In tutto, quasi 20mila metri quadrati di arenile pubblico (l’equivalente di 4 campi da calcio di serie A) destinati a nuove gestioni, tra ombrelloni, lettini, pontili, servizi, bar, noleggio canoe, pedalò e natanti.
Numeri, inoltre, che potrebbero presto aumentare visto il continuo abbassamento del livello delle acque del lago.

Non si tratta di un bando pubblico, è qualcosa di diverso: avvisi con cui l’amministrazione rende noto che alcuni privati e società hanno già chiesto di poter gestire tratti di arenile demaniale.
Una procedura che apre ora la finestra per eventuali osservazioni o domande concorrenti, ma parte da istanze già depositate.
Cinque stabilimenti in partita
Le richieste sono cinque e pesano quasi 20mila metri quadrati di spiaggia.
Questi i nomi che risultano dagli atti:
- Rosaria Cirillo chiede il “Bay Watch” per sei mesi l’anno, per sei anni.
- Alessandro Moroni, per Mad Club Srls, punta al “Mad Village” con gestione annuale.
- Giovambattista Cascella, per Lu.Gio’ Srl Impresa Sociale, chiede “La Pentima”, sempre con durata annuale.
- Roberta Lucidi, per Le Ninfe Srls, chiede “Le Ninfe” con durata annuale.
- Andrea Lucidi, per Lu.Ga sas di Lucidi Andrea e Gasperini Stefano, chiede “Le Palme” per sei anni.
Il punto, però, è decisivo: gli atti pubblicati non equivalgono ancora al rilascio definitivo delle concessioni., sono avvisi di pubblicazione delle istanze, necessari per rendere trasparente la procedura e consentire a eventuali soggetti terzi di presentare osservazioni o domande concorrenti.
Tradotto: la gara politica e amministrativa sulle spiagge del lago è aperta.
La sesta pratica fuori schema
Accanto alle cinque concessioni balneari c’è anche una sesta istanza, quella dell’associazione Castel Gandolfo Outdoor ASD-APS, classificata come fuori PUA.
Riguarda 621 mq di arenile lungo Via dei Pescatori e punta su attività sportive, sociali e ricreative senza scopo di lucro: cinofilia, salvamento in acqua, pet-therapy, canoe e Dog-Sup.
Una pratica diversa, ma comunque significativa nella nuova mappa del lungolago.
Stabilimenti balneari sì, cemento no
Gli avvisi insistono su un passaggio: niente opere edilizie stabili, niente strutture permanenti, niente scavi o movimenti di terra.
Le attività dovrebbero poggiare su manufatti leggeri, stagionali e amovibili: reception, bagni, spogliatoi, pergolati, pedane, depositi, punti ristoro e strutture di servizio.
Una formula che consente le attività economiche, ma prova a tenere formalmente fermo il principio della tutela paesaggistica.
Eventuali osservazioni, opposizioni o domande concorrenti vanno indirizzate al Comune di Castel Gandolfo, Settore V – Ufficio Demanio, alla responsabile del procedimento Arch. Claudia Zaratti.
L’invio può avvenire tramite protocollo comunale o via PEC all’indirizzo [email protected], entro i termini di legge decorrenti dalla pubblicazione dell’avviso all’Albo Pretorio online e sul BURL.
Il nodo ambientale
Il Lago Albano non è una spiaggia qualsiasi. Le aree ricadono in zona urbanistica destinata a spiaggia e in ambiti tutelati dal punto di vista paesaggistico.
Il caso più sensibile è quello de Le Palme, perché l’area viene indicata come compresa nella rete europea Natura 2000, all’interno della ZSC/ZPS “Lago Albano”.
Qui la domanda politica è semplice: quanto turismo può reggere il lago senza essere danneggiato?
La questione non è solo amministrativa, è politica.
Il Comune di Castel Gandolfo sta ridisegnando l’uso concreto delle spiagge del Lago Albano, la cosa più importante, a questo punto, è che tutti i passaggi vengano effettuati nel massimo rispetto dell’ambiente e nella massima trasparenza, perché oltre all’antropizzazione dell’area e ai prelievi eccessivi di acqua ora il turismo non diventi la terza ‘piaga’ che rischia di compromettere la vita e il futuro del Lago Albano.
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