Secondo la famiglia Damizi, proprietaria dell’edificio, la storia della scuola affonda le radici negli anni Sessanta. L’immobile, infatti, fu costruito nel 1960 dai fratelli Giuseppe e Giulio Damizi proprio su richiesta del Comune di Aprilia, con l’obiettivo di mettere a disposizione della città un complesso destinato all’istruzione.
Le proposte e i silenzi del Comune di Aprilia
Da allora, spiegano i proprietari, l’edificio è sempre stato concesso in locazione al Comune di Aprlia attraverso una serie di contratti che prevedevano la manutenzione ordinaria e straordinaria interamente a carico del Comune stesso.
Secondo la proprietà dell’immobile però il Comune di Aprilia avrebbe trascurato di mettere in opera quegli interventi che avrebbero reso l’edificio a norma, causandone il progressivo degrado:
“Nel corso degli anni il Comune non ha provveduto agli adeguamenti normativi previsti né ha mantenuto l’immobile ai livelli di efficienza richiesti per una struttura scolastica, determinando un progressivo e inesorabile degrado dell’edificio.”
Le proposte sul plesso Gramsci ignorate dal Comune di Aprilia
Nel febbraio 2018 è stato sottoscritto un nuovo contratto di locazione, definito sulla base della valutazione dell’Agenzia del Territorio:
“Abbiamo inoltre subito il blocco dell’adeguamento Istat previsto dalla normativa, senza alcun aggiornamento del canone al costo della vita.”
La proprietà evidenzia come, già dal 2020, abbia cercato di aprire un confronto con l’amministrazione comunale per individuare una soluzione definitiva:
“La prima manifestazione di interesse è stata inviata via PEC il 3 novembre 2020. Abbiamo proposto al Comune di acquistare l’immobile a un prezzo in linea con la stima dell’Agenzia del Territorio, pari a meno del 25% di quanto oggi si prevede di spendere per la realizzazione della nuova scuola Gramsci.”
Tra le ipotesi avanzate figuravano anche una formula di rent to buy, con l’impegno della proprietà a realizzare direttamente gli interventi di adeguamento richiesti, e persino un project financing per costruire una nuova scuola.
La proprietà sostiene di aver dato piena disponibilità, senza mai ricevere risposta:
“La nostra disponibilità era totale. Il contratto comprende anche il terreno adiacente alla centrale termica, che avrebbe potuto ospitare una palestra attraverso un pallone tensostatico. Eppure il Comune non si è mai pronunciato formalmente sulle nostre proposte.”
L’ultimo incontro ad aprile poi la decisione inaspettata
Il confronto con il Comune di Aprilia sarebbe proseguito anche quest’anno. Il 17 aprile 2026 la proprietà ha chiesto un incontro tramite PEC, tenutosi il 22 maggio alla presenza del dirigente Terribili e della responsabile Pennini.
In quell’incontro i proprietari dell’edifico che ospita la scuola Gramsci hanno rinnovato le loro proposte di vendita al Comune di Aprilia:
“In quella sede abbiamo ribadito la disponibilità a vendere l’immobile oppure a rivedere il contratto di locazione, facendoci carico anche degli interventi più urgenti sull’impianto elettrico e sulla centrale termica. Dopo quell’incontro, però, non abbiamo più ricevuto alcuna comunicazione.”
All’incontro non è seguito alcun cenno di risposta alle proposte avanzate. I proprietari hanno appreso della decisione del Comune di traslocare la scuola Gramsci soltanto attraverso gli organi di informazione.
Di questo si dichiarano stupiti e amareggiati:
“Rimaniamo stupiti e amareggiati perché, dopo decenni di rapporti con il Comune e dopo aver manifestato più volte la nostra disponibilità a trovare soluzioni condivise, siamo venuti a conoscenza delle intenzioni dell’amministrazione leggendo i quotidiani.”
La proprietà esprime inoltre forti perplessità sul progetto di trasferimento delle attività scolastiche negli spazi del municipio:
“Si prospettano ingenti spese per adeguare edifici che non sono nati per ospitare una scuola, con un complesso trasferimento di uffici e studenti, senza risolvere criticità storiche come la mancanza di una palestra. Temiamo che quella individuata sia una soluzione soltanto provvisoria e inadeguata.”
Infine, un richiamo al valore identitario dell’istituto:
“Sarebbe un peccato perdere l’identità della scuola Gramsci, che negli anni ha raggiunto risultati prestigiosi anche a livello nazionale e internazionale.”
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