Chi è il responsabile?
“Tutta colpa dei concessionari”. Sarebbe questa in sostanza la ragione, almeno secondo l’impostazione che emerge dalla risposta del Governo alla Camera all’interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle ai ministeri dell’Ambiente e delle Imprese e del Made in Italy.
I parlamentari chiedevano chiarimenti al Governo sui ritardi nelle procedure legate agli Ecobonus e ai contributi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni.
Al centro della denuncia, il caso di oltre un centinaio di vetture elettriche già acquistate ma ferme presso le concessionarie della provincia di Latina.
In molti casi, i clienti avrebbero già rottamato il vecchio veicolo, firmato il contratto e versato gli acconti. Non avrebbero però ancora ricevuto la nuova auto a causa dei ritardi nell’erogazione dei contributi pubblici.
La precisazione del Governo: Ecobonus e Bonus Veicoli Elettrici sono incentivi diversi
Nella risposta ufficiale, il Ministero chiarisce subito il perimetro della vicenda, specificando che “si ipotizza che gli Onorevoli interroganti facciano riferimento non già agli incentivi Ecobonus, bensì alla misura Bonus Veicoli Elettrici di cui al PNRR”.
Una precisazione che sposta quindi il caso dal perimetro dell’ecobonus tradizionale a quello delle misure gestite dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Errori nella trasmissione delle pratiche
Secondo quanto riferito, il blocco non sarebbe dovuto a un’inerzia amministrativa, ma a problemi nelle domande trasmesse:
“la presenza diffusa di anomalie documentali riscontrate nelle pratiche trasmesse dai concessionari non rendono possibile la liquidazione automatica”.
In alcuni casi, aggiunge il Ministero, i controlli a campione avrebbero imposto verifiche estese sull’intero set documentale.
Numeri e stato delle istruttorie
La piattaforma nazionale degli incentivi avrebbe comunque gestito un volume significativo di richieste. “Ad oggi risulterebbero caricate oltre 40.000 pratiche, di cui oltre 20.000 già esitate”, viene spiegato nella risposta.
Per le restanti, in caso di esito positivo delle verifiche, la liquidazione dovrebbe avvenire nelle prossime settimane.
Il caso delle auto elettriche ferme in provincia di Latina
Per quanto riguarda specificamente la provincia di Latina, il Ministero afferma che “risultano liquidate tutte le pratiche correttamente presentate a sistema dal concessionario in questione”, mentre per le altre sono in corso interlocuzioni con i soggetti interessati per la risoluzione delle criticità.
In pratica, sono in corso verifiche sulle pratiche ferme per “anomalie documentali” nella loro presentazione.
Gli Ecobonus per le altre categorie di veicoli
Nel chiarimento del Governo si precisa inoltre che l’ecobonus per i veicoli di categoria M si è concluso a fine 2024, mentre le risorse risultano già trasferite.
Per i veicoli di categoria L, invece, la piattaforma è stata temporaneamente sospesa per l’esaurimento dei fondi e per i controlli sulle prenotazioni.
Il Governo difende il sistema
Infine, il Governo difende la tenuta complessiva del sistema, sostenendo che “le piattaforme sono perfettamente funzionanti, consentono controlli in tempo reale e vengono sottoposte a stress test all’apertura di ogni sportello”.
Resta però il dato concreto: a Latina, tra pratiche in verifica e contributi non ancora sbloccati, le auto ci sono ma restano ferme, mentre clienti e concessionarie attendono ancora di capire quando la filiera potrà tornare a scorrere senza intoppi.

























