Al centro della protesta ci sono le modalità del nuovo bando per la concessione dello stadio, ritenute dagli ultras poco attente alla storia e all’identità della società calcistica.
Nel documento vengono chiesti rispetto, chiarezza e una maggiore tutela nei confronti della squadra che per anni ha rappresentato la città nei campionati nazionali.
Il bando del Comune di Ardea per la gestione dello stadio Mazzucchi
Il Comune di Ardea ha messo a gara la gestione di due impianti sportivi comunali: lo stadio “Marco Mazzucchi” di via Rieti angolo via Taormina e il campo sportivo di via Campo di Carne. Entrambi sono strutture esistenti ma in condizioni tali da richiedere interventi importanti di riqualificazione.
La scelta dell’amministrazione è quella di non affidare una semplice gestione, ma di utilizzare lo strumento del project financing, previsto dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). In pratica, si chiede a soggetti privati di presentare proposte progettuali complete: lavori di ammodernamento, piano economico e gestione degli impianti.
Il modello è quello del partenariato pubblico-privato. Il privato che si aggiudica la procedura non riceve un pagamento diretto dal Comune. Il suo guadagno deriva dalla gestione delle strutture sportive e delle attività collegate.
Il soggetto privato che partecipa deve presentare un progetto di riqualificazione degli impianti, assumendosi anche la manutenzione ordinaria e straordinaria. In cambio degli investimenti, il concessionario potrà gestire gli impianti e incassare i proventi delle attività sportive e dei servizi collegati.
Il bando è strutturato come una procedura “aperta e non vincolante”. Il Comune precisa infatti che non è obbligato a proseguire con la gara finale. In altre parole, questa prima fase serve solo a raccogliere idee progettuali. Solo dopo, eventualmente, si potrà arrivare a una vera concessione.
La lettera aperta del gruppo Ultras indirizzata al Comune di Ardea
Il Gruppo Ultras della Nuova Florida Calcio ha espresso le proprie perplessità nei confronti del bando per l’affidamento dello stadio Mazzucchi attraverso una lunga lettera rivolta all’Amministrazione comunale di Ardea.
Fin dalle prime righe il tono è deciso. Gli ultras spiegano di parlare non solo come cittadini, ma come sostenitori storici della squadra.
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Secondo gli ultras, il provvedimento non garantirebbe un’adeguata tutela alla società sportiva e rappresenterebbe un ulteriore episodio di distanza tra l’Amministrazione e il mondo del calcio locale.
La contestazione degli ultras: il nodo della “tutela della squadra”
La protesta del Gruppo Ultras della Nuova Florida Calcio non riguarda tanto la riqualificazione degli impianti, quanto le modalità del bando e il rischio percepito di perdita di centralità della squadra locale nella gestione dello stadio Mazzucchi di Ardea.
Secondo il gruppo, il nuovo sistema non garantirebbe una tutela sufficiente alla società sportiva che per anni ha rappresentato Ardea nei campionati nazionali.
Gli ultras contestano soprattutto il fatto che il bando sia aperto a qualsiasi operatore economico e non preveda un ruolo prioritario per la realtà calcistica locale.
Sostengono inoltre che la decisione sia stata assunta senza tenere nella giusta considerazione il valore che la Nuova Florida Calcio ha rappresentato per il territorio.
Nel testo della loro lettera si legge:
“Siamo venuti a conoscenza delle modalità con cui è stato strutturato il nuovo bando per la concessione del nostro stadio: una decisione che, ancora una volta, ci appare miope e del tutto priva di tutela nei confronti della nostra squadra. Non è questa la prima volta che ci troviamo a constatare la vostra assenza, ma oggi abbiamo deciso che è il momento di rompere il silenzio”.
Il gruppo evidenzia inoltre come la vicenda rappresenti il punto di arrivo di un malcontento maturato nel tempo.
Il richiamo alla storia della Nuova Florida Calcio
Uno dei passaggi più significativi della lettera riguarda il legame tra la squadra e il territorio.
Gli ultras ricordano gli anni in cui la Nuova Florida Calcio ha portato il nome di Ardea nei campionati italiani, contribuendo a dare visibilità alla città.
Secondo i firmatari, proprio in quel periodo sarebbe mancato un adeguato sostegno da parte dell’Amministrazione comunale:
“Avremmo dovuto far sentire la nostra voce molto prima, quando la nostra squadra portava con orgoglio il nome del nostro quartiere e della nostra città su tutti i campi d’Italia, facendoci conoscere e rispettare a livello nazionale.
In quegli anni di grandi imprese sportive, mentre noi eravamo sugli spalti a sostenere i nostri colori, l’amministrazione è rimasta a guardare, dimostrando un disinteresse costante per lo sport e per ciò che rappresenta per questa comunità.”
Per il gruppo, il valore della società va oltre i risultati sportivi e rappresenta una parte importante dell’identità cittadina.
Il tema non è quindi solo gestionale, ma identitario. La paura espressa è che una nuova concessione possa indebolire il legame tra lo stadio e la società sportiva che lo ha utilizzato negli anni.
“La nostra storia non si tocca”
Il cuore della protesta si concentra su un elemento tecnico del bando: la totale apertura alla concorrenza e la possibilità che anche soggetti esterni al territorio possano presentare progetti e ottenere la gestione.
Per gli ultras questo significa un rischio concreto di “smantellamento” del rapporto storico tra squadra e impianto.
Nel testo gli ultras sottolineano che la questione non riguarda aspetti amministrativi o procedurali:
“A noi interessa una sola cosa: il rispetto.”
Il documento prosegue ribadendo il forte legame tra i tifosi e la squadra.
“Il Nuova Florida Calcio non è solo una società sportiva, è un pezzo della nostra identità, è la nostra storia, fatta di sudore, di trasferte, di vittorie e di un attaccamento viscerale che non conosce compromessi.
Chi pensa che un bando possa cancellare decenni di sacrifici o che possa calpestare la nostra casa sbaglia i propri conti, la storia non si cancella e la nostra fede è eterna.
Non permetteremo a nessuno, dietro un ufficio o una scrivania, di smantellare ciò che abbiamo costruito con amore e passione.”
È il passaggio che sintetizza il messaggio lanciato dal gruppo, accompagnato dallo slogan:
“La nostra storia non si tocca”.
La richiesta di un confronto
Nella parte conclusiva della lettera gli ultras si rivolgono direttamente agli amministratori, invitandoli a riflettere sulle conseguenze delle decisioni che saranno assunte.
“Vi chiediamo di fermarvi a riflettere: volete essere ricordati come coloro che hanno ostacolato la crescita e la dignità di una realtà sportiva che ha dato lustro a questa città, o come amministratori capaci di tutelare il bene comune e le passioni di chi vive questo territorio?
Il punto centrale resta il bilanciamento tra apertura del mercato e tutela delle realtà sportive storiche del territorio.
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