È questo il quadro che emerge dalla IX indagine sulle mense scolastiche di Cittadinanzattiva, che ha analizzato il costo del servizio di ristorazione nei capoluoghi italiani per l’anno scolastico 2025/2026.
Il riferimento è a una famiglia tipo composta da due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200 euro e un ISEE di 19.900 euro. Il calcolo tiene conto di una frequenza media di 20 giorni al mese per nove mesi scolastici.
Il quadro regionale e nazionale
Nel Lazio la spesa media mensile si mantiene sotto la media nazionale. A livello nazionale, infatti, si attestano 87 euro per la scuola dell’infanzia e 89 euro per la primaria.
Nel Lazio, invece, il costo medio mensile resta più contenuto, pur segnando un incremento rispetto all’anno precedente del 3,9% per l’infanzia e del 3,7% per la primaria.
Il costo medio del singolo pasto nella regione si ferma a 3,8 euro sia per l’infanzia che per la primaria, anche in questo caso sotto la media nazionale, che sale a 4,3 euro per l’infanzia e 4,4 euro per la primaria.
Il trend generale, però, è in crescita: su scala nazionale si registra un aumento medio del 2,1% per l’infanzia e del 2,7% per la primaria.
Le differenze tra città italiane
La rilevazione conferma forti differenze territoriali.
La regione più cara resta l’Emilia Romagna, con una media mensile di 116 euro per l’infanzia e 115 euro per la primaria.
La più economica è la Sardegna, dove si spendono 61 euro per l’infanzia e 65 euro per la primaria.
Tra i capoluoghi, Cagliari si conferma la città più economica d’Italia con 2,1 euro a pasto sia per l’infanzia che per la primaria.
All’estremo opposto si colloca Parma, che registra i costi più elevati: 7,8 euro a pasto per l’infanzia e 7,1 euro per la primaria.
Il Lazio tra risparmi e aumenti
Nel quadro regionale emergono dati molto diversi tra i capoluoghi del Lazio.
Roma si conferma tra le grandi città meno costose d’Italia, con un costo stabile di 2,6 euro a pasto. Anche Viterbo si colloca tra le città più economiche, con 3 euro a pasto.
Più elevata la situazione a Frosinone, che si conferma il capoluogo più caro del Lazio con 5,4 euro a pasto.
Ma il dato che più colpisce riguarda Latina, dove il costo della mensa scolastica cresce in modo significativo rispetto all’anno precedente.
Costo della mensa scolastica a Latina
Nel capoluogo pontino l’aumento registrato è del 26,9%. Un incremento che porta a latina il costo della mensa scolastica per singolo pasto a 3,3 euro, collocando la città in una fascia intermedia ma con una crescita molto più marcata rispetto alla media regionale e nazionale.
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Un dato che, secondo la lettura complessiva dell’indagine, segnala una dinamica non uniforme tra i territori e un progressivo aumento del peso del servizio di ristorazione scolastica sulle famiglie, anche in contesti dove i valori restano inferiori alla media italiana.
Nel complesso, il servizio di mensa scolastica nel Lazio continua a mantenersi su livelli più bassi rispetto al resto del Paese, ma con differenze sempre più evidenti tra i singoli capoluoghi e con aumenti che, come nel caso di Latina, risultano particolarmente rilevanti rispetto all’anno precedente.
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