Tradotto: il cantiere non parte domani, ma il Comune di Ciampino mette nero su bianco la sua scommessa sportiva, urbanistica e politica.
La Giunta fa partire l’iter
Con la Delibera n. 177 del 24 giugno, l’Amministrazione guidata dalla sindaca Emanuela Colella ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione per la realizzazione di un impianto sportivo coperto polivalente.
È il primo atto pesante della partita: serve a definire obiettivi, costi, funzioni e contenuti dell’opera, ma soprattutto a presentare la candidatura al bando nazionale.
Un impianto per quattro sport
Il nuovo palazzetto del Comune di Ciampino dovrebbe ospitare
- pallavolo,
- pallacanestro,
- tennis indoor,
- sitting volley.
Quest’ultima disciplina non è un dettaglio: serve a rafforzare il profilo inclusivo del progetto, perché il sitting volley è una disciplina paralimpica.
La struttura, nelle intenzioni del Comune di Ciampino, dovrà essere utilizzabile anche per attività scolastiche, agonistiche, amatoriali, sociali e sportive inclusive.
Dove dovrebbe nascere
L’area scelta è via Calò, in prossimità della sede territoriale della ASL.
Una collocazione non casuale, almeno nella narrazione amministrativa: il Comune punta a presentare il futuro impianto come un polo tra sport, salute, prevenzione e inclusione sociale.
Un luogo capace di servire Ciampino, ma anche un bacino più ampio legato ai Castelli Romani e al quadrante sud-est romano.
Il conto: 3,46 milioni di euro
Il costo complessivo stimato è di 3.460.000 euro.
Di questi, 3 milioni dovrebbero arrivare dal finanziamento statale richiesto tramite il bando “Sport e Periferie 2026”.
Il Comune di Ciampino, in caso di vittoria del bando, si impegna a mettere 460mila euro di cofinanziamento, con risorse proprie e/o mutuo. È qui che la promessa sportiva diventa anche una scelta di bilancio.
Non solo campo: spogliatoi, tribune e servizi
Il progetto prevede:
- campo multisport coperto,
- spogliatoi per atleti e arbitri,
- infermeria,
- depositi,
- reception,
- ufficio gestione,
- sala riunioni per associazioni,
- servizi igienici,
- tribune per il pubblico.
L’impianto dovrà essere accessibile, senza barriere architettoniche, con percorsi dedicati, posti per persone con disabilità e spazi pensati anche per lo sport paralimpico.
La parte verde del progetto
Il documento punta molto anche sulla sostenibilità: fotovoltaico in copertura, pompe di calore, illuminazione LED, ventilazione meccanica controllata, recupero delle acque meteoriche e riduzione dei consumi.
L’obiettivo dichiarato è costruire un edificio moderno e meno costoso da gestire.
Sulla carta, il palazzetto dovrebbe consumare meno di una struttura tradizionale e produrre parte dell’energia necessaria.
I tempi veri
Il cronoprogramma parla di 35 mesi complessivi dall’eventuale ammissione a finanziamento: progettazione, verifiche, gara, lavori, collaudo e apertura.
La fase più lunga sarebbe il cantiere, stimato in 18 mesi.
Dunque la notizia politica è chiara: Ciampino parte con la candidatura, ma il traguardo resta lontano e dipende prima di tutto dall’arrivo dei fondi.
Una struttura importante per Ciampino
Il nuovo palazzetto è una promessa ambiziosa: più sport, più inclusione, più servizi pubblici.
Ma per ora è anche una scommessa amministrativa.
Il Comune di Ciampino ha apparecchiato la candidatura e messo sul tavolo la propria quota. Ora dovrà superare il giudizio del bando, trovare copertura reale alle risorse comunali e trasformare un documento in un’opera visibile.
Una nuova struttura che, in una città a così alta densità di popolazione, oltre a quella agonistica avrebbe anche diverse importanti funzioni, come valvola di sfogo, luogo di socializzazione e centro sportivo per tenersi in forma.
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