Si tratta di una sperimentazione nazionale che fa capo all’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Il progetto coinvolge al momento solo 10 Comuni italiani, tra i quali proprio Latina in quanto rientra tra i territori dove il problema del caporalato e dello sfruttamento lavorativo è particolarmente sentito.
Il progetto non sarà soltanto di monitoraggio, ma finanzierà programmi individuali di assistenza, formazione e inserimento lavorativo fino al 31 dicembre 2027.
Si tratta di una notizia che arriva in un momento particolarmente significativo per il territorio pontino. Proprio oggi infatti presso la Corte di Assise del Tribunale di Latina si è tenuta la penultima udienza del processo per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano deceduto nel giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro.
160mila euro a Latina per progetti di assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo
Il finanziamento di 160mila euro arriva a Latina nell’ambito del progetto “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime”, promosso da Anci e Ministero del Lavoro.
Il Ministero ha deciso di avviare una sperimentazione nazionale coinvolgendo un numero limitato di amministrazioni locali, tra cui Latina, già titolari di progetti SAI, il Sistema di accoglienza e integrazione per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti.
L’obiettivo è mettere a disposizione delle vittime dello sfruttamento lavorativo servizi concreti di supporto e accompagnamento.
Perché è stata scelta Latina
Per individuare i Comuni partecipanti sono stati utilizzati criteri precisi. Da una parte la presenza di progetti SAI già operativi, dall’altra il numero di permessi di soggiorno rilasciati alle persone riconosciute come vittime di sfruttamento lavorativo.
Latina è risultata tra i territori ritenuti prioritari e la proposta tecnica del Comune ritenuta idonea. Per questo motivo riceverà un contributo di 160mila euro.
Le risorse arrivano grazie a una convenzione stipulata tra Anci e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso la Direzione Generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti.
Cosa prevede il progetto del Comune di Latina per le vittime di sfruttamento
Le risorse assegnate al Comune di Latina serviranno a costruire programmi individuali rivolti alle vittime di sfruttamento lavorativo.
L’intervento si inserisce nel quadro delle nuove misure previste dalla normativa nazionale per tutelare i lavoratori stranieri vittime di intermediazione illecita (caporalato) e sfruttamento.
Il progetto punta a favorire percorsi di autonomia attraverso servizi sociali, accompagnamento, formazione e inserimento lavorativo.
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Gli interventi dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2027.
Secondo gli atti del Comune, circa 53mila euro saranno utilizzati nel 2026, mentre oltre 106mila euro saranno destinati alle attività previste nel 2027.
Dopo la firma della convenzione con Anci, già formalizzata dal Comune, l’amministrazione procederà ora alla fase operativa per dare avvio al progetto e individuare il soggetto attuatore che lavorerà sul territorio.
Latina e il fenomeno del caporalato
Il finanziamento assume una particolare rilevanza per il territorio di Latina e dell’Agro Pontino, da anni al centro dell’attenzione nazionale per i fenomeni di sfruttamento della manodopera agricola e di caporalato.
La presenza di migliaia di lavoratori stranieri impiegati nelle campagne e le loro condizioni di lavoro hanno portato negli anni a numerose inchieste, operazioni delle forze dell’ordine e interventi delle istituzioni.
In questo contesto, il progetto punta non soltanto a individuare situazioni di abuso e illegalità, ma anche a costruire percorsi di assistenza e accompagnamento per le persone che ne sono vittime.
La scelta di Latina tra i dieci Comuni coinvolti nella sperimentazione nazionale conferma come il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento continui a rappresentare una delle questioni sociali più rilevanti del territorio.
Non a caso negli atti comunali si sottolinea l'”alta valenza” dell’iniziativa per la città di Latina e per l’intera provincia.
L’importanza del finanziamento dopo il caso Satnam Singh
L’arrivo del finanziamento a Latina assume un significato ancora più forte alla luce degli sviluppi legati alla morte di Satnam Singh.
La vicenda del bracciante indiano aveva suscitato indignazione in tutta Italia, riportando al centro del dibattito pubblico il tema delle condizioni di lavoro in agricoltura e della tutela dei lavoratori più vulnerabili. Una storia che ha profondamente segnato il territorio pontino e che ha acceso i riflettori sulle situazioni di sfruttamento ancora presenti nel settore agricolo.
Proprio oggi la Procura di Latina ha chiesto 22 anni per Antonello Lovato, il titolare dell’azienda agricola ritenuto responsabile della morte di Satnam Singh. La richiesta è arrivata dopo una requisitoria durata oltre 2 ore da parte della procuratrice aggiunta di Latina, Luigia Spinelli. La sentenza è attesa per il 7 luglio
Pur non essendo direttamente collegato a quel caso, il progetto finanziato da Anci e Ministero del Lavoro va nella stessa direzione: individuare le situazioni di sfruttamento, favorire l’emersione delle vittime e offrire strumenti concreti di protezione e reinserimento sociale.
L’obiettivo è infatti rafforzare gli strumenti di prevenzione, individuazione e supporto alle vittime, cercando di intercettare situazioni di vulnerabilità prima che possano trasformarsi in tragedie.























