Una scelta che arriva al termine di mesi di tensioni con l’amministrazione commissariale di Aprilia e che il gruppo di associazioni sportive motiva con la volontà di non avallare decisioni che, a suo dire, hanno messo in grave difficoltà il mondo dello sport locale.
Le ragioni del boicottaggio degli eventi estivi
Il Comitato per l’emergenza sport ha ufficializzato la sua presa di posizione attraverso un comunicato nel quale il Comitato spiega le ragioni della non partecipazione alle iniziative estive promosse dal Comune di Aprilia.
Parole forti e dal significato inequivocabile quelle del Comitato per l’emergenza sport, che riunisce 12 associazioni sportive di Aprilia e oltre mille atleti e atlete del territorio:
“Non saremo complici di chi ha tentato di far sparire lo sport sociale.”
Secondo quanto riporta il comunicato, la decisione nasce dal rifiuto di collaborare con un’amministrazione che, negli ultimi mesi, avrebbe adottato scelte considerate penalizzanti per le realtà sportive cittadine.
Il riferimento principale riguarda la gestione delle palestre scolastiche e i tempi per l’assegnazione degli spazi necessari allo svolgimento delle attività.
Le critiche sui ritardi nell’assegnazione delle palestre
Nel comunicato si contesta il ritardo nell’assegnazione delle palestre scolastiche, che secondo il Comitato sarebbe arrivato a quasi otto mesi.
Un periodo definito “biblico” dalle associazioni sportive di Aprilia, che sostengono di aver rischiato seriamente la chiusura a causa dell’impossibilità di programmare le proprie attività.
Il Comitato ritiene che questa situazione abbia messo in difficoltà numerose società sportive del territorio, compromettendo la continuità dei corsi e delle attività rivolte a bambini, ragazzi e famiglie di Aprilia.
A questo si aggiunge un altro elemento di forte contestazione: l’aumento delle tariffe per l’utilizzo delle strutture sportive comunali.
“Costi scaricati sulle famiglie”
Secondo il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia, l’incremento dei costi per l’uso degli impianti finisce inevitabilmente per ricadere sulle famiglie.
“Colpire economicamente lo sport sociale significa impedire alle famiglie più svantaggiate di mandare i propri figli in palestra”, si legge nella nota.
Le associazioni evidenziano il ruolo educativo e sociale dello sport, considerato uno strumento fondamentale per la crescita dei giovani e per la prevenzione del disagio.
Nel comunicato viene sottolineato come l’attività sportiva rappresenti un presidio importante per il territorio:
Informazione pubblicitaria“Lo sport offre sani principi e disciplina; colpirlo significa condannare i giovani a rimanere in strada, alla mercé di contesti degradati e soggetti pericolosi che cercano di attirarli a sé”.
Nessuna polemica con gli organizzatori delle notti bianche
Il Comitato tiene comunque a precisare che la scelta di non partecipare agli eventi estivi di Aprilia non è rivolta contro gli organizzatori delle manifestazioni.
In particolare viene espresso rammarico per la mancata collaborazione con l’associazione “Cuore Comico”, incaricata dell’organizzazione delle notti bianche.
“Ci dispiace non poter collaborare con l’associazione ‘Cuore Comico’, ma il problema non è, ovviamente, con loro”, chiariscono i rappresentanti del Comitato.
La contestazione resta quindi indirizzata esclusivamente verso le modalità con cui, secondo le associazioni, è stata gestita la politica sportiva cittadina durante il periodo commissariale.
Il richiamo allo sport come diritto
Nel documento trova spazio anche un riferimento alle dichiarazioni del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che nel 2023 aveva salutato l’ingresso dello sport nella Costituzione come il riconoscimento dello “Sport per tutti e di tutti”.
Il Comitato richiama proprio quel principio per sostenere che lo sport debba essere accessibile a tutti i cittadini e non ostacolato da scelte amministrative ritenute eccessivamente burocratiche:
“Una città complessa e importante come Aprilia non può essere lasciata in mano a dei burocrati. Questa comunità e la sua gente hanno il diritto di essere governate con il cuore e l’ascolto delle necessità reali e non attraverso l’applicazione fredda di cavilli amministrativi.”
La mancanza di dialogo con l’amministrazione commissariale
Tra i punti più critici evidenziati dal Comitato per l’emergenza sport c’è anche la mancanza di confronto con chi ha amministrato il Comune di Aprilia negli ultimi mesi.
Le associazioni sostengono di aver tentato più volte di aprire un dialogo con la struttura commissariale senza ottenere risposte:
“Abbiamo scritto più volte, cercato di dialogare con chi amministra questa città in regime commissariale, ma non ci hanno neanche mai risposto, abbiamo sempre e solo trovato chiusure”.
Per il momento, dunque, il Comitato conferma la propria linea di protesta e il boicottaggio delle iniziative estive promosse dal Comune.
La porta, tuttavia, non viene chiusa definitivamente. Le associazioni sportive lasciano intendere che una ripresa della collaborazione sarà possibile qualora si apra un confronto concreto sulle esigenze del mondo dello sport sociale ad Aprilia:
“Si potranno riprendere normali rapporti di collaborazione quando chi governa questo Comune si aprirà al confronto e all’ascolto, fino ad allora il Comitato continuerà a protestare con fermezza contro chiunque tenti di affossare lo sport di Aprilia e il futuro dei suoi giovani”.
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