La Commissione straordinaria alla guida di Aprilia ha approvato il bando pubblico che porterà all’assegnazione del capannone di Via dell’Industria attraverso una concessione a titolo oneroso della durata di 30 anni.
La determinazione pubblicata all’Albo Pretorio segna l’avvio concreto della procedura che era stata annunciata nei mesi scorsi, quando la Commissione straordinaria aveva deciso di abbandonare l’ipotesi di utilizzo esclusivamente sociale dell’immobile.
Dal progetto sociale alla concessione a privati a scopo di lucro
L’immobile confiscato alla criminalità si trova in via dell’Industria, nell’area industriale di Aprilia.
Si tratta di un capannone industriale di oltre 3000 metri quadri inserito nel patrimonio comunale dopo il trasferimento disposto dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. L’immobile è entrato nella disponibilità del Comune nel luglio del 2024.
In un primo momento il Comune aveva pensato ad un utilizzo sociale dell’immobile. Era stato anche predisposto un progetto da quasi 4 milioni di euro che prevedeva la demolizione e la ricostruzione della struttura per realizzare spazi destinati ad attività culturali, sociali e un dormitorio per persone senza fissa dimora.
Quel progetto, però, era fallito poiché non aveva ottenuto il finanziamento richiesto attraverso il programma P.I.N.Qu.A., dedicato alla qualità dell’abitare. Senza le risorse necessarie, l’amministrazione ha dovuto individuare una soluzione alternativa.
L’utilizzo a scopo di lucro e l’obbligo di reinvestire gli utili nel sociale
Nei mesi scorsi la Commissione straordinaria che guida il Comune di Aprilia dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose aveva deliberato la richiesta di modifica della destinazione d’uso del bene da scopo sociale a scopo di lucro.
La richiesta di modifica della destinazione d’uso è stata presentata all’Agenzia nazionale dei beni confiscati che l’ha autorizzata ad aprile. Ne consegue che adesso il capannone potrà essere utilizzato per finalità economiche. Rimane fermo però l’obbligo di reinvestire i proventi per attività sociali o per la valorizzazione di altri beni confiscati.
L’art. 48, comma 3, lett. c) del D.lgs. n. 159/2011 prevede infatti che i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata possano essere trasferiti per finalità istituzionali o sociali oppure economiche al patrimonio indisponibile del comune ove l’immobile è sito, con vincolo di reimpiego dei proventi per finalità sociali o per il sostenimento delle spese di manutenzione straordinaria dei beni medesimi.
Concessione per 30 anni e lavori a carico del privato
L’immobile confiscato alla criminalità organizzata di Via dell’Industria ad Aprilia sarà assegnato in concessione onerosa ai privati attraverso un’asta pubblica. A vincere sarà il soggetto che presenterà l’offerta economica più alta rispetto alla base d’asta fissata dal Comune.
Secondo gli atti, il canone annuale posto a base della gara è pari a 53.222,40 euro, corrispondenti a circa 4.435 euro al mese. La concessione avrà una durata di 30 anni e non sarà previsto il rinnovo automatico.
Il futuro concessionario dovrà però farsi carico di tutti gli interventi necessari per rendere utilizzabile il bene.
L’amministrazione ha stimato in circa 1,5 milioni di euro il costo delle opere di demolizione e ricostruzione dell’immobile, oltre agli ulteriori oneri tecnici e autorizzativi.
Saranno inoltre a carico del concessionario sia la manutenzione ordinaria sia quella straordinaria.
Un immobile difficile da valorizzare
La scelta della concessione a privati nasce anche dalle particolari caratteristiche del capannone.
Come evidenziato nei precedenti provvedimenti, l’immobile si trova in una posizione non facilmente accessibile rispetto alla viabilità principale della zona industriale. Il bene infatti si trova in una zona nascosta rispetto alla viabilità principale. L’accesso è possibile soltanto attraverso uno stretto stradello che attraversa un terreno di proprietà privata e sul quale esiste soltanto una servitù di passaggio.
A questo si aggiunge la necessità di interventi edilizi significativi per riportare la struttura a condizioni di piena funzionalità.
Proprio queste criticità avevano reso difficile l’attuazione di un progetto sociale diretto da parte dell’ente.
Ci saranno acquirenti interessati?
Pur essendo destinato a un’attività economica, il bene continuerà comunque a mantenere una finalità pubblica indiretta.
La normativa che disciplina i beni confiscati prevede infatti che gli introiti derivanti dalla concessione siano reimpiegati per finalità sociali oppure per sostenere interventi di manutenzione e valorizzazione di altri immobili confiscati alla criminalità organizzata.
L’obiettivo del Comune è quindi quello di trasformare un immobile oggi inutilizzato in una risorsa economica capace di generare benefici per la collettività.
Con la pubblicazione del bando si apre ora la fase decisiva.
Sarà il mercato a dire se esistono operatori interessati a investire sul capannone di via dell’Industria ad Aprilia, assumendosi l’onere della riqualificazione in cambio di una concessione trentennale.
Se l’asta andrà a buon fine, il bene confiscato potrà finalmente trovare una nuova funzione dopo anni di inutilizzo.
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