Dopo poche settimane dall’approvazione del progetto, la Città Metropolitana di Roma Capitale ha subito iscritto in bilancio quasi 7 milioni di euro per mettere in sicurezza la scarpata e rimettere in moto l’iter verso il cantiere.
Dopo una lunga stagione di disagi, deviazioni e attese, il collegamento tra Genzano, Nemi e l’area del lago torna così al centro della programmazione ufficiale.
La svolta dopo anni di chiusura
La novità è contenuta nel decreto n. 120 del 24 giugno 2026, firmato dal sindaco metropolitano.
L’atto approva in via d’urgenza una variazione al bilancio 2026-2028 e inserisce l’intervento nel Programma triennale delle opere pubbliche, elenco annuale 2026.
Tradotto: ci sono risorse finanziarie che ora risultano ufficialmente agganciate all’opera e possono alimentare la fase successiva dell’intervento.
Quasi 7 milioni contro le frane
L’importo esatto è di 6.841.575,84 euro. Una cifra rilevante, finanziata attraverso il Piano degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico.
Non si tratta quindi di una semplice manutenzione ordinaria, ma di un intervento strutturale su una strada provinciale rimasta ferma troppo a lungo.
La S.P. 79/b “Genzano Lago” è chiusa al regolare traffico veicolare dal maggio 2023, dopo una serie di fenomeni franosi.

Il punto politico della vicenda
Dopo anni di disagi, carte, verifiche e attese, la Città Metropolitana prova a mettere il turbo su una ferita aperta della viabilità dei Castelli Romani.
La strada non è una scorciatoia secondaria, ma un collegamento delicato tra Genzano, Nemi e l’area del lago, Museo delle Navi romane compreso.
La sua chiusura ha pesato su residenti, attività economiche, turismo e mobilità locale.
Che cosa prevede il progetto
Il progetto riguarda la messa in sicurezza della scarpata prospiciente la strada provinciale.
Gli uffici tecnici hanno collegato la criticità all’assetto geomorfologico del versante, alle caratteristiche dei materiali affioranti e alla vegetazione dell’area.
In parole semplici: il problema non è una buca da rattoppare, ma un intero versante instabile da consolidare prima di poter pensare a una riapertura davvero sicura.
Iter avanzato, ma non ancora cantiere
L’opera non nasce oggi. Il progetto di fattibilità era già stato approvato in linea tecnica nel giugno 2024.
Poi sono arrivati la Conferenza di servizi chiusa positivamente, il finanziamento ministeriale, il progetto esecutivo trasmesso ad aprile 2026, la validazione a maggio e l’approvazione in linea tecnica del 20 maggio.
Ora l’iscrizione in bilancio consente di procedere con gli atti gestionali.
Tutti aspettano l’inizio dei lavori
Il decreto non assegna ancora i lavori e non indica una data ufficiale di apertura del cantiere, però mette l’intervento nelle condizioni amministrative per partire.
Gli atti successivi dovranno riguardare gli impegni di spesa, le procedure di affidamento e la gestione operativa del finanziamento.
La partita vera, adesso, è trasformare i quasi 7 milioni di euro iscritti a bilancio in ruspe, operai e messa in sicurezza reale.
La strada verso la riapertura
La Genzano-Nemi non riaprirà con questo decreto, ma il decreto è il passaggio che mancava per sbloccare l’intervento.
Dopo la lunga stagione della strada chiusa e delle frane, l’opera entra finalmente nel perimetro finanziario e programmatorio dell’ente.
Ora la domanda politica è una sola: quanto tempo servirà ancora perché quei soldi diventino cantiere e il cantiere diventi strada riaperta?























