E tra i ‘ribelli’ si trova anche il Comune di Aprilia, coinvolto per la ‘minuscola’ cifra di circa 1.600 euro.
I soldi non accettati, per legge, vanno a finire in un “deposito delle indennità non accettate”
Questo rappresenta appunto un passaggio tecnico obbligatorio previsto dalla legge quando non si raggiunge un accordo con i proprietari dei terreni interessati.
Le somme vengono accantonate in attesa dell’eventuale definizione delle controversie o delle successive determinazioni dell’autorità competente.
Un’opera del valore complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro deve quindi fare i conti con poche migliaia di euro.
Contestazioni per 11mila euro di espropri
Il Commissario straordinario per la realizzazione del collegamento stradale Cisterna–Valmontone , l’ingegnere Antonio Mallamo, ha disposto il deposito di nuove indennità di esproprio non accettate da parte dei proprietari coinvolti nelle procedure legate all’opera strategica.
L’importo complessivo depositato presso la Ragioneria Territoriale dello Stato di Roma supera gli 11mila euro e riguarda terreni situati nel territorio di Aprilia.
Tra questi c’è lo stesso Comune di Aprilia che non ha accettato i soldi per motivi non chiariti. Si tratta di circa 1.600 euro a cui il Comune ha detto no.
È vero, sono solo spicci: ma perché non prenderli? Ha contestato l’importo? Chiede più soldi? Oppure semplicemente non è interessato a quella somma?
L’opera e le procedure espropriative
Il provvedimento si inserisce nel più ampio iter amministrativo relativo alla realizzazione del collegamento stradale Cisterna–Valmontone, conosciuta come “Bretella”, infrastruttura considerata strategica e già inserita nei principali strumenti di programmazione nazionale.
Il tracciato di 33 chilometri collegherà la Strada Statale 148 Pontina (svincolo nei pressi di Campoverde) direttamente con l’Autostrada A1 Milano-Napoli.
La nuova supestrada passerà nel territorio dei comuni del Lazio, tra cui Aprilia, Cisterna di Latina, Velletri, Lariano, Cori, Artena e Valmontone.
La procedura riguarda espropriazioni, asservimenti permanenti e occupazioni temporanee di aree necessarie all’esecuzione dei lavori.
Nel caso specifico, il Commissario straordinario ha preso atto del mancato accordo sulle indennità proposte ai proprietari e ha quindi attivato la procedura di deposito delle somme previste dalla normativa.
Il mancato accordo sulle indennità
Secondo quanto riportato nel decreto, le indennità provvisoriamente determinate non sono state accettate dalle ditte proprietarie coinvolte.
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Una circostanza che ha reso necessario procedere con il deposito delle somme presso l’istituto competente, come previsto dalle norme in materia di espropriazione per pubblica utilità.
Le aree interessate risultano già oggetto di immissione in possesso da parte della struttura commissariale, avvenuta nel corso delle operazioni tecniche di consistenza dei terreni effettuate tra il 2023 e il 2024.
Le aree coinvolte ad Aprilia
Il provvedimento riguarda anche diverse particelle catastali situate nel territorio di Aprilia. Si tratta di terreni che rientrano nel tracciato dell’infrastruttura e che sono stati acquisiti nell’ambito del procedimento espropriativo già avviato con precedenti decreti commissariali.
Le indennità depositate si riferiscono quindi a una fase già avanzata dell’iter amministrativo, nella quale l’area risulta ormai nella disponibilità di chi deve realizzare l’opera.
Le proroghe per la pubblica utilità dell’opera
Il decreto richiama la normativa nazionale che regola le espropriazioni per pubblica utilità e le successive proroghe della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, che hanno consentito la prosecuzione del procedimento nel tempo.
Il collegamento Cisterna–Valmontone rientra infatti tra le infrastrutture strategiche inserite nei programmi nazionali di sviluppo, con un iter amministrativo avviato da anni e più volte prorogato per consentire il completamento delle procedure autorizzative e progettuali.
Il ruolo del Commissario straordinario
L’atto è stato firmato dal Commissario straordinario nominato con D.P.C.M. del 16 aprile 2021, che ha il compito di seguire l’attuazione dell’opera e coordinare le attività connesse, incluse le procedure espropriative.
Il deposito delle indennità non accettate rappresenta un passaggio tecnico previsto dalla legge quando non si raggiunge un accordo con i proprietari dei terreni interessati.
Le somme vengono quindi accantonate in attesa dell’eventuale definizione delle controversie o delle successive determinazioni dell’autorità competente.
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