Giovedì 11 giugno l’amministrazione ha provato a rimettere in piedi tutto in poche ore: nuova procedura, invito diretto a un operatore, scadenza alle ore 16:30 e seduta di gara fissata appena mezz’ora dopo, alle 17:00: sicuramente un record in fatto di velocità in burocrazia.
Le spiagge libere senza protezione
A restare appese all’esito della procedura sono otto postazioni del litorale: via Brema, via Nizza-Lungomare delle Sirene, via Positano-via Ischia, le due aree di viale Francia, via Siviglia, via Belgrado e via Praga-Lungomare delle Meduse.
Sono i punti delle spiagge libere che, senza affidamento del servizio, rischiano di rimanere senza bagnini, senza presidio e senza quella rete minima di sicurezza attesa all’inizio della stagione balneare.
Il Comune ci riprova con la stessa società
Il nuovo tentativo del Comune è arrivato dopo il fallimento della gara pubblica per il servizio di assistenza e salvataggio sulle spiagge libere del litorale.
Il bando, infatti, è andato deserto: nessuna offerta, nessun aggiudicatario, nessuna ditta pronta a prendere in mano il servizio.
Così il Comune di Pomezia ha cambiato strada ed è passato a una procedura negoziata, molto più rapida, invitando la Lifeguard Rescue Team S.r.l. Unipersonale, società che ha già curato questo servizio sulle spiagge di Torvaianica.
Nello stesso giorno è stato nominato anche il seggio di gara. È stato scelto un seggio monocratico, cioè composto da una sola figura: l’ingegner Renato Curci, dirigente del settore Ambiente.
L’obiettivo è apparso evidente: chiudere in fretta una pratica che pesa direttamente sulla sicurezza dei bagnanti.
Il problema è che solo pochi giorni fa scrivevamo in un articolo che la stessa società ora indicata:
“aveva comunicato l’impossibilità a partecipare per temporanea indisponibilità di personale abilitato.
Un dettaglio che racconta bene il nodo operativo della vicenda: trovare bagnini disponibili, qualificati e pronti a coprire il servizio diventa sempre più difficile”.
Sicurezza appesa all’esito
Il documento del Comune di Pomezia, però, non spiega se il servizio sia stato affidato. Dice soltanto che il Comune ha avviato l’ultima procedura lampo.
Le domande che ci poniamo a questo punto sono: cosa è accaduto dopo la seduta delle ore 17 dell’11 giugno? È arrivata un’offerta valida? È stata accettata? I bagnini possono davvero entrare in servizio sulle spiagge libere di Torvaianica?
Il “piano B”
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Il problema insormontabile sembra essere sempre lo stesso: la difficoltà a trovare personale disponibile e abilitato.
Ma se anche questo tentativo dovesse fallire, sullo sfondo rimane un “Piano B”, l’ipotesi più delicata: il servizio potrebbe finire in qualche forma sulle spalle degli stabilimenti balneari.
Una sorta di “subappalto” di fatto, o comunque una soluzione d’emergenza affidata a chi sul litorale è già presente.
Come dire: tu privato hai già il servizio di sicurezza attivo, estendilo alla vicina spiaggia libera e io ti pago il servizio.
A noi non sembrano esserci altre alternative.
Una soluzione d’emergenza, ma che salverebbe almeno la stagione balneare 2026.
Bisogna poi sempre vedere se i gestori degli stabilimenti balneari avrebbero a loro volta la possibilità e la voglia di addossarsi tale onere.
Estate partita, risposte attese
La vicenda, insomma, è semplice ma pesante: mentre l’estate entra nel vivo, Pomezia si è ritrovata ancora a inseguire il servizio di salvataggio.
Prima il bando deserto, poi la procedura lampo, infine l’ombra del piano B con gli stabilimenti privati.
Sulle spiagge libere di Torvaianica, adesso, non serve un altro rinvio. Servono bagnini, attrezzature e certezze.
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