L’iter burocratico ora compie un nuovo importante passo amministrativo: la Città Metropolitana di Roma Capitale ha affidato il 17 giugno l’incarico per la verifica ultima e definitiva del contratto di progettazione relativo al “Corridoio Anagnina Ciampino aeroporto – collegamento Stazione FS Ciampino – Aerostazione e Hub intermodale – Porta dei Castelli”.
Dopo anni un po’ a rilento, ora l’iter ha una accelerazione: non è ancora l’avvio dei lavori, ma è un segnale chiaro: il progetto avanza, finalmente in modo veloce.
Cosa prevede il nuovo collegamento
Il cuore dell’intervento è una busvia elettrica ad alto livello di servizio, lunga circa 11,9 chilometri.
Il progetto prevede 22 autobus elettrici articolati, lunghi circa 18 metri, capaci di trasportare fino a 110-120 passeggeri. Le fermate previste sono 15, compresi i capolinea.
La novità non è solo nei mezzi elettrici, ma nel modello di trasporto.
Il corridoio dovrebbe viaggiare per circa il 74% in sede riservata, pari a quasi 9 chilometri. Significa meno interferenze con il traffico ordinario e tempi potenzialmente più affidabili.
È la versione più snella di un’idea già tentata in passato come tramvia, poi abbandonata. Ora la scommessa riparte sui bus elettrici.
Il tracciato verso Ciampino
Il piano prevede due servizi.
Il primo collegherebbe Anagnina alla stazione FS di Ciampino e poi all’aeroporto, passando per Osteria del Curato, viale Kennedy, via Campo Farnia, il superamento del Grande Raccordo Anulare e il nodo ferroviario.
Il secondo sarebbe più diretto: da Anagnina all’aerostazione, passando sempre da viale Kennedy e poi verso via Appia Nuova.
Le opere più delicate
Il progetto non si limita a disegnare nuove fermate. Prevede anche infrastrutture pesanti:
- un viadotto per superare il GRA,
- un sottovia per attraversare la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli,
- il completamento dello svincolo tra via Appia Nuova e via di Ciampino, con una nuova rampa.
È qui che la partita diventa più complessa, perché il corridoio attraversa un territorio già saturo di traffico, ferrovia e vincoli.
Deposito e parcheggio di scambio
Accanto alla linea è previsto anche un deposito di circa 4 ettari vicino alla stazione metro Anagnina, tra via Procaccini e via Vittorio Occorsio.
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Servirà per ricaricare, ricoverare, lavare e manutenere i mezzi.
Sul versante di Ciampino, lungo viale Kennedy, è previsto un parcheggio di scambio da 884 posti auto, con spazi per disabili, moto e ricarica elettrica. L’obiettivo è spostare traffico privato sul trasporto pubblico.
Bus veloci, ma iter burocratico lento
L’iter burocratico è partito nel 2022, con le prime nomine dei responsabili della gara di progettazione.
Il progetto, detto Studio di fattibilità tecnico-economica, è stato quindi assegnato, al raggruppamento raggruppamento di progettisti (RTP) RINA Consulting S.p.A., in ATI con GO-Mobility S.r.L. , VDP S.r.l. e POLEIS SOCIETA’ COOPERATIVA A R.L, che ha presentato una offerta a ribasso dell’1%.
Il valore della progettazione risulta quindi di 580.473,65 euro più IVA e altri oneri.
Tra gara di assegnazione e fasi di controllo si è arrivati a quello che è ora un passaggio fondamentale per l’avvio dei lavori.
Prescrive infatti le legge:
“I contratti pubblici sono soggetti […] a verifica di conformità per i servizi e per le forniture, per certificare che l’oggetto del contratto in termini di prestazioni, obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche e qualitative sia stato realizzato ed eseguito nel rispetto delle previsioni e delle pattuizioni contrattuali”.
In pratica, prima di tirare fuori i soldi l’ente provinciale vuole essere certo che non ci siano state speculazioni di alcun tipo.
Con la Determina 2718 del 16/06/26 Città metropolitana ha affidato all’ingegner Lisana Prato l’incarico di verifica di conformità relativa al contratto di servizi di ingegneria.
Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica risulta già trasmesso, attestato come regolarmente eseguito e approvato in linea tecnica.
L’iter burocratico prevede poi altri passaggi tra cui, principalmente, la variante urbanistica al PRG e la successiva procedura autorizzatoria regionale.
Semaforo verde, ma solo preliminare
La “Porta dei Castelli” avanza, ma non è ancora pronta a diventare cantiere.
Il semaforo è verde solo sulla fase preliminare. La sfida vera comincia adesso: trasformare un progetto ambizioso in autorizzazioni concrete, senza perdersi tra carte, pareri e tempi lunghi.
Se arriverà fino in fondo, il corridoio potrà ridisegnare tutto il settore dei collegamenti tra Roma sud, Ciampino e i Castelli Romani.
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