Con la Determinazione n. 742 del 21 giugno, il Comune di Ciampino ha approvato una variante in corso d’opera per il cantiere finanziato con fondi PNRR.
Il risultato è chiaro: il costo di realizzazione della struttura aumenta di quasi 300mila euro e la fine dei lavori slitta di circa due mesi.
Il nuovo nido dovrà garantire 72 posti per bambini da 0 a 3 anni.
Ma il cantiere, nato con tempi serrati e scadenze rigide, ha incontrato un ostacolo pesante: ritrovamenti archeologici sotto l’area di intervento, con conseguente riposizionamento dell’edificio, nuovi lavori, costi in aumento e margini operativi ormai ridotti al minimo.
Il conto sale: usati quasi tutti i fondi di scorta
Il finanziamento complessivo resta fissato a 1.728.000 euro. La novità, però, è che il Comune di Ciampino utilizzerà gran parte delle economie ottenute con il ribasso di gara. Dopo l’aggiudicazione erano rimasti disponibili 303.342,46 euro; dopo la variante, ne resteranno appena 15.583,21.
In sostanza, il salvadanaio del progetto viene quasi svuotato per coprire nuovi lavori e adeguamenti diventati necessari durante l’esecuzione del cantiere.
Quasi 288mila euro assorbiti dalla variante
La variante pesa per 287.759,25 euro sul quadro economico dell’opera. L’importo contrattuale dei lavori passa da 1.064.284,13 euro a 1.238.470,17 euro, con un aumento netto di 174.186,04 euro, oltre IVA al 10%.
I maggiori lavori resteranno affidati alla stessa impresa, G.A. Impianti Tecnologici S.r.l., alle condizioni del contratto originario e con applicazione del ribasso d’asta già previsto.
Il motivo: reperti archeologici sotto il cantiere
Il cuore della vicenda è sotto terra. Durante gli scavi per le fondazioni sono emersi reperti e strutture di interesse archeologico non rilevati nelle indagini preventive. La Direzione lavori ha quindi sospeso le attività nell’area interessata, mentre la Soprintendenza ha prescritto il riposizionamento del fabbricato.
Tradotto: l’asilo si farà nello stesso lotto, ma non esattamente dove era stato previsto nel progetto iniziale.
Le scadenze PNRR: la corsa finisce il 31 agosto
Il nodo più delicato resta il tempo. In origine il cronoprogramma prevedeva la fine dei lavori entro il 31 marzo 2026 e il collaudo entro il 30 giugno 2026.
Poi le indicazioni nazionali sul PNRR e la circolare del Ministero dell’Istruzione del 28 maggio 2026 hanno spostato automaticamente il termine ultimo al 31 agosto 2026 per gli interventi ammessi con gli avvisi 2024 e 2025.
Il Comune di Ciampino ha sottoscritto l’addendum e ha allineato il cronoprogramma alla nuova scadenza.
Altri 62 giorni, ma senza più margini
La variante concede 62 giorni naturali e consecutivi in più. Il nuovo termine di ultimazione dei lavori diventa quindi il 31 agosto 2026. È la data chiave dell’intera operazione.
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Se il cantiere rispetterà il programma aggiornato, il nuovo asilo potrà entrare nella partita dell’anno scolastico 2026-2027.
Ma il margine appare ormai ridottissimo: l’opera arriva al rush finale con modifiche tecniche rilevanti e quasi tutte le economie di gara già impegnate.
Il nuovo asilo dentro un’area oggi verde
Il progetto prevede un edificio a un solo piano, di circa 789 metri quadrati, in un’area comunale all’angolo tra via Palermo e via Mura dei Francesi, accanto alla scuola Gianni Rodari.
La struttura sarà dotata di impianti moderni: pompa di calore, solare termico, ventilazione meccanica controllata, impianto fotovoltaico, illuminazione esterna, impianti elettrici, idrici e antincendio.
L’area interessata è descritta negli atti come un parco pubblico recintato, con alberature, percorsi pedonali, panchine e lampioni. Il nuovo nido nascerà dunque in un contesto urbano già vissuto dal quartiere, vicino a servizi scolastici esistenti e in una zona residenziale.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’offerta educativa per la prima infanzia, creando 72 nuovi posti per i bambini del territorio.
La partita politica: opera utile, ma cantiere in salita
La sostanza è chiara: Ciampino avrà un nuovo asilo nido finanziato dal PNRR, ma il cantiere si è trasformato in una corsa contro il tempo.
I reperti archeologici hanno imposto una variante, la variante ha fatto salire i costi e i maggiori costi hanno quasi azzerato le economie di gara.
Ora tutto si concentra su una data: 31 agosto 2026. Da lì passerà la vera prova dell’opera promessa alle famiglie.
Un asilo utile, atteso, necessario, ma arrivato al traguardo con il fiato corto, i conti più pesanti e pochissimo margine per sbagliare.
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