamento del progetto.
Il nodo del diritto di prelazione e la normativa europea
Il Ministro ha poi affrontato il tema del diritto di prelazione nel project financing, oggetto delle contestazioni sollevate in Aula.
Ha ribadito che il governo sta lavorando, insieme alla Presidenza del Consiglio, per recepire eventuali effetti derivanti dalla giurisprudenza europea attraverso modifiche normative.
Secondo il Ministro, la fase attuale del procedimento si svolge comunque nel rispetto del quadro normativo vigente e delle indicazioni della giurisprudenza nazionale ed europea.
La replica di Zaratti: “Serve coerenza con l’Europa”
Nella replica, Filiberto Zaratti ha insistito sulla necessità di correggere la procedura già in questa fase preliminare.
Il deputato ha richiamato nuovamente le pronunce della Corte di giustizia europea e della Corte dei conti, sottolineando l’obbligo per le amministrazioni di disapplicare norme ritenute non conformi al diritto dell’Unione.
Zaratti ha ribadito che il punto della discussione non è il merito dell’opera, ma la legittimità delle procedure adottate.
Ha inoltre citato risposte fornite dallo stesso Ministero all’Unione europea in altri procedimenti, sostenendo la necessità di coerenza nell’applicazione delle regole sul project financing.
Il deputato ha quindi concluso chiedendo la modifica della procedura che riguarda il corridoio Roma-Latina, in particolare per quanto riguarda il diritto di prelazione, ritenuto non compatibile con il quadro europeo.
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