Nonostante la disperata necessità di parcheggi durante la stagione estiva, da almeno quattro estati lo scenario è sempre lo stesso. Lo spiazzo resta sbarrato, inspiegabilmente inutilizzato, mentre centinaia di automobilisti sono costretti a cercare posto lungo le strade circostanti.
E puntualmente, soprattutto la domenica, arrivano gli agenti della Polizia Locale a far rispettare il Codice della Strada, elevando decine di contravvenzioni.
Sia chiaro: le regole vanno rispettate. Se c’è un divieto di sosta, è giusto che venga fatto rispettare. Ma il problema è un altro. Una città che da anni dichiara di voler puntare sul turismo può davvero permettersi di lasciare chiuso un parcheggio così grande, realizzato proprio a servizio del litorale?
Il paradosso è che mentre il parcheggio rimane chiuso per chi cerca un posto dove lasciare l’auto prima di recarsi in spiaggia, viene invece reso disponibile per ospitare un evento.
Area affittata al Motor Show
Il paradosso raggiunge il culmine proprio in questi giorni. Lo stesso parcheggio che per tutta l’estate non può essere aperto a chi si reca al mare è stato invece concesso in affitto per sedici giorni per ospitare il Motor Show.
Una procedura perfettamente regolare e legittima, ci mancherebbe. Ma la domanda resta inevitabile: se quel parcheggio può essere utilizzato per una manifestazione, perché non può esserlo anche per la sua funzione naturale durante la stagione balneare?
È difficile non vedere una contraddizione. Per sedici giorni l’area è disponibile. Per il resto dell’estate, invece, resta un enorme parcheggio fantasma, mentre migliaia di persone continuano a cercare disperatamente un posto auto. Probabilmente il parcheggio sarà aperto nel mese di agosto. Come lo scorso anno. Un mese su tre d’estate.
Eppure i turisti ad Ardea continuano ad arrivare. Scelgono il mare di Ardea nonostante il degrado di molte aree del litorale, la carenza di servizi, la scarsa manutenzione e le croniche difficoltà organizzative. Sono visitatori che spendono nei bar, nei ristoranti, negli stabilimenti, nei negozi. Eppure sembra quasi che, invece di essere accolti, vengano messi alla prova.

Nessuno si occupa dell’apertura del parcheggio di via Bergamo ad Ardea
Il problema del parcheggio per chi si reca al mare ad Ardea non è un problema di poco conto. Avere un’area così grande a disposizione e non utilizzarla risulta in contraddizione con la vocazione turistica che il litorale di Ardea vorrebbe avere.
Eppure basterebbe organizzare un servizio di apertura e chiusura, magari affidandone la gestione a un soggetto privato e prevedendo anche una tariffa, almeno nei giorni di maggiore affluenza. Sarebbe un servizio utile, ordinato e probabilmente anche capace di generare entrate per le casse comunali di Ardea.
Invece si preferisce lasciare tutto com’è: il parcheggio chiuso, le auto parcheggiate ovunque trovino spazio, il traffico congestionato e, a fine giornata, le multe sui parabrezza.
La Festa di Compleanno dei sogni: ragazzi contenti, genitori rilassati, all inclusive... solo da McDonald's
Basta inoltre spostarsi di pochi chilometri per imbattersi in parcheggi improvvisati e spesso abusivi, realizzati su terreni privati o pubblici, tollerati nell’indifferenza generale.
Un contrasto che rende ancora più difficile comprendere perché un’area pubblica destinata proprio alla sosta resti inutilizzata.
Il dubbio: ma è davvero un parcheggio?
Sul caso del parcheggio di via Bergamo ad Ardea interviene anche la consigliera comunale di maggioranza, Raffaella Neocliti, che commentando su un post social di lamentele annuncia un approfondimento destinato a fare chiarezza su un aspetto tutt’altro che secondario, quello della reale destinazione urbanistica dell’area:
«Mi chiedo se abbia effettivamente come destinazione urbanistica quella di parcheggio. Presenterò una richiesta di risposta scritta. Almeno ci togliamo il dubbio. Perché, se ha una destinazione idonea, deve essere immediatamente messo a disposizione come parcheggio».
Una domanda che arriva dai banchi della stessa maggioranza e che finisce inevitabilmente per rilanciare il tema. Perché se davvero non esistono impedimenti urbanistici o amministrativi, allora diventa ancora più difficile spiegare ai cittadini e ai turisti il motivo di quei cancelli sempre chiusi.
Ardea continua a inseguire l’obiettivo di diventare una località turistica. Ma il turismo si costruisce anche con servizi semplici ed essenziali. Come un parcheggio aperto a poche decine di metri dal mare. Perché è difficile chiedere ai visitatori di rispettare le regole quando, prima ancora, non gli si offre la possibilità concreta di farlo.
Leggi anche: Ardea, resta chiuso il parcheggio pubblico al mare… multate le auto in sosta in strada























