Il Piano strade 2026 di Ciampino è entrato nella fase operativa, con la nomina dei responsabili dei due lotti di lavori per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza delle strade comunali: sul piatto ci sono 2,4 milioni di euro complessivi, divisi in due interventi da 1,2 milioni ciascuno, finanziati tramite mutuo.
La decisione dell’11 giugno
La decisione è contenuta nella Determinazione del Settore IV, dell’11 giugno 2026.
L’atto non affida ancora i lavori e non indica l’elenco completo delle strade interessate, ma mette in moto la macchina amministrativa: l’avvio del cantiere vero e proprio è atteso entro l’estate.
Il Comune di Ciampino individua due Responsabili unici del progetto: il geom. Franco Esposito per il lotto 1 e l’ing. Matteo Bonazzi per il lotto 2. Da qui passeranno progettazione, affidamento, esecuzione e controlli.
L’importanza delle strade per la Giunta Colella
La manutenzione straordinaria non riguarda piccoli rattoppi ordinari, ma interventi più strutturali su sicurezza, asfalto e viabilità.
La copertura tramite mutuo dice anche un’altra cosa: il Comune di Ciampino sceglie di indebitarsi per finanziare l’operazione, quindi considera il dossier strade una priorità pesante dentro la programmazione delle opere pubbliche 2026.
Per l’amministrazione Colella il Piano strade può diventare un segnale concreto, ma anche un terreno rischioso. Con le elezioni alle porte, le strade sono sempre uno dei punti nevralgici su cui il cittadino giudica l’operato di una amministrazione.
I quartieri: la mappa possibile
Il documento dell’11 giugno non contiene la lista delle strade. Forse deve essere ancora redatta o forse si è preferito non renderla pubblica per non scontentare chi, giocoforza, rimarrà fuori dagli interventi.
Per capire i quartieri coinvolti proviamo a guardare al Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, che verrà approvato presumibilmente entro luglio, da cui il Piano strade dovrebbe discendere.
La mappa già ventilata dai media nei mesi scorsi individua tre grandi zone:
- il quartiere Morena,
- Ciampino centro,
- le zone periferiche della città.
Tre aree diverse, ma unite dallo stesso problema legato al traffico quotidiano: asfalto consumato, buche, sicurezza.
Morena, il nodo dei collegamenti
Morena è uno dei quadranti più sensibili. Qui la viabilità non è solo interna al quartiere, ma serve anche spostamenti quotidiani, collegamenti con Roma, con le aree residenziali e con i flussi diretti verso le principali arterie.
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Intervenire su Morena significa toccare una parte della città dove il tema delle strade pesa direttamente sulla vita dei residenti: auto, mezzi, scuole, lavoro, accessi e sicurezza pedonale.
Il Centro, vetrina e imbuto della città
Ciampino Centro è l’altro fronte naturale del Piano.
È la zona degli uffici, dei servizi, delle attività commerciali, degli attraversamenti più frequenti. Qui ogni buca pesa doppio: sul decoro urbano e sulla sicurezza.
Mettere mano al centro significa intervenire sulla parte più visibile della città, ma anche su quella più utilizzata da residenti, pendolari e utenti che ogni giorno attraversano Ciampino per raggiungere stazione, negozi e servizi pubblici.
Le periferie, il vero banco di prova
Il terzo capitolo riguarda le zone periferiche. Ed è forse il più politico.
Perché nelle periferie la manutenzione stradale diventa spesso misura della distanza tra centro e margini urbani.
Asfalto deteriorato, carreggiate fragili, collegamenti secondari e marciapiedi problematici incidono sulla qualità della vita.
Il Piano strade 2026 sarà giudicato anche da qui: non solo da quante risorse vengono stanziate, ma da dove finiranno davvero.
La partita politica
Il punto debole, al momento, è l’assenza della mappa dettagliata delle vie: quali strade saranno rifatte, con quali tempi, in che ordine e con quale calendario di cantiere.
È il passaggio decisivo che cittadini e opposizioni potranno chiedere nelle prossime settimane: perché senza elenco delle vie, il Piano resta una cornice importante ma ancora incompleta.
Le strade sono uno dei temi più immediati per i cittadini: non richiedono spiegazioni tecniche, si vedono ogni mattina.
Se i cantieri partiranno e toccheranno davvero i quartieri più colpiti, il Comune potrà rivendicare un investimento visibile. Se invece tempi e priorità resteranno nebulosi, i 2,4 milioni rischiano di diventare l’ennesima promessa sull’asfalto.
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