Il ricorso è stato presentato una delle aziende che operano nella zona. Il Comune di Frascati è stato quindi chiamato dai giudici a spiegare tutto.
Il Tribunale non ha però ancora annullato il provvedimento del Comune che ha comportato l’apposizione su strada del nuovo cartello stradale, ma con l’ordinanza pubblicata il 23 giugno i giudici hanno chiesto all’Amministrazione comunale frascatana di depositare tutti gli atti e chiarire la vicenda.
La strada tra Frascati e Roma
A presentare ricorso è stata una società attiva nel settore della distribuzione all’ingrosso di vini, bevande e prodotti alimentari. Una società che ha bisogno di camion per svolgere il proprio lavoro. La sede di questa azienda si trova in Via San Giacinto.
La particolarità sta nel fatto che via San Giacinto è una traversa di via Vermicino, una strada stretta e lunga circa 1 chilometro ricadente nel territorio del comune di Frascati.
Questa strada senza uscita però termina, proprio nell’ultimissimo tratto, nell’ultimo lembo del comune di Roma, dove risiede appunto l’azienda in questione.
Secondo la ricorrente, quel divieto di transito posto dal Comune di Frascati avrebbe impedito ai mezzi commerciali della società romana di raggiungere la proprietà aziendale.
Un provvedimento capace, dunque, di bloccare completamente l’attività economica dell’impresa, che ha bisogno di servirsi di automezzi pesanti
Il Comune non si costituisce e il cartello sparisce
Il punto più delicato della vicenda giudiziaria è però un altro: il Comune di Frascati non si è costituito in giudizio.
Alla Camera di consiglio del 23 giugno, la società ha dichiarato che, dopo la notifica del ricorso, il cartello di divieto contestato sarebbe stato rimosso.
Una circostanza rilevante: prima il divieto, poi il ricorso, infine la sparizione del segnale. I giudici del TAR del Lazio, però, non hanno chiuso la questione.
Il Tribunale vuole vedere le carte
Il Tribunale ha ordinato al Comune di Frascati di depositare entro 30 giorni tutta la documentazione utile: l’eventuale provvedimento amministrativo che ha disposto il divieto, gli atti collegati e una relazione di chiarimenti.
Tradotto dal linguaggio giudiziario: il Comune di Frascati deve spiegare chi ha deciso quel divieto, quando, perché e sulla base di quali atti.
Rinviata la decisione
Il Tribunale ha rinviato il prosieguo alla Camera di consiglio al 20 ottobre, anche tenendo conto dell’avvenuta rimozione del cartello dichiarata dalla società ricorrente.
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Tra le altre questioni, c’è da decidere anche chi deve pagare le spese della fase cautelare, decisione che sarà presa più avanti. La partita, dunque, resta aperta e si giocherà sulle carte che il Comune sarà in grado di produrre.
Ora Frascati deve spiegare
Il caso di via di San Giacinto non è solo una questione di traffico, è una vicenda che riguarda il rapporto tra pubblica amministrazione, attività economiche e trasparenza degli atti.
Se un Comune limita il passaggio dei mezzi commerciali, soprattutto lungo una strada che serve proprietà private e aziende, deve poter dimostrare la solidità del percorso amministrativo seguito.
Per ora il Tribunale non ha bocciato il Comune di Frascati, ma lo ha messo davanti a una richiesta precisa: portare i documenti.
Sembra strano, infatti che una società privata debba ricorrere alla giustizia per vedersi riconoscere il sacrosanto diritto a sopravvivere.
Questo, naturalmente, a meno che il Comune di Frascati non dimostri gli incontestabili motivi per cui quel segnale di divieto andava installato, senza che ci fosse possibilità di una soluzione alternativa.























