Il locale, rimasto fermo dopo la pandemia, passa ora verso una nuova gestione privata: quella di Officine Europee S.r.l.
Una sola offerta sul tavolo
L’ex “I Dondoli”, per anni pizzeria-gelateria con affaccio sul lago, ha rappresentato un piccolo presidio di socialità e turismo.
Un punto di incontro tra residenti, visitatori e passeggiate sul fronte lago. La sua chiusura aveva lasciato un vuoto visibile, proprio in una delle zone più delicate e identitarie di Castel Gandolfo.
Alla procedura è arrivata una sola proposta.
Nessuna corsa, quindi, nessuna pioggia di candidature per un bene che pure, sulla carta, ha un valore strategico.
L’unico operatore economico in campo è stato Officine Europee S.r.l., ammesso dopo le verifiche e poi valutato positivamente dalla Commissione comunale.
Il percorso della gara
La procedura era partita nell’estate 2025, con l’avviso pubblico pubblicato a fine agosto.
A novembre il Comune di Castel Gandolfo aveva modificato lo schema del bando e concesso altri quindici giorni per presentare le offerte.
La scadenza era stata fissata al 5 dicembre 2025. Il 18 febbraio 2026 si era aperta la prima seduta pubblica: da lì il dossier è entrato nella fase vera.
Nella prima seduta la Commissione aveva rilevato alcune integrazioni necessarie nella documentazione amministrativa.
È stato quindi attivato il soccorso istruttorio, con richiesta di chiarimenti su aspetti legati ad HACCP, personale qualificato e SCIA sanitaria per attività di bar.
La società ha poi trasmesso gli atti richiesti e la riserva è stata sciolta positivamente.
Officine Europee ha ottenuto un punteggio complessivo di 73,75 su 100.
Nel dettaglio:
- 15 punti per esperienze e documentazione,
- 38,75 per l’offerta tecnica,
- 20 per quella economica.
Il canone offerto è di 11.415,60 euro l’anno, pari a 951,30 euro al mese. Si tratta di un rialzo del 5% rispetto alla base di gara.
Per la riapertura bisogna aspettare ancora un po’
Per l’amministrazione guidata dal sindaco Alberto De Angelis l’operazione ha un doppio valore.
Da una parte rimette a reddito un bene pubblico acquisito al patrimonio comunale. Dall’altra prova a restituire funzione a uno spazio rimasto spento troppo a lungo.
Non c’è una spesa diretta per il Comune: la concessione genera un’entrata e promette di riattivare un pezzo di economia locale.
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Attenzione però: aggiudicazione definitiva non significa saracinesca alzata domani mattina.
L’efficacia dell’atto e la successiva firma del contratto restano subordinate alle verifiche sui requisiti della società.
Solo dopo questo passaggio potrà aprirsi davvero la fase operativa: contratto, eventuali lavori, organizzazione dell’attività e tempi di riapertura.
Se si opera bene e velocemente, possiamo ipotizzare la riapertura entro questa estate.
Il ritorno dell’ex Dondoli
Il Comune di Castel Gandolfo porta dunque a casa il risultato che cercava: chiudere una procedura lunga e dare una prospettiva a un immobile simbolico.
Ma il fatto che sia arrivata una sola offerta racconta anche la difficoltà di attrarre investitori su beni pubblici che richiedono gestione, visione e capacità economica. Il rilancio del fronte lago passa da qui: non basta assegnare, bisogna far funzionare.
La vera prova comincia ora. Castel Gandolfo non ha bisogno solo di un contratto, ma di un locale vivo, curato, sostenibile e capace di riportare persone in una zona centrale per turismo e identità cittadina.
L’ex “I Dondoli” può tornare a essere un presidio del lago. Ma dopo le carte, serviranno i fatti: qualità, investimenti e tempi rapidi.
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