Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato la decisione del Comune di Aprilia di ordinare la demolizione di alcune opere realizzate senza autorizzazione edilizia in un immobile di via Ampollino.
I giudici del TAR hanno respinto il ricorso presentato dal proprietario, ritenendo legittimo il provvedimento comunale.
Le opere abusive realizzate in via Ampollino ad Aprilia
La vicenda riguarda un’abitazione già oggetto in passato di alcune richieste di condono edilizio. Secondo quanto ricostruito nella sentenza, dopo la presentazione delle domande il proprietario avrebbe realizzato ulteriori interventi sull’immobile.
Durante un sopralluogo, la Polizia Locale di Aprilia aveva individuato diversi lavori sull’immobile: un ampliamento in muratura di circa 27 metri quadrati, un cambio di destinazione d’uso da spazio non residenziale a residenziale, la trasformazione di alcune coperture in terrazzi praticabili, la realizzazione di nuovi locali e modifiche a un garage.
Per il Comune di Aprilia si trattava di opere eseguite senza i necessari titoli autorizzativi, pertanto abusive.
Da qui l’ordinanza con cui era stata disposta la sospensione dei lavori e la demolizione, con il ripristino dello stato originario dei luoghi.
Il ricorso del proprietario
Il proprietario aveva contestato il provvedimento davanti al TAR, sostenendo in particolare di non aver ricevuto una comunicazione preventiva sull’avvio del procedimento e lamentando una carenza di motivazione da parte dell’amministrazione.
Secondo la sua ricostruzione, inoltre, la lunga permanenza della situazione avrebbe creato un affidamento sulla possibilità di mantenere le opere realizzate.
Il Comune di Aprilia si è invece costituito in giudizio chiedendo la conferma del proprio operato.
I giudici: la domanda di condono non giustifica ulteriori interventi
Il TAR ha ritenuto infondate le contestazioni del proprietario e ha confermato la validità dell’ordinanza comunale.
Nella sentenza i giudici hanno sottolineato un principio centrale: la presenza di una domanda di condono non consente di modificare o ampliare gli immobili interessati fino a quando la pratica non viene definita.
Le opere aggiuntive, secondo il tribunale, mantengono quindi il carattere di abusività.
La sentenza chiarisce che «la presentazione della domanda di condono non autorizza l’interessato a completare, trasformare o ampliare i manufatti», perché l’eventuale regolarizzazione deve arrivare prima di nuovi interventi.
“Interesse pubblico al ripristino della legalità”
Il TAR ha inoltre spiegato che, nel caso di abusi edilizi accertati, il Comune è chiamato a intervenire per ripristinare la situazione prevista dalle regole urbanistiche.
Non è necessario, secondo i giudici, un ulteriore confronto tra l’interesse del privato a conservare le opere e quello pubblico alla rimozione degli abusi.
Per il tribunale, l’ordinanza di demolizione era sufficientemente motivata perché descriveva le opere contestate e le ragioni della loro irregolarità.
La decisione conclude quindi con il rigetto del ricorso e la conferma del provvedimento del Comune di Aprilia. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, considerata la lunga durata della controversia.
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