Parliamo di una strada che da da Piazza Dante Alighieri a Genzano fino al Museo delle navi misura appena 1 chilometro e 696 metri.
Se i lavori dovessero riguardare soltanto quel tratto, si può calcolare che la spesa supererebbe i 4mila euro ogni metro di strada.
Una strada con grossi problemi dal 2023
Il tratto interessato è stato fortemente attenzionato dal 2023, dopo una serie di crolli di masse rocciose. L’ultimo episodio risale al 29 novembre 2023.

Da allora, sopralluoghi e monitoraggi hanno confermato una criticità diffusa del versante. Non un problema puntuale, quindi, ma una fragilità più ampia della scarpata che affaccia sulla provinciale.
Cosa prevede il progetto
Il piano punta a mettere in sicurezza il pendio con opere specialistiche. Sono previsti rafforzamenti corticali, cioè interventi di consolidamento superficiale del versante, e barriere paramassi per intercettare eventuali nuovi distacchi.
Il progetto comprende anche studi geologici e geotecnici, monitoraggi, gestione della vegetazione, sicurezza di cantiere, bonifica da ordigni bellici e assistenza archeologica. Un pacchetto complesso, distribuito su più tratti della strada.
Il conto: quasi 7 milioni
Il costo complessivo dell’intervento è di 6.841.575,84 euro.
I lavori veri e propri valgono oltre 5 milioni di euro, comprensivi degli oneri per la sicurezza. Dentro il quadro economico ci sono anche spese tecniche, IVA, imprevisti, occupazioni temporanee ed espropri.
La sola manodopera incide per oltre 1,6 milioni di euro. Numeri che confermano la portata dell’operazione: non una manutenzione leggera, ma un intervento strutturale.
Il nodo politico-amministrativo
L’approvazione in linea tecnica non significa apertura immediata del cantiere.
Serve soprattutto a completare il pacchetto documentale necessario per chiedere il finanziamento nell’ambito degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
In altre parole: il progetto è pronto, validato e formalmente approvato, ma ora deve trovare la copertura economica effettiva da parte della Città Metropolitana di Roma.
Cosa succede adesso
Il provvedimento sarà trasmesso agli uffici competenti per il seguito dell’iter, anche in relazione alla piattaforma ReNDIS, usata per gli interventi contro il dissesto idrogeologico.
Solo dopo il finanziamento si potrà arrivare alla gara, all’affidamento dei lavori e quindi al cantiere.
Per cittadini, residenti e automobilisti, la riapertura resta dunque legata ai prossimi passaggi.
Una ferita ancora aperta
Per Genzano, Nemi e per tutto il quadrante del Lago, questa strada non è solo una linea sull’asfalto. È un collegamento, una via turistica, un pezzo di quotidianità rimasto sospeso.
L’approvazione del progetto segna una svolta amministrativa importante. Ma il messaggio resta chiaro: la provinciale non riapre oggi. Oggi, semmai, comincia la partita vera per trasformare le carte in lavori.
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