Fissa però dei paletti ben precisi per il prezzo.
Una storia iniziata nel 2006
L’interesse del Comune di Latina per l’edificio di Via della Stazione risale al 2006. Già allora l’amministrazione aveva manifestato la volontà di esercitare il diritto di prelazione sull’immobile, riconoscendone il valore storico e architettonico.
Nelle motivazioni dell’epoca veniva sottolineata la necessità di preservare un bene ritenuto importante per la memoria urbana di Latina e per la storia della sua fondazione.
L’edificio era stato individuato come possibile sede di attività dedicate alla valorizzazione storico-ambientale del territorio e come testimonianza dell’architettura di fondazione.
La struttura, situata a Latina Scalo, era stata venduta nel luglio del 2006 dalla società Ferrovie Real Estate per 145 mila euro. Pochi mesi dopo passò nuovamente di mano per 302 mila euro.
Il contenzioso e i lavori contestati
La vicenda si complicò all’inizio del 2007. Il Comune formalizzò l’atto di prelazione, ma questo non venne notificato alla società che nel frattempo aveva acquistato l’immobile.
Nello stesso periodo furono avviati lavori di ristrutturazione sulla struttura. Successivamente gli uffici comunali contestarono gli interventi, evidenziando che l’edificio risultava inserito nell’elenco dei beni tutelati.
Arrivarono quindi la diffida a proseguire i lavori, l’ordine di sospensione e successivamente l’ordinanza di demolizione e ripristino delle opere eseguite.
La società proprietaria impugnò i provvedimenti davanti al Tribunale di Latina. Oltre all’annullamento degli atti comunali, venne avanzata una richiesta di risarcimento danni pari a 2 milioni di euro. Da quel momento prese avvio un lungo contenzioso destinato a protrarsi per anni.
Il fallimento della società e la vendita all’asta
Nel 2012 la società Paninvest venne dichiarata fallita. La gestione della vicenda passò quindi alla Curatela Fallimentare.
Nel 2021 il curatore comunicò al Comune l’avvenuta aggiudicazione degli immobili nell’ambito di una procedura d’asta per un importo di 101.500 euro.
L’amministrazione comunale di Latina ribadì però la propria intenzione di esercitare il diritto di prelazione e di procedere all’acquisizione del bene. Da quel momento sono proseguiti contatti e trattative per trovare una soluzione condivisa.
Il tentativo di accordo e la mediazione
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Nel 2022 sembrava essere stata trovata una strada per chiudere la controversia. Le parti avevano infatti raggiunto un’intesa preliminare che prevedeva un accordo economico da 230mila euro e il ritiro delle richieste risarcitorie avanzate nel procedimento giudiziario.
L’accordo, tuttavia, non è mai stato formalizzato. Nel gennaio del 2023 il procedimento venne dichiarato estinto, ma la questione dell’immobile rimase aperta.
Negli anni successivi la Curatela Fallimentare ha continuato a chiedere al Comune una decisione definitiva sull’esercizio della prelazione. Nel 2025 è stata quindi avviata una procedura di mediazione per cercare una soluzione condivisa.
La nuova valutazione economica
Nel frattempo il Dipartimento Patrimonio e Demanio del Comune ha aggiornato la stima dell’immobile.
La nuova valutazione, effettuata nel dicembre 2025, ha fissato il valore del complesso in 103.266,38 euro. Una cifra molto inferiore rispetto alle valutazioni effettuate negli anni precedenti.
Proprio questo importo rappresenta oggi il limite massimo che l’amministrazione è disposta a riconoscere per l’acquisizione.
Il Consiglio comunale ha infatti stabilito che il prezzo non potrà superare né l’importo dell’aggiudicazione all’asta, pari a 101.500 euro, né il valore di mercato stimato dagli uffici tecnici.
Quale futuro per l’edificio
L’intenzione del Comune di Latina non è soltanto quella di chiudere una controversia amministrativa. L’obiettivo è anche quello di restituire una funzione pubblica a un immobile considerato significativo per la storia di Latina Scalo.
Tra le destinazioni ipotizzate figurano sedi per uffici comunali e progetti di carattere sociale.
In particolare, il bene potrebbe essere utilizzato per iniziative di housing temporaneo rivolte a nuclei familiari o persone che si trovano in condizioni di forte disagio abitativo ed economico.
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