L’amministrazione comunale di Latina ha deciso di impugnare anche quella decisione davanti alla Corte di Cassazione.
La Giunta, guidata dal sindaco Matilde Celentano, ha infatti approvato una delibera con cui viene conferito all’Avvocatura comunale il mandato di proporre un nuovo ricorso contro la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio.
La decisione della Giunta è arrivata dopo il giudizio del Coordinatore Vicario del Servizio Avvocatura
“sulla sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto perché il Comune di Latina, corrispondentemente all’interesse manifestato dal Servizio, presenti gravame nel giudizio”.
Cioè, i responsabili amministrativi hanno dato il loro parere positivo sul fatto che fosse ancora possibile vincere tale causa e il Sindaco ha deciso di provare anche l’ultimo grado di giustizia.
Tre gradi di giudizio, un bell’impegno per le forze e le casse del Comune.
Il Comune di Latina sconfitto alla Corte Tributaria
Il contenzioso riguarda un avviso di accertamento notificato nel novembre del 2021 per il mancato versamento dell’Imu relativa all’anno 2015 su alcuni terreni situati nel quartiere R1 Frezzotti.
L’amministrazione comunale aveva contestato alla società proprietaria dei terreni una dichiarazione ritenuta infedele.
Secondo il Comune Latina, infatti, il valore delle aree edificabili sarebbe stato notevolmente superiore rispetto a quello dichiarato dal contribuente. Da qui la richiesta di pagamento di oltre 42mila euro, oltre a sanzioni e interessi.
La società aveva però impugnato l’atto ottenendo una prima vittoria davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Latina. Successivamente il Comune aveva presentato appello.
La seconda sentenza sfavorevole al Comune Latina
Con la sentenza depositata il 24 novembre 2025, i giudici tributari di secondo grado hanno rigettato l’impugnazione dell’ente.
La Corte ha riconosciuto che l’avviso di accertamento era stato notificato entro i termini previsti dalla legge, superando così una delle principali contestazioni iniziali della società.
Tuttavia i giudici hanno accolto altre eccezioni sollevate dal contribuente. In particolare hanno ritenuto fondati i rilievi relativi alla sottoscrizione dell’atto e alla motivazione dell’accertamento.
Secondo la sentenza, il Comune di Latina non avrebbe dimostrato adeguatamente la nomina del funzionario responsabile che aveva firmato l’avviso.
Inoltre l’atto impositivo sarebbe risultato carente sotto il profilo motivazionale, poiché basato su documentazione e valutazioni non integralmente allegate o illustrate al contribuente.
La Corte ha inoltre ritenuto criticabili i criteri utilizzati per determinare il valore delle aree edificabili e ha accolto alcune contestazioni relative alla destinazione urbanistica di parte dei terreni interessati.
La decisione della Giunta
Nonostante il pronunciamento sfavorevole, il Dipartimento Entrate del Comune ha manifestato l’interesse a proseguire il contenzioso.
Una relazione predisposta dall’Avvocatura comunale ha valutato la sussistenza dei presupposti giuridici per proporre un ulteriore ricorso. Sulla base di tale parere, la Giunta ha deciso di autorizzare il nuovo passaggio giudiziario.
La controversia approda quindi davanti al terzo e ultimo grado di giudizio.
Sarà la Corte di Cassazione a stabilire se la decisione della giustizia tributaria laziale debba essere confermata oppure annullata.
Leggi anche: Latina cancella debiti vecchi di 30 anni legati a cause legali: c’è anche la discarica di Borgo Montello























