Un numero che rappresenta quindi circa il 40% dell’organico del sito produttivo di Aprilia e che apre scenari preoccupanti non solo per i dipendenti coinvolti, ma per l’intero territorio.
Uno stabilimento storico per l’industria di Aprilia
Lo stabilimento di Campoverde, lungo la Pontina al chilometro 52, adiacente a quello della Abbvie (ex Abbott) rappresenta da decenni una delle realtà industriali più importanti del territorio apriliano.
Koch-Glitsch fa parte del gruppo americano Koch ed è specializzata nella progettazione e produzione di tecnologie avanzate per il trasferimento di massa e la separazione di fase, impiegate nei settori chimico, petrolchimico, della raffinazione, del gas e in altri comparti industriali ad alta specializzazione.
La presenza dell’azienda ad Aprilia risale agli anni Sessanta e nel tempo il sito è diventato uno dei punti di riferimento europei del gruppo.
Ancora nel 2024 alcune offerte di lavoro dell’azienda indicavano proprio la sede di Aprilia come quartier generale delle operazioni europee per alcune attività del gruppo.
Secondo documenti societari, Koch-Glitsch Italia impiegava circa 200 dipendenti a tempo indeterminato tra i propri stabilimenti italiani.
Proprio per questo il ridimensionamento annunciato assume una rilevanza particolare per il territorio pontino.
Un ridimensionamento che preoccupa il territorio
La perdita di 64 posti di lavoro non rappresenta soltanto una questione occupazionale. Dietro quei numeri ci sono famiglie, competenze professionali e un indotto che negli anni si è sviluppato attorno a una delle principali realtà manifatturiere della zona.
Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, l’azienda avrebbe motivato la riorganizzazione con il trasferimento all’estero di parte della produzione convenzionale, lasciando al sito apriliano un ruolo più limitato rispetto al passato.
Una prospettiva che alimenta il timore di un progressivo disimpegno industriale e di una riduzione del peso strategico dello stabilimento nel contesto internazionale del gruppo.
Per Aprilia si tratterebbe dell’ennesima sfida sul fronte industriale. Negli ultimi anni il territorio ha dovuto confrontarsi con diverse vertenze occupazionali e il possibile ridimensionamento di una realtà storica come Koch-Glitsch rischia di avere effetti che vanno oltre i confini aziendali.
Il sindacato: confronto e ammortizzatori sociali
Sul caso è intervenuta con forza la UILM (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici) di Latina, che parla di “vero e proprio smantellamento industriale”.
Il sindacato sottolinea come il taglio di 64 lavoratori su un organico di circa 160 dipendenti nello stabilimento di Aprilia equivalga a una riduzione del 40% della forza lavoro.
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Una decisione che, secondo la UILM, sarebbe arrivata dopo incontri che non hanno portato a un confronto concreto sulle prospettive occupazionali.
Afferma il sindacato:
“La UILM di Latina esprime totale e ferma condanna di fronte alla drammatica procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale Koch-Glitsch”.
L’organizzazione denuncia inoltre di non conoscere ancora nel dettaglio i criteri utilizzati per individuare gli esuberi e sostiene che il sito apriliano abbia già affrontato un importante ridimensionamento negli anni recenti.
Per questo la UILM chiede il ricorso agli ammortizzatori sociali e l’apertura di un confronto che possa individuare soluzioni alternative ai licenziamenti.

Vertenza seguita anche a livello nazionale
La segreteria provinciale evidenzia inoltre che la questione è ormai all’attenzione dei vertici nazionali del sindacato.
Spiegano i rappresentanti sindacali:
“La UILM Nazionale è pienamente a conoscenza della situazione, sta seguendo da vicino l’evoluzione della vertenza ed è al fianco della segreteria provinciale di Latina in ogni passaggio di questa disputa”.
Nel frattempo è stato proclamato lo stato di agitazione.
La UILM avverte che, in assenza di un ripensamento da parte dell’azienda e del ritiro della procedura di licenziamento collettivo, potrebbero essere avviate ulteriori iniziative di protesta e mobilitazione nelle prossime settimane.
Conclude infatti così il suo comunicato:
“Se l’azienda non tornerà sui suoi passi ritirando i licenziamenti, metteremo in campo un pacchetto duro di ulteriori mobilitazioni e azioni sindacali a oltranza. Non faremo un solo passo indietro”.
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