Non è ancora il via libera definitivo all’intero impianto, ma è un passaggio importante: autorizza i movimenti terra necessari a far avanzare un progetto già molto discusso, anche per la vicinanza al percorso della Via Sacra.
Il Sì tecnico che cambia la partita
La novità è contenuta nel provvedimento firmato il 2 luglio dal Dipartimento XI “Geologico – Difesa del suolo e Aree protette” della Città Metropolitana.
L’ente autorizza la società Petrolmass S.r.l. a eseguire i movimenti terra strettamente necessari alla realizzazione del nuovo impianto di distribuzione carburanti.
L’area è quella lungo la Via dei Laghi, ex SS 217, al km 14+331, nel territorio comunale di Nemi.
Il punto della discussione politica è chiaro: un progetto attenzionato per la sua collocazione delicata compie un altro passo avanti.
Non è il via libera totale
Il documento, però, va letto con attenzione. La Città Metropolitana dice Sì solo ai fini del vincolo idrogeologico.
In parole semplici: autorizza scavi e movimenti terra sotto il profilo della stabilità del suolo, ma non sostituisce tutti gli altri pareri necessari.
Restano quindi in piedi le verifiche urbanistiche, ambientali, paesaggistiche, sismiche e quelle legate agli ulteriori vincoli presenti sull’area.
Sarà il Comune di Nemi a dover accertare la compatibilità del progetto con lo strumento urbanistico vigente.
E qui il nodo non è secondario: il terreno risulta destinato dal PRG a “Zona L – Attività agroforestali”.
Un’area dentro il Parco dei Castelli Romani
C’è poi un altro elemento destinato ad alimentare il dibattito: il sito ricade all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani.
Un dettaglio tutt’altro che formale, perché il progetto non riguarda una zona qualsiasi, ma un quadrante sensibile, a ridosso del bosco e non lontano da uno dei percorsi simbolici dell’area, con i sentieri che salgono e scendono da Monte Cavo.
Per questo il provvedimento impone una lunga serie di prescrizioni.
Prima dell’avvio dei lavori dovranno essere acquisiti tutti gli altri nulla osta. L’area dovrà essere delimitata, eventuali alberi potranno essere tagliati solo se previsti dal progetto e dovrà essere effettuata una piantumazione sostitutiva.
L’iter burocratico
La pratica nasce da una Conferenza dei servizi decisoria indetta dal Comune di Nemi. L’istanza è stata acquisita dalla Città Metropolitana il 25 maggio.
Prima ancora, la richiesta era stata pubblicata all’Albo Pretorio comunale dal 6 al 21 maggio. Secondo quanto riportato nel provvedimento, il Comune di Nemi non ha trasmesso opposizioni od osservazioni.
Poi è arrivata una richiesta di integrazioni, formulata il primo giugno. La documentazione integrativa è stata acquisita il 15 giugno. Infine, il 2 luglio, è stato rilasciato il nulla osta idrogeologico.
Un percorso scandito da date precise, che ora porta il progetto in una fase più avanzata.
Le prescrizioni sui lavori
La Città Metropolitana chiede che i lavori siano conformi agli elaborati progettuali e che eventuali modifiche vengano sottoposte agli enti competenti.
Prima della costruzione del nuovo impianto dovranno essere svolte indagini geognostiche e geotecniche, anche per verificare l’eventuale presenza di falde superficiali.
Gli scavi dovranno avvenire con la presenza di un geologo iscritto all’Albo. Le acque meteoriche dovranno essere raccolte e convogliate correttamente.
Le superfici nude dovranno essere sistemate e rinverdite. Le terre e rocce da scavo dovranno essere gestite nel rispetto delle norme ambientali.
Le contestazioni scomparse
In linea generale, il progetto punta a realizzare un nuovo impianto di distribuzione carburanti e GPL lungo una delle arterie più note dei Castelli Romani.
Ma proprio la posizione resta il tema che crea qualche perplessità: la vicinanza al bosco, il rapporto con il Parco e l’impatto su un paesaggio già fragile.
Associazioni, movimenti e alcuni politici avevano inizialmente preso una posizione molto critica nei confronti di questo progetto.
Erano volate anche “parole pesanti”. Poi tutto è rientrato, con un silenzio generale originato né da un cambio di posizione, né da un chiarimento tra le parti. Semplicemente non se n’é più parlato.
Una scelta per il futuro dei Castelli Romani
Il tema, più che tecnico, è politico: quale idea di territorio si vuole difendere ai Castelli Romani?
Nessuno vuole condannare a priori un nuovo impianto di distribuzione di carburanti e GPL sulla via del Laghi. Tra l’altro la zona ne è sprovvista per molti chilometri e l’impianto sarebbe oggettivamente gradito agli automobilisti.
Ci si chiede se non ci sia la possibilità di individuare un luogo più adatto, meno impattante. Ma anche se ha senso cambiare il fantastico panorama di quell’area per installare un distributore di carburanti ‘fossili’ mentre il mondo corre veloce verso l’elettrico.
È una scelta che porta responsabilità anche verso il futuro dei Castelli Romani.
Il sì della Città Metropolitana non chiude la vicenda, ma la riapre su un piano ancora più concreto. Il progetto ha superato un passaggio tecnico rilevante, ma dovrà misurarsi con gli altri vincoli e con la decisione finale degli enti competenti.
Ogni ente coinvolto, per quanto gli compete, dovrà certamente fare una riflessione approfondita, tenendo conto di tutti gli aspetti, sperando che la vicenda non sia presa troppo alla leggera o non sia guidata da interessi che non sono quelli esclusivi dei cittadini.
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