Ora arriva una pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che però non mette comunque la parola fine alla vicenda, non trattandosi ancora di un verdetto definitivo.
Le numerose carenze strutturali e gestionali rilevate dagli enti di controllo hanno convinto il TAR del Lazio a non sospendere la revoca dell’autorizzazione alla casa di riposo di via Pratica di Mare ad Ardea. L’autorizzazione rimane dunque al momento revocata, nonostante la società che gestisce la struttura avesse chiesto la sospensione del provvedimento.
I giudici amministrativi hanno ritenuto che le contestazioni mosse dal Consorzio socio-sanitario Pomezia-Ardea siano supportate da elementi concreti e che gli interventi avviati dalla struttura siano arrivati troppo tardi e risultino ancora incompleti.
Il TAR conferma (per ora) la revoca dell’autorizzazione alla casa di riposo
La società che gestisce la casa di riposo di Ardea aveva chiesto al TAR la sospensione immediata del provvedimento con cui il Consorzio socio-sanitario Pomezia-Ardea aveva revocato l’autorizzazione al funzionamento della struttura.
Il TAR del Lazio ha però respinto la richiesta della società.
Si tratta di una decisione cautelare che non chiude definitivamente la vicenda. Il giudizio sul merito della revoca sarà infatti affrontato in una fase successiva.
Tuttavia, il pronunciamento rappresenta un passaggio importante perché conferma, almeno in questa fase, la fondatezza delle preoccupazioni espresse dagli enti pubblici che hanno effettuato i controlli.
Secondo il TAR, le criticità contestate alla struttura sono numerose e di particolare gravità. Inoltre, le spiegazioni fornite dalla società non sono state ritenute sufficienti per smentire quanto emerso durante le verifiche.
I controlli e le criticità emerse
La vicenda nasce da una serie di sopralluoghi effettuati tra il 2023 e il 2025 presso la casa di riposo situata in via Pratica di Mare ad Ardea.
Alle verifiche hanno partecipato diversi soggetti istituzionali, tra cui i Carabinieri del NAS, il personale della Asl RM 6 e gli operatori del Comune e del Consorzio socio-sanitario.
Dagli accertamenti sarebbero emerse problematiche sia sul piano gestionale sia su quello strutturale. Tra gli aspetti contestati figurano irregolarità amministrative, carenze nella documentazione richiesta, problemi relativi alle misure antincendio e, soprattutto, il mancato adeguamento di alcuni spazi destinati agli ospiti anziani.
Nell’ordinanza, i giudici evidenziano che tali criticità sono state “puntualmente enumerate” prima in una diffida inviata alla struttura e successivamente nel provvedimento di revoca dell’autorizzazione.
Il nodo delle camere e degli standard assistenziali
Uno dei punti centrali della vicenda riguarda le caratteristiche degli ambienti destinati agli anziani ospiti.
Secondo quanto sostenuto dal Consorzio, la struttura non rispettava pienamente gli standard previsti dalla normativa regionale in materia di case di riposo. In particolare, sarebbero state riscontrate criticità riguardanti la distribuzione degli spazi e le caratteristiche delle camere.
Il TAR ha attribuito particolare rilevanza a questo aspetto. I giudici sottolineano infatti che soltanto il 9 maggio 2025 la società ha presentato una pratica edilizia finalizzata proprio all’adeguamento delle camere ai requisiti richiesti.
Per il tribunale, questo intervento è arrivato dopo anni di contestazioni e non può essere considerato sufficiente a superare le problematiche rilevate.
L’ordinanza osserva inoltre che la documentazione depositata risulta ancora incompleta, poiché non è stata prodotta la comunicazione di conclusione dei lavori accompagnata dai necessari allegati tecnici.
La difesa della società
La società che gestisce la struttura ha contestato la revoca sostenendo di aver già avviato nel tempo interventi di adeguamento.
Tra le opere indicate figurano la trasformazione di alcune camere da tre posti a camere doppie, lavori nella mensa e interventi per migliorare l’accessibilità degli ambienti.
La società ha inoltre richiamato una vicenda risalente al 2014, sostenendo di aver presentato in passato un progetto di adeguamento agli uffici competenti. Secondo la ricostruzione della difesa, quella documentazione sarebbe stata successivamente smarrita a causa dell’incendio che nel 2020 colpì gli uffici dei servizi sociali del Comune di Ardea.
Per questo motivo, la società ritiene di non poter essere considerata responsabile della mancata disponibilità di quegli atti e sostiene di avere diritto ad accedere ai regimi di deroga previsti per alcune strutture autorizzate prima dell’entrata in vigore delle nuove regole regionali.
Tesi che, almeno in questa fase del procedimento, non hanno convinto i giudici amministrativi.
Revocata l’autorizzazione ma gli anziani ospiti vanno tutelati
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati nell’ordinanza riguarda la tutela delle persone anziane accolte nella struttura.
Il TAR ha respinto la richiesta della società di sospensione del provvedimento, ma non ha dimenticato gli anziani ospiti della struttura. I giudici hanno infatti ricordato che resta in capo agli enti pubblici l’obbligo di garantire la protezione degli ospiti ancora presenti nella casa di riposo.
I giudici precisano infatti che proprio gli enti pubblici dovranno adottare tutte le misure necessarie per assicurare l’accoglienza e l’eventuale trasferimento degli anziani in strutture adeguate e conformi agli standard assistenziali richiesti.
La causa prosegue con la decisione di merito definitiva (forse)
La decisione del TAR non rappresenta ancora il verdetto definitivo sulla legittimità della revoca dell’autorizzazione.
Il collegio dei giudici ha semplicemente stabilito che, allo stato attuale, non esistono elementi sufficienti per sospendere gli effetti del provvedimento adottato dal Consorzio.
La questione di fondo resta quindi aperta e sarà esaminata nel prosieguo del giudizio. Il TAR deve ancora entrare nel merito delle ragioni della revoca dell’autorizzazione. Per ora si è pronunciato solo sulla richiesta di sospensione del provvedimento.
Per il momento comunque le conclusioni raggiunte dai giudici rafforzano la posizione dell’amministrazione pubblica.
























