È il bilancio dell’ennesimo episodio di vandalismo registrato a Piazzale Caduti di Nassiriya, ad Anzio, dove continuano anche gli accessi abusivi nelle zone interdette delle spiagge sottostanti.
La situazione è stata riscontrata nelle prime ore della mattinata, quando il piazzale si presentava invaso da rifiuti di vario genere. A peggiorare il quadro, il danneggiamento di una delle panchine in marmo presenti nell’area, presa di mira dai vandali.
Accessi continui nelle aree vietate della spiaggia di Anzio
Le criticità non riguardano soltanto il piazzale. Proseguono infatti gli ingressi non autorizzati nelle zone interdette della costa sottostante, in particolare nell’area archeologica di Anzio e nel tratto di battigia vicino all’Arco Muto.
Si tratta di zone dove l’accesso è vietato per motivi di sicurezza e tutela del patrimonio. Nonostante i divieti, però, continuano a registrarsi presenze e comportamenti che destano preoccupazione da parte dell’amministrazione comunale di Anzio.
Di fronte al ripetersi degli episodi, il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, non esclude provvedimenti drastici, come la chiusura della spiaggia libera:
«Sono pronto a chiudere la spiaggia libera. Entrare nelle zone interdette è incivile e pericoloso, spesso le stesse persone risalendo lasciano di tutto e purtroppo alcuni sono soliti “bivaccare” nel piazzale».
Il primo cittadino sottolinea come il problema non riguardi soltanto il rispetto delle regole, ma anche il decoro urbano e la sicurezza delle persone che accedono alle aree vietate.
Rafforzata la vigilanza
L’amministrazione comunale di Anzio ha annunciato un incremento dei controlli per contrastare gli episodi di vandalismo, il degrado e gli accessi abusivi nelle aree interdette.
«Stiamo provvedendo a un’apposita vigilanza, non possiamo fare altrimenti di fronte a chi si comporta disprezzando ogni minima regola del vivere civile», aggiunge il sindaco.
Già ad agosto scorso Le Grotte di Nerone, la zona archeologica di Anzio sottostante Piazzale Caduti di Nassirya, erano state sgomberate e chiuse dopo che alcuni spazi erano diventati una sorta di “camping” abusivo, occupato da persone che vi pernottavano.
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