Il provvedimento riguarda un fabbricato ad uso abitativo, alcune pertinenze agricole e un terreno di oltre 3.600 metri quadrati. Contestualmente è stato ordinato lo sgombero dell’area entro 15 giorni dalla notifica dell’atto.
Il documento comunale è pieno di “omissis” che nascondono i dati della vicenda. Non è pertanto possibile sapere né i protagonisti della vicenda coinvolti, né dove si trovi il terreno in questione.
La vicenda parte dal 2014
L’atto pubblicato all’Albo pretorio conclude un procedimento amministrativo iniziato con un’Ordinanza di demolizione emessa negli anni passati nei confronti della proprietaria dell’immobile per una serie di opere realizzate senza il necessario titolo edilizio.
Secondo quanto ricostruito dal Comune di Latina, gli interventi erano stati eseguiti su un terreno classificato dal Piano regolatore come zona agricola “H” rurale.
Dagli accertamenti effettuati era emerso che per quelle opere non risultava rilasciato alcun permesso di costruire.
L’Ordinanza di demolizione era stata notificata nel giugno del 2014. Da quel momento è iniziato un lungo iter amministrativo e giudiziario, culminato ora con il trasferimento dell’immobile al patrimonio comunale.
Un’abitazione completa e numerosi manufatti
Le opere contestate non riguardavano un semplice manufatto, ma un complesso composto da diversi interventi edilizi.
Il documento comunale riporta esattamente l’elenco delle opere abusive:
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Realizzazione di fabbricato civile disposto su unico livello delle dimensioni di circa ml 11,50 x 11,70 con struttura in c.a. e tamponature in laterizio, tetto a doppia falda a spiovere, rifinito in tutte le sue parti e arredato con mobili e suppellettili utili a dimorarvi.
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Realizzazione manufatto deposito in c.a. delle dimensioni di circa ml 4,00 x 2,00 x h2,50.
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Realizzazione di stalla in legno sia nelle strutture verticali che orizzontali per dimensioni di circa ml 3,50 x 5,50 x h2,00.
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Realizzazione di una seconda stalletta adibita a ricovero di animali ovini (pecore e caprette) delle dimensioni di circa ml 2,00 x 2,00 x h2,00 con annessa corte recintata per il pascolo davanti delle dimensioni di circa ml 6,00 x 4,00.
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Realizzazione di muro di recinzione in laterizio posto sul fronte ingresso dell’area di accesso al lotto di proprietà della lunghezza di circa ml 20,00 x h2,30 con annesso passo carrabile in metallo pari a circa ml 4,00.
L’intero complesso insiste su un lotto di circa 3.644 metri quadrati.
Il ricorso della proprietaria respinto
La proprietaria aveva impugnato l’ordinanza di demolizione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, sezione di Latina, chiedendone l’annullamento.
Il ricorso, però, non ha modificato l’esito del procedimento.
La sentenza del TAR ha infatti dichiarato l’impugnazione in parte improcedibile e per la restante parte infondata, confermando di fatto la validità dell’azione amministrativa intrapresa dal Comune di Latina.
Terminata anche questa fase, l’obbligo di demolire le opere è rimasto in capo alla proprietaria.
Accertata l’inottemperanza
Successivamente la Polizia Locale ha effettuato un nuovo sopralluogo per verificare l’esecuzione dell’ordine impartito.
Dal verbale redatto dagli agenti è emerso che la demolizione non era stata eseguita. L’inottemperanza è stata formalmente contestata e notificata alla proprietaria nel maggio 2026.
Nel frattempo era stata anche applicata la sanzione pecuniaria prevista dalla normativa regionale per questo tipo di violazioni.
L’accertamento della mancata demolizione rappresenta il presupposto che in pratica obbliga il Comune di Latina a procedere con il successivo passaggio previsto dalla legge, cioè l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio pubblico.
L’immobile entra nel patrimonio del Comune di Latina
Con il provvedimento ora adottato, il Comune dichiara quindi acquisiti gratuitamente al proprio patrimonio disponibile sia le opere abusive sia il terreno sul quale sorgono.
L’atto dispone inoltre la trascrizione dell’acquisizione nei pubblici registri immobiliari e l’immissione in possesso dell’area da parte dell’amministrazione comunale.
Prima di questo passaggio, la proprietaria dovrà provvedere allo sgombero dell’immobile, liberandolo da persone e beni entro quindici giorni dalla notifica del provvedimento.
Il Comune di Latina obbligato a requisire
Nel provvedimento il Comune di Latina richiama anche un consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa secondo cui l’acquisizione gratuita rappresenta un atto obbligatorio quando il proprietario non rispetta l’ordine di demolizione entro i termini previsti.
Come dire: ora non possiamo farci più nulla, siamo obbligati a requisire tutto e farlo diventare di proprietà comunale
L’amministrazione evidenzia infatti che, una volta accertata l’inottemperanza, non vi è alcun margine di discrezionalità nella decisione.
L’acquisizione costituisce una conseguenza automatica prevista dalla normativa urbanistica per contrastare gli abusi edilizi e garantire il rispetto delle ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi.
Il dirigente amministrativo che non agisse in questo modo sarebbe imputabile di gravi reati.
La proprietaria ha facoltà di presentare un ricorsi al Tribunale amministrativo.
Qualora il sequestro divenisse definitivo, il Comune di Latina dovrà decidere se demolire le opere abusive o se farne un altro uso.
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