Per la ASL Roma 6 il conto alla rovescia con scadenza tassativa fissata per il prossimo 30 giugno riguarda il completamento di sei Ospedali di Comunità:
- Rocca Priora,
- Albano Laziale,
- Genzano di Roma,
- Marino,
- Pomezia,
- Anzio.
Strutture sanitarie annunciate ad aprile 2025 come pilastri della nuova sanità territoriale, ma che a metà giugno non risultano ancora operative nel portale regionale.
Cosa è un ospedale di Comunità
Gli Ospedali denominati “di Comunità” non sono ospedali tradizionali, ma strutture di ricovero intermedio.
Servono ad accogliere pazienti stabilizzati, fragili o dimessi dagli ospedali, ma non ancora pronti a tornare a casa.
Ogni Ospedale di Comunità dovrebbe avere 20 posti letto: sei strutture significherebbero quindi 120 posti letto territoriali nella ASL Roma 6.
Per ciascuna sede lo standard prevede 7-9 infermieri, 4-6 operatori sociosanitari, 1-2 figure riabilitative e una presenza medica programmata per almeno 4,5 ore al giorno, sei giorni su sette.
La promessa corre contro il calendario
In tema di Ospedali di Comunità la sanità territoriale della ASL Roma 6 è ora davanti a un passaggio delicato.
Le strutture previste tra Castelli Romani, Pomezia e Anzio sono sei: Rocca Priora, Albano Laziale, Genzano di Roma, Marino, Pomezia e Anzio.
Sulla carta rappresentano il cuore della nuova assistenza di prossimità. Nella realtà, però, a metà giugno il quadro appare ancora fermo al palo.
Il portale regionale non li mostra attivi
Il dato fattuale è semplice e pesante: sul portale ufficiale Salute Lazio, nella pagina dedicata agli Ospedali di Comunità, non risultano sedi attive della ASL Roma 6.
Compaiono altre strutture del Lazio, ma non quelle annunciate per questo territorio.
Una assenza che pesa, perché misura la distanza tra la programmazione sanitaria e la vita concreta dei cittadini.
Genzano, il caso simbolo
Il caso più chiaro è Genzano.
Qui è stata inaugurata la Casa della Comunità nell’ex ospedale De Santis, ma non l’Ospedale di Comunità.
La differenza non è un dettaglio burocratico: la Casa della Comunità offre servizi territoriali e ambulatoriali; l’Ospedale di Comunità dovrebbe invece garantire posti letto, assistenza intermedia e presa in carico dei pazienti fragili dopo la fase acuta.
Castelli Romani in attesa
Rocca Priora, Albano, Genzano e Marino sono le quattro sedi dei Castelli Romani inserite nella mappa della ASL Roma 6. A queste si aggiungono, sul litorale, Pomezia e Anzio.
Sei presidi pensati per alleggerire gli ospedali tradizionali, evitare ricoveri inutili e dare risposte a una popolazione sempre più anziana.
Ma senza apertura effettiva, il progetto resta una promessa sospesa.
Pomezia e Anzio, altri due nodi aperti
Anche Pomezia e Anzio rientrano nel pacchetto delle nuove strutture territoriali.
Per Pomezia si è parlato di sopralluoghi e apertura in vista, ma non di Ospedale di Comunità già operativo.
Ad Anzio risultano inaugurati altri servizi sanitari, non l’Ospedale di Comunità vero e proprio.
Il punto, quindi, resta lo stesso: la rete annunciata non appare ancora pienamente partita.
Case della Comunità non significa Ospedali
Il rischio comunicativo è enorme: inaugurare una Casa della Comunità può far pensare ai cittadini che l’intero pacchetto sanitario sia già disponibile. Ma non è così.
Gli Ospedali di Comunità sono un’altra cosa: devono avere posti letto, personale, organizzazione clinica e percorsi di dimissione protetta. Se manca questo passaggio, la sanità territoriale resta incompleta.
La domanda alla Regione Lazio
La domanda, ora, è inevitabile: la Regione Lazio e la ASL Roma 6 riusciranno davvero ad avviare queste strutture entro la finestra annunciata?
Oppure i cittadini dei Castelli Romani, di Pomezia e di Anzio dovranno assistere all’ennesimo taglio del nastro parziale, dove si inaugura una parte del progetto mentre quella più attesa resta in completamento?
Il conto alla rovescia è iniziato
A una quindicina di giorni dalla fine di giugno, il conto alla rovescia è diventato politico prima ancora che sanitario. P
erché qui non si discute solo di cantieri, targhe o comunicati stampa. Si discute di letti, cure, anziani, famiglie e pronto soccorso sotto pressione.
Gli Ospedali di Comunità dovevano essere la risposta. Ora serve capire quando diventeranno davvero realtà.
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