Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha però respinto la richiesta di intervento urgente per sospendere immediatamente la decisione della scuola.
La motivazione dei giudici è probabilmente data dal fatto che la discussione del merito della richiesta è stata già fissata con un’udienza del 4 agosto e quindi ci sarà, nell’eventualità di accoglimento, tutto il tempo di riammettere la giovane al secondo anno delle medie.
Il ricorso della famiglia della studentessa di Ardea
La vicenda nasce dopo gli scrutini finali dell’anno scolastico 2025-2026, tenutisi lo scorso giugno.
Il Consiglio di classe dell’Istituto comprensivo Ardea 2 ha deciso di non ammettere l’alunna alla seconda classe della scuola secondaria di primo grado. La ragazza, in pratica, dovrà nuovamente frequentare la prima media.
Non si conoscono al momento i motivi della decisione del Consiglio di classe.
I genitori della ragazza hanno quindi impugnato il provvedimento davanti al TAR del Lazio, chiedendone l’annullamento e, soprattutto, una sospensione immediata degli effetti della bocciatura, per consentire alla figlia di non subire le conseguenze della decisione della scuola, in attesa poi del giudizio definitivo dei giudici.
Il No (per ora) dei giudici
Il presidente della Terza Sezione Bis del TAR, chiamato a pronunciarsi in via d’urgenza, non ha però accolto la richiesta dei genitori.
Nel decreto viene spiegato che, allo stato degli atti, non ci sono le condizioni per adottare una misura cautelare immediata senza prima ascoltare anche l’altra parte, cioè il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Istituto comprensivo Ardea 2, che al momento della decisione non si erano ancora costituiti nel procedimento.
Il giudice osserva infatti che la vicenda “merita una più specifica e approfondita trattazione nella sede collegiale” e che è necessario garantire il pieno contraddittorio tra le parti prima di assumere qualsiasi decisione.
In altre parole, il TAr del Lazio non ha ritenuto opportuno intervenire sulla bocciatura con un provvedimento urgente firmato dal solo presidente, preferendo demandare la valutazione al collegio dei magistrati e quando avrà visionato tutte le carte.
La scuola dovrà produrre tutti gli atti
Pur respingendo la richiesta immediata dei genitori, il Tribunale ha disposto un passaggio importante.
L’Istituto comprensivo Ardea 2 dovrà infatti depositare una relazione dettagliata sulla vicenda, accompagnata da tutta la documentazione ritenuta utile per consentire ai giudici di comprendere come si è arrivati alla decisione di non promuovere la studentessa.
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Il decreto invita espressamente l’amministrazione scolastica a fornire “una relazione di chiarimenti sulla controversia” e copia degli atti necessari per decidere il ricorso.
Si tratta di un passaggio frequente nei giudizi amministrativi che riguardano le valutazioni scolastiche.
I giudici chiedono infatti di poter esaminare verbali, giudizi, valutazioni e ogni documento che possa dimostrare il percorso seguito dal consiglio di classe.
Nessuna decisione sul merito
È importante sottolineare che il TAR non si è ancora espresso sulla correttezza o meno della bocciatura.
Il decreto riguarda esclusivamente la richiesta di sospensione urgente presentata dalla famiglia e non affronta il merito della controversia.
Anzi, lo stesso giudice evidenzia che le questioni sollevate dai ricorrenti richiedono un esame più approfondito, rinviando ogni valutazione alla successiva fase del procedimento.
Questo significa che la decisione della scuola resta efficace, almeno fino alla nuova udienza.
L’udienza fissata ad agosto
Per evitare tempi lunghi, il Tribunale amministrativo ha già fissato la Camera di consiglio per martedì 4 agosto 2026.
In quella sede il collegio esaminerà le argomentazioni dei genitori, la documentazione che verrà prodotta dalla scuola e le eventuali difese dell’amministrazione scolastica.
Solo dopo questo confronto potrà essere stabilito se sussistono i presupposti per sospendere la bocciatura.
Una vicenda ancora aperta
La partita, quindi, è tutt’altro che chiusa.
Da una parte i genitori della studentessa chiedono che venga annullata la decisione del Consiglio di classe.
Dall’altra, la scuola sarà chiamata a dimostrare che la non ammissione alla classe successiva è stata adottata nel rispetto delle regole e sulla base delle valutazioni didattiche maturate durante l’anno.
Il Tribunale, almeno per ora, non ha dato ragione né all’una né all’altra parte.
Ha semplicemente ritenuto che una decisione tanto delicata debba essere presa solo dopo aver acquisito tutti gli elementi necessari e aver garantito il confronto tra i soggetti coinvolti.
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