Le otto spiagge interessate
A restare senza assistenza, almeno sulla base degli atti finora disponibili e a inizio stagione, sarebbero le otto postazioni previste sulle spiagge libere:
- via Brema, passaggio a mare n. 9;
- via Nizza/Lungomare delle Sirene, n. 10;
- via Positano e via Ischia, n. 28;
- viale Francia, a sud dei Bagni Belvedere, n. 37;
- viale Francia, a nord del Piccolo Porto, n. 40;
- via Siviglia, n. 46;
- via Belgrado, n. 56;
- via Praga/Lungomare delle Meduse, n. 58.
Otto punti sensibili del litorale, dove il presidio è sicuramente importante per la sicurezza dei bagnanti.
Un appalto da oltre 254mila euro
Il bando riguardava l’affidamento del servizio di salvataggio sulle spiagge libere del litorale di Torvaianica.
L’importo complessivo dell’appalto era di 254.340,24 euro oltre IVA, comprensivo degli oneri per la sicurezza.
La procedura era stata costruita con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: non solo prezzo, dunque, ma anche qualità del servizio.
Eppure, al momento della verità, nessun operatore ha presentato un’offerta.
Scadenza il 14 maggio, zero partecipanti
La scadenza per partecipare era fissata alle ore 12 del 14 maggio 2026.
La commissione si è riunita lo stesso giorno, alle 15:10, in seduta pubblica da remoto.
Una volta aperta la piattaforma telematica, il responso è stato secco: entro il termine previsto non era arrivata alcuna domanda.
La gara è stata quindi dichiarata deserta e infruttuosa. In altre parole: il servizio non è stato affidato.
Il vero motivo per cui nessuno partecipa al bando
Nel verbale compare anche un particolare non secondario. Alla seduta risultava collegato il nome utente “Lifeguard Rescue Team”.
Lo stesso soggetto, però, aveva comunicato poco prima l’impossibilità a partecipare per temporanea indisponibilità di personale abilitato.
Un dettaglio che racconta bene il nodo operativo della vicenda: trovare bagnini disponibili, qualificati e pronti a coprire il servizio diventa sempre più difficile.
Il caso diventa ancora più delicato perché dagli atti emerge che la gara era stata avviata in un contesto di urgenza e tempi ristretti.
Non solo. La documentazione utilizzata derivava da una precedente procedura, già oggetto di revoca, poi riadattata alla durata dell’affidamento.
Tradotto: il Comune di Pomezia arrivava già da un primo inciampo amministrativo e ha provato a rimettere in piedi l’appalto. Ma anche il secondo tentativo, almeno per ora, è finito nel nulla.
Cosa succede adesso
La determina firmata il 19 maggio dal dirigente Renato Curci non assegna il servizio a nessuno. Si limita ad approvare il verbale e a prendere atto della gara deserta.
Questo significa che, sulla base di questi documenti, non c’è un gestore individuato per il salvataggio sulle spiagge libere di Torvaianica.
Il Comune di Pomezia dovrà quindi correre ai ripari con nuovi atti, una nuova procedura o una soluzione compatibile con l’urgenza della stagione balneare.
La possibile via d’uscita
Il punto politico è tutto qui: mentre l’estate entra nel vivo, il servizio di salvataggio sulle spiagge libere resta una casella scoperta.
Gli atti non dicono se nel frattempo sia stata trovata una soluzione alternativa, ma certificano una cosa precisa: il bando da oltre 254mila euro è andato deserto.
E quando si parla di mare, bagnanti e sicurezza pubblica, il vuoto amministrativo rischia di trasformarsi rapidamente in un problema concreto.
Una possibile via d’uscita, già sperimentata in altri Comuni costieri, potrebbe essere quella di coinvolgere soggetti privati o concessionari vicini, attraverso un affidamento formale o un servizio consorziato.
Non una semplice “delega” informale, dunque, ma un atto amministrativo chiaro, con responsabilità, postazioni e orari definiti.
Resta il punto politico: a stagione iniziata, il Comune deve decidere in fretta chi garantirà la sicurezza sulle spiagge libere.
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