Il Comune Marino, infatti, ha appena approvato una variante tecnica che rimodula alcune lavorazioni del cantiere PNRR su viabilità, parcheggi, scalinata e sistemazione paesaggistica dell’area.

La novità: variante a costo zero
L’ultima novità è contenuta nella Determinazione dirigenziale n. 799 del 23 giugno, firmata dall’Area V del Comune di Marino.
L’atto approva una perizia di variante “senza modifica dell’importo contrattuale”.
Tradotto: il progetto cambia, alcune opere vengono corrette o rimodulate, ma il quadro economico resta fermo. Nessun nuovo salasso, almeno sulla carta. Il cantiere viene aggiornato per andare avanti dentro il perimetro già finanziato.
Il conto resta a 2,42 milioni
L’intervento vale complessivamente 2 milioni e 420mila euro. La base originaria era di 2,2 milioni, poi rafforzata con altri 220mila euro del Fondo Opere Indifferibili.
Il nuovo quadro economico conferma 1.716.807,62 euro per i lavori e 703.192,38 euro come somme a disposizione. In soldoni: Marino mette mano a uno dei cantieri simbolo dell’area stazione senza dichiarare nuovi costi.
Il Progetto PNRR di MArino, ricordiamo, è suddiviso in 6 diversi ambiti.

Cosa cambia davvero
La determina non entra nel dettaglio minuto delle singole lavorazioni modificate, rimandando agli allegati tecnici della perizia, al momento non pubblicati.
Però il senso amministrativo è chiaro: durante l’esecuzione sono emerse esigenze di cantiere e i direttori dei lavori hanno disposto modifiche di dettaglio. Alcune voci aumentano, altre diminuiscono, ma il saldo resta invariato. È una variante tecnica, non una rivoluzione progettuale.
Il progetto dei tornanti
Il cuore dell’opera è la trasformazione dell’area urbana dei tornanti della stazione Fs di Marino.
Il progetto prevede consolidamento, sistemazione paesaggistica, nuova viabilità, aree di parcheggio e una scalinata.

Non un semplice maquillage, ma un intervento pensato per riorganizzare uno degli accessi più delicati della città, dove mobilità, sosta e decoro urbano si intrecciano ogni giorno con il flusso dei pendolari.
Scalinata, parcheggi e nuova viabilità
Nella storia del progetto c’è l’idea di restituire ordine a un’area da anni complicata: tornanti stretti, spazi di sosta da razionalizzare, collegamenti da rendere più leggibili e un affaccio panoramico da valorizzare.
Il pacchetto PNRR punta proprio a questo: trasformare una zona di passaggio in una porta urbana più sicura, più ordinata e più presentabile, con parcheggi e percorsi migliori per chi arriva alla stazione.
La scalinata di peperino
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Dentro la stessa cornice urbana rientra anche il tema della storica scalinata di peperino, indicata nei precedenti passaggi amministrativi come parte del riordino dell’area.
Un dettaglio solo in apparenza minore: a Marino pietra, salite e scalinata non sono arredo urbano qualsiasi, ma pezzi di identità cittadina.

Per questo il progetto non riguarda solo le auto, ma anche l’immagine complessiva della città.
PNRR e tempi stretti
Essendo finanziato con fondi PNRR, il cantiere non può permettersi leggerezze. Ogni modifica deve essere tracciata, motivata e formalizzata.
La variante approvata serve anche a questo: blindare il percorso amministrativo, consentire alle imprese di lavorare sulle modifiche e avvicinare la chiusura dell’intervento senza aprire una nuova partita economica.
La fine dei lavori, insomma, passa anche da questi atti tecnici.
Chi lavora sul cantiere
La perizia è stata redatta dall’ingegner Alessandro Cocco, direttore dei lavori per le opere strutturali e coordinatore della sicurezza, e dall’architetta Donatella Pino, direttrice dei lavori per le opere architettoniche.
Il responsabile unico del procedimento è l’architetto Michele Gentilini. L’impresa affidataria è l’ATI verticale Talca Appalti Srl, con Ellebi Costruzioni Srl.
Il nodo
La notizia, per i cittadini, è semplice: il progetto della stazione cambia ancora, ma il conto non sale.
Resta da vedere se la variante sarà davvero l’ultimo passaggio prima del traguardo.
Perché sui cantieri PNRR la differenza tra un’opera riuscita e un’occasione sprecata si misura alla fine: quando le transenne spariscono, i parcheggi funzionano, la viabilità regge e la scalinata torna davvero alla città.
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