La loro presenza preoccupa il Comune poiché potrebbero rappresentare una minaccia per l’equilibrio naturale dell’area. In particolare potrebbero risultare pericolose per la colonia di germani reali che vive stabilmente all’interno del parco.
La problematica è emersa a seguito delle segnalazioni raccolte negli ultimi mesi e approfondite nel corso di una Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente convocata per fare il punto sulla situazione.
Nel laghetto del parco di Latina presenza di tartarughe non autoctone
Secondo le informazioni emerse, gli esemplari presenti nel laghetto apparterrebbero prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta, conosciuta come testuggine dalle guance gialle. sarebbbero presenti inoltre alcuni individui di Trachemys scripta elegans, dalle caratteristiche orecchie rosse, e ad altre specie appartenenti alla famiglia Kinosternidae.
Si tratta di animali non originari del territorio che, con ogni probabilità, sono stati introdotti nell’ambiente attraverso l’abbandono da parte di privati cittadini.
Le tartarughe della specie Trachemys originarie degli Stati Uniti
Le tartarughe della specie Trachemys scripta, o tartaruga palustre americana, sono specie “aliene”, non originarie del territorio. Sono infatti originarie del centro e del sud degli Stati Uniti (valle del Mississippi), dall’Illinois al Golfo del Messico.
La Trachemys scripta elegans, conosciuta come “tartaruga dalle orecchie rosse“, deve il nome alle due striature di colore rosso acceso presenti ai lati della testa.
La Trachemys scripta scripta deve invece il nome comune di “tartaruga dalle orecchie gialle” alle chiazze di color giallo acceso sulle guance. È nota anche come “scivolatrice dal ventre giallo” per il colore del piastrone completamente giallo.
La presenza di queste specie aliene è considerata particolarmente delicata dagli esperti. Secondo il Piano nazionale predisposto da ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, infatti, le tartarughe aliene invasive possono alterare gli ecosistemi acquatici. Possono infatti predare altre specie animali e competere con la fauna autoctona per il cibo e gli spazi vitali.
Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua e deporre le uova nelle aree verdi circostanti favorisce la crescita della popolazione e il rischio di una loro ulteriore diffusione.
La Trachemys scripta è inserita nell’elenco mondiale delle 100 tra le specie più invasive.
Il Comune di Latina preoccupato dall’invasione delle tartarughe
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Tra le principali preoccupazioni emerse vi è la tutela della colonia di germani reali che rappresenta una delle caratteristiche più apprezzate del parco. Alcune segnalazioni indicano infatti che gli esemplari di tartaruga più grandi potrebbero costituire un pericolo per gli anatroccoli, compromettendo l’equilibrio faunistico del laghetto.
Per affrontare la situazione si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Michele Nasso e di Oriana Ciaccio, firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco, che ha portato all’attenzione dell’amministrazione le preoccupazioni espresse dai frequentatori dell’area verde.
“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, hanno dichiarato i presidenti delle commissioni Mulè e Porzi.
La richiesta di supporto alla Regione Lazio per il contenimento della specie invasiva
Nel corso dell’incontro è stata illustrata la nota predisposta dal Comune per la Regione Lazio. L’obiettivo è ottenere supporto tecnico e operativo per le attività di monitoraggio e per eventuali interventi di contenimento previsti dalla normativa sulle specie esotiche invasive.
La Regione Lazio, infatti, riveste un ruolo centrale nelle attività di controllo e gestione di questi fenomeni e potrebbe inserire Parco San Marco nei programmi di monitoraggio già previsti sul territorio laziale.
“L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città”, hanno aggiunto i presidenti.
L’intervento delle Guardie Ambientali
L’assessore Nasso ha inoltre confermato la volontà dell’amministrazione comunale di avvalersi del supporto delle Guardie Ambientali una volta completate le procedure necessarie. Le Guardie potranno contribuire alla vigilanza del parco e al contrasto di comportamenti che negli anni hanno inciso negativamente sull’ecosistema, come l’abbandono di animali, il deposito improprio di rifiuti e la somministrazione incontrollata di cibo all’interno del laghetto.
Le Commissioni comunali continueranno a seguire gli sviluppi della vicenda e il confronto con la Regione Lazio, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più efficaci per proteggere la biodiversità di Parco San Marco e valorizzare uno degli spazi verdi più frequentati della città.
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