Le somme serviranno a coprire spese legali e condanne disposte dal Tribunale di Velletri a seguito dei ricorsi presentati da diverse famiglie di minori disabili contro il Comune di Ardea per la mancata assegnazione delle ore di assistenza scolastica.
Il Tribunale di Velletri condanna il Comune di Ardea
La vicenda nasce da numerosi procedimenti avviati contro il Comune di Ardea da genitori di minori disabili che chiedevano l’erogazione dell’assistenza specialistica scolastica per i propri figli. In gran parte dei casi il Tribunale di Velletri ha accolto i ricorsi. Il tribunale ha infatti riconosciuto il diritto all’assistenza richiesta e condannando il Comune di Ardea al pagamento delle spese processuali.
L’amministrazione ha tentato in più occasioni di impugnare le decisioni attraverso reclami presentati allo stesso tribunale. Tuttavia, la maggior parte di questi è stata rigettata, con ulteriori condanne al pagamento delle spese legali.
Complessivamente, il provvedimento approvato dal Consiglio comunale riguarda 26 diverse ordinanze emesse tra il 2025 e il 2026. Le decisioni giudiziarie hanno generato un debito che ora il Comune di Ardea è chiamato a riconoscere formalmente e a liquidare.
Il debito generato dalle spese legali
La somma di 72.186,71 euro non riguarda direttamente l’erogazione dei servizi educativi, ma le conseguenze economiche dei procedimenti giudiziari. Si tratta infatti di importi relativi principalmente alle spese di lite liquidate dai giudici a favore delle famiglie ricorrenti e dei loro legali.
Dagli atti emerge che nel corso del 2025 l’amministrazione ha anche tentato di raggiungere accordi transattivi con gli avvocati delle controparti per chiudere le controversie in via stragiudiziale. I tentativi, però, non hanno prodotto risultati concreti e il contenzioso è proseguito fino alle decisioni definitive del tribunale.
Per procedere ai pagamenti, il Comune utilizzerà risorse già accantonate nel cosiddetto Fondo Contenzioso. Si tratta di una voce del bilancio destinata proprio a coprire eventuali spese derivanti da cause legali.
Il Consiglio comunale riconosce il debito fuori bilancio
Il riconoscimento del debito fuori bilancio è stato approvato dal Consiglio comunale con 12 voti favorevoli. Due i voti contrari, espressi dai consiglieri Vita e Martinelli. Due anche gli astenuti, Mancini e Giordani.
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Contestualmente è stata approvata una variazione al bilancio di previsione 2026 per consentire l’utilizzo delle somme accantonate nel Fondo Contenzioso e garantire la copertura finanziaria dell’importo dovuto.
Dalla documentazione emerge che il Comune dispone di un fondo specifico per le controversie legali e che l’utilizzo della somma rientra nei limiti consentiti dalla normativa contabile. L’ente ha quindi potuto destinare immediatamente le risorse necessarie al pagamento delle sentenze.
La questione dell’assistenza specialistica ad Ardea
Al centro delle controversie c’è il servizio di assistenza specialistica nel Comune di Ardea destinato agli studenti con disabilità, fondamentale per garantire il diritto allo studio e l’inclusione scolastica.
I ricorsi presentati dalle famiglie hanno riguardato in particolare la richiesta di un numero maggiore di ore di assistenza rispetto a quelle garantite dal Comune. Le decisioni del Tribunale di Velletri hanno riconosciuto le ragioni dei ricorrenti in numerosi casi, determinando l’obbligo per l’ente di sostenere anche le spese dei procedimenti.
La vicenda evidenzia le difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato la gestione del servizio e il rapporto tra le esigenze delle famiglie e i vincoli organizzativi dell’amministrazione comunale.
Le spiegazioni del sindaco Cremonini
Durante la discussione in Consiglio comunale, il sindaco Fabrizio Cremonini ha spiegato le ragioni che, secondo l’amministrazione, hanno portato alla formazione del debito:
«Ovvio che ognuno di noi è sicuramente da parte dei bambini, in modo particolare dei bambini speciali, però noi abbiamo ereditato un contratto che ci ha impedito di intervenire su una maggiore richiesta di orario. Non avevamo altra tipologia».
Il sindaco ha poi evidenziato come, a suo giudizio, il problema non sia ancora stato risolto:
«Poi la scelta dei genitori, pensando di risolvere il problema, perché poi il problema non si è ancora risolto perché siamo in un limbo dove anche se i tribunali ci chiedono di incrementare le ore ma noi non abbiamo tecnicamente la possibilità di incrementarle».
Secondo Cremonini, la situazione ha finito per produrre un rilevante esborso economico per il Comune.
«Si è generato un debito vergognoso, condivido con lei, ma non è una stata scelta, non è una scelta dell’amministrazione, perché noi come amministrazione non possiamo aumentare oltre quello che c’è del servizio OEPAC fino alla scadenza contratto.
Pertanto poi si è generata una situazione da parte dei genitori nel fare ricorso e purtroppo ha generato questo debito. Pertanto, ripeto, la nostra non è una scelta, nel modo più assoluto, è stato un evento che abbiamo subito».
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