Il Comune gandolfino ha naturalmente una assicurazione su questo tipo di eventi, ma la compagnia assicuratrice, secondo quanto riferito nei giorni scorsi in Consiglio comunale, non intende coprire la spesa.
A questo punto toccherebbe all’Amministrazione ripagare il danneggiato, ma il Comune ha deciso di fermare il riconoscimento del debito fuori bilancio.
Il debito sparisce dall’aula e viene sospeso
All’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale c’era infatti il riconoscimento del debito fuori bilancio legato alla caduta del masso in via dei Pescatori, una delle strade più delicate e frequentate del lungolago.
Ma il punto non è stato votato: è stato ritirato. Una scelta pesante, perché il Comune di Castel Gandolfo, almeno per ora, non vuole mettere il conto direttamente sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini.
La mossa del sindaco De Angelis
A spiegare la retromarcia è stato direttamente il sindaco Alberto De Angelis.
La linea dell’Amministrazione è chiara: prima di riconoscere il debito, il Comune di Castel Gandolfo vuole andare fino in fondo con l’assicurazione.
Esattamente non sappiamo cosa la compagnia assicuratrice contesti. Possiamo immaginare che avrà giustificato il rifiuto di pagare con una delle ‘infinite’ clausole che tutti ben conosciamo.
L’Ente comunale, però, non ci sta e intende affidare un incarico a un legale per valutare un’azione contro la compagnia assicuratrice.
Tradotto: prima di pagare, il Palazzo prova a far pagare chi, secondo l’Amministrazione, dovrebbe intervenire, cioè l’assicurazione.
La beffa dopo il masso
Il caso nasce dalla caduta di un grosso masso dal costone del Lago Albano, finito su via dei Pescatori e precipitato su un’auto in sosta.
Per fortuna non ci furono feriti, ma l’immagine della macchina schiacciata dalla roccia è diventata il simbolo plastico di un problema noto: quel tratto di lungolago è fragile, esposto, delicato.
E adesso, oltre alla sicurezza, c’è anche il conto da saldare.
Una strada chiusa per pericolo
Dopo il distacco, il Comune di Castel Gandolfo aveva disposto il divieto di transito a veicoli e pedoni nel tratto interessato, con strada chiusa, segnaletica di pericolo per caduta massi e divieto di sosta nell’area sterrata vicino all’ex depuratore.
Una misura obbligata, perché il rischio non era teorico ma concreto. Il masso era già venuto giù.
La domanda politica, ora, è un’altra: perché il conto deve restare appeso al bilancio comunale?
Il costone da mettere in sicurezza
La vicenda si inserisce nel più ampio progetto di messa in sicurezza del costone roccioso di via dei Pescatori, sul lungolago di Castel Gandolfo.
Un intervento da circa 1,8 milioni di euro, finanziato con fondi pubblici, pensato per mitigare il dissesto idrogeologico e proteggere strada, abitazioni, infrastrutture e frequentatori dell’area.
L’obiettivo è intervenire contro la caduta massi con opere di protezione attiva e passiva.

Il progetto va avanti
Negli ultimi mesi il Comune di Castel Gandolfo ha compiuto nuovi passaggi tecnici sul progetto, compreso l’affidamento della verifica necessaria alla validazione dell’intervento.
In sostanza, il cantiere della sicurezza procede, ma il caso del masso caduto resta come una ferita aperta.
Da una parte c’è l’opera pubblica per prevenire nuovi distacchi. Dall’altra c’è il danno già avvenuto, con un’assicurazione che non vuole pagare e un debito che il Consiglio comunale ha congelato.
Il nodo politico
Il ritiro del punto non chiude la partita. Se il Comune di Castel Gandolfo vincerà il braccio di ferro con l’assicurazione, il peso economico potrebbe non ricadere sulle casse dell’Ente.
Se invece la compagnia resterà ferma sulla propria posizione, il debito potrebbe tornare in aula.
E allora la vicenda del masso non sarà più soltanto una storia di frane, sicurezza e lungolago: diventerà anche una questione di responsabilità amministrativa e di soldi pubblici.
Leggi anche: Lago Albano, il Tribunale gela gli stabilimenti balneari: cabine e chioschi vanno smontati a fine stagione
























