È quanto stabilito dal Comune di Latina in un provvedimento che chiude una lunga vicenda urbanistica iniziata oltre venticinque anni fa e caratterizzata da ordinanze, accertamenti e persino una sentenza penale definitiva che aveva disposto la demolizione dell’opera.
La storia dell’abuso edilizio
Al centro della vicenda c’è un ampliamento realizzato senza autorizzazione sul retro di un’abitazione privata a Latina.
Secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali, l’intervento consisteva in una struttura in muratura con copertura a falda rivestita in tegole.
L’opera aveva una superficie di circa 15 metri quadrati ed era dotata di porta, finestra e un’ampia apertura destinata a garantire illuminazione ai locali.
Già nel 2001 il Comune di Latina aveva ordinato la demolizione dell’ampliamento abusivo. L’ordinanza era stata regolarmente notificata al proprietario, ma la struttura considerata abusiva non venne mai rimossa.
Negli anni successivi la Polizia Locale effettuò ulteriori verifiche, accertando formalmente l’inottemperanza all’ordine di demolizione.
Dopo 25 anni scatta la sanzione
La questione non si è fermata all’ambito amministrativo.
Sull’abuso edilizio è infatti intervenuta anche la magistratura penale, con una sentenza di demolizione divenuta definitiva dopo il passaggio in giudicato.
Nonostante ciò, l’opera è rimasta al suo posto. L’ultimo sopralluogo effettuato dalla Polizia Locale, nel giugno 2026, ha confermato che la struttura abusiva è ancora presente e non è mai stata rimossa.
A questo punto gli uffici comunali hanno deciso di procedere con l’applicazione della sanzione economica prevista dalla normativa urbanistica nei casi in cui la demolizione non venga eseguita.
Da 24 mila a oltre 70 mila euro
Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda l’importo finale richiesto al proprietario.
Nel 2020 il Comune di Latina aveva avviato il procedimento comunicando una quantificazione della sanzione pari a circa 24mila euro, oltre agli oneri concessori.
Successivamente, però, il quadro normativo è cambiato.
Nel 2024 è entrata in vigore una nuova disciplina nazionale che ha modificato i criteri di calcolo delle sanzioni pecuniarie sostitutive della demolizione. Alla luce delle nuove disposizioni, gli uffici comunali hanno rideterminato l’importo dovuto.
La somma finale è stata così fissata in 70.478,98 euro, ai quali si aggiungono 1.205,72 euro di oneri concessori. Il totale arriva quindi a 71.684,70 euro.
Perché il Comune ha scelto la sanzione
Nel provvedimento si spiega che l’amministrazione ha ritenuto non opportuno procedere direttamente alla demolizione dell’opera.
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La normativa prevede che, in particolari situazioni, l’abbattimento possa essere sostituito da una sanzione pecuniaria.
Questo avviene quando il ripristino dello stato dei luoghi presenta criticità o quando la demolizione potrebbe arrecare conseguenze alla parte dell’edificio realizzata regolarmente.
In questi casi il Comune può imporre il pagamento di una somma calcolata sulla base del valore dell’abuso e dei parametri fissati dalla legislazione edilizia.
Si tratta però di una soluzione che non sana l’irregolarità.
Lo stesso provvedimento sottolinea infatti che il pagamento della sanzione “non comporta la legittimazione dell’opera abusivamente realizzata”. In altre parole, la costruzione continua a essere priva di un titolo edilizio valido.
Nessuna osservazione presentata
Dagli atti emerge che il proprietario aveva ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento nel 2020.
Tuttavia, secondo quanto riportato nel provvedimento, entro i termini previsti non sono state presentate memorie difensive né osservazioni agli uffici comunali.
Anche questo elemento ha contribuito alla conclusione dell’iter amministrativo che ha portato all’emissione dell’ordinanza di pagamento.
L’opera resta abusiva e non può essere commercializzata
Il Comune di Latina ha precisato che la sanzione rappresenta una misura alternativa alla demolizione, ma non equivale a una regolarizzazione.
L’ampliamento continua infatti a essere considerato abusivo sotto il profilo urbanistico.
Per questo motivo l’opera resta priva di titolo edilizio e non può essere considerata pienamente commerciabile sul mercato immobiliare.
Il proprietario dovrà versare quanto richiesto entro trenta giorni dalla notifica dell’ordinanza attraverso il sistema PagoPA indicato dall’amministrazione comunale.
L’ordinanza riporta anche che:
“in caso di inottemperanza alla scadenza del termine stabilito, la presente ordinanza sarà trasmessa al settore finanze del Comune di Latina, il quale provvederà ad avviare le procedure finalizzate al recupero delle somme dovute” ai sensi di legge.
In pratica, se la sanzione non venisse pagat, inizierebbero a decorrere interessi e ulteriori sanzioni e il Comune potrebbe rifarsi sul patrimonio personale del proprietario dell’immobile abusivo.
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