L’impianto BESS (Battery Energy Storage System) da 100 megawatt previsto nella zona della Cogna non ha ottenuto il via libera dagli enti competenti a causa dei vincoli paesaggistici che interessano l’area individuata per l’intervento.
Un investimento da 84 milioni di euro che avrebbe dovuto rafforzare la rete elettrica nazionale e sostenere la crescita delle energie rinnovabili, ma che ora dovrà cercare una diversa collocazione.
Il progetto del maxi impianto di accumulo energetico a La Cogna
L’intervento era stato proposto da una società con sede operativa a Monza. Prevedeva la realizzazione di un impianto di accumulo energetico BESS su un’area agricola di oltre 20 mila metri quadrati, tra via della Cogna, il Fosso del Diavolo e via delle Azalee, nella periferia di Aprilia.

L’impianto sarebbe stato composto da 23 moduli di batterie al litio distribuiti su oltre due ettari di terreno.
La struttura non avrebbe prodotto energia elettrica, ma avrebbe avuto il compito di immagazzinarla nei momenti di maggiore produzione da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, per poi restituirla alla rete quando la domanda fosse aumentata.
Si tratta di una tecnologia sempre più centrale nella transizione energetica. I sistemi BESS consentono infatti di compensare la variabilità delle fonti rinnovabili e di migliorare la stabilità della rete elettrica.
Energia per circa 33 mila abitazioni
Le dimensioni del progetto erano particolarmente rilevanti. Alla massima potenza l’impianto avrebbe potuto contribuire a coprire il fabbisogno energetico istantaneo di circa 33 mila abitazioni.
Il sistema era stato progettato per collegarsi alla Rete di Trasmissione Nazionale attraverso nuove infrastrutture elettriche collegate agli impianti già presenti nel territorio apriliano. Il piano comprendeva anche interventi sulla rete esistente e la realizzazione di un collegamento interrato lungo la strada provinciale.
Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, il cantiere avrebbe richiesto circa 17 mesi di lavori tra costruzione, collaudi e avviamento dell’impianto.
Tutela del paesaggio: la Soprintendenza dice no alla realizzazione
A determinare l’esito negativo della procedura sono stati soprattutto i pareri espressi dagli enti competenti in materia di tutela del paesaggio.
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Il primo stop è arrivato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
I tecnici del Ministero della Cultura hanno ritenuto l’intervento incompatibile con il contesto territoriale individuato per l’insediamento.
Nel parere viene evidenziato che il progetto “non risulta conforme con l’attuale regime vincolistico gravante sull’area, né compatibile con i valori paesaggistici del sito”.
Una valutazione che ha avuto un peso decisivo durante la conferenza dei servizi convocata per l’esame dell’intervento.
Nessuna modifica ritenuta sufficiente
L’aspetto più significativo del parere riguarda l’impossibilità di individuare soluzioni correttive.
Secondo la Soprintendenza, infatti, “non è possibile individuare rimedi progettuali per il superamento del dissenso”.
Si tratta di una posizione particolarmente netta. In sostanza, gli uffici ministeriali ritengono che il progetto non possa essere reso compatibile con il contesto attraverso modifiche tecniche o mitigazioni ambientali.
La conclusione indicata dagli stessi tecnici è che la proposta debba essere ripresentata in un’altra area considerata idonea.
“Paesaggio agrario di rilevante valore”: l’impianto lì non si può fare
A rafforzare il giudizio negativo è arrivato anche il parere degli uffici regionali competenti in materia urbanistica e paesaggistica.
Quell’area della Cogna ad Aprilia è infatti classificata dal Piano Territoriale Paesistico Regionale come “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore”, incompatibile con al realizzazione del maxi impianto d’accumulo.
Si tratta di una definizione che comporta specifiche tutele e limita fortemente la possibilità di realizzare determinate infrastrutture.
Secondo quanto emerso durante l’istruttoria, il terreno è inoltre interessato da ulteriori vincoli paesaggistici e dalla presenza di usi civici, elementi che hanno contribuito alla valutazione negativa dell’intervento.
Il Comune di Aprilia prende atto del NO all’impianto di accumulo
Anche il Comune di Aprilia ha preso atto delle valutazioni negative espresse dagli enti sovraordinati in merito alla realizzazione dell’impianto di accumulo d’energia nell’area della Cogna.
Dagli approfondimenti tecnici non sarebbero emerse particolari criticità sotto il profilo ambientale o acustico. Tuttavia questi aspetti sono passati in secondo piano rispetto alla questione paesaggistica, risultata decisiva per l’esito finale della procedura.
I pareri espressi dagli organismi preposti alla tutela del territorio hanno infatti carattere vincolante e non hanno lasciato margini per una conclusione diversa dell’iter autorizzativo.
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